Due clown in politica

26 febbraio 2013 • Giornalismi • by

Non é che le previsioni  di Spiegel online la scorsa settimana a proposito delle elezioni italiane fossero sbagliate, bisogna però ammettere che lo Spiegel ha completamente mancato il bersaglio. Il sito tedesco di maggior successo infatti recitava : “Un clown, un miliardario, un apparatchik e un professore che non capisce nulla di politica. Uno di loro sarà il nuovo primo ministro italiano”. La vera notizia, già pronosticabile i giorni precedenti le elezioni, era che i due clown prevedibilmente avrebbero reso il paese ingovernabile. Silvio Berlusconi, star di soap-opera e capo branco dei bunga-bunga party da lui organizzati, insieme al comico Beppe Grillo, che poi tanto divertente non è, hanno totalizzato più del 50 per cento dei voti. Il loro successo ha dato ragione a due famosi esperti di comunicazione, che da anni osservano la deriva politica del loro paese con sguardo preoccupato. Il politologo Gianpietro Mazzoleni ha descritto in un suo notevole libro le assurde specificità della “politica pop” italiana e il semiotico Umberto Eco, già da molti anni, mette in guardia dalla televisione che rende gli italiani più infantili. In effetti, è sotto gli occhi di tutti, la tv italiana, sia quella privata che quella pubblica, è di una qualità talmente scadente, che l’effetto di rincretinimento a lungo termine dei telespettatori non si può escludere completamente. Considerando inoltre che il popolo italiano è conosciuto per non essere un campione mondiale di lettura dei giornali, si deve concludere che il cittadino medio non usa fonti di informazione serie ed attendibili.

Il voto a favore di Grillo e Berlusconi va  interpretato inoltre come un segnale contro il progetto europeo e come uno progressivo distacco degli italiani dalla realtà. L’unico elemento di speranza di questo risultato è che per tre terza volte Berlusconi non ha raggiunto una maggioranza, nonostante l’impiego di una potenza mediatica inusitata, considerando che controlla direttamente i tre importanti canali televisivi privati, indirettamente una gran parte della TV di stato RAI ed è proprietario della Mondadori, la maggiore casa editrice di giornali, di riviste e di libri del paese. Persino in Italia il populismo dei media tradizionali comincia a mostrare i suoi limiti. Più sensazionale, anche se non meno populistico, è il successo di Grillo come organizzatore di adunanze di massa in combinazione con un’esemplare campagna elettorale su internet.

Traduzione dal tedesco a cura di Alessandra Filippi

Pubblicato in Die Furche, Nr. 9, 2013

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