La comunicazione scientifica
ai tempi del web 2.0

6 dicembre 2011 • Giornalismi • by

Anche l’informazione medico scientifica deve fare i conti con la rete e le ricerche “fai da te”. Sempre più persone cercano in internet le risposte a questioni mediche e di salute.

In occasione della quarta edizione del Premio giornalistico “Riccardo Tomasetti – Informazione e salute Next Generation”, il 30 novembre è stata presentata a Roma una ricerca dal titolo “L’informazione medico-scientifica nell’era digitale”, realizzata da Eikon Strategic Consulting su zzub, una community italiana che conta circa 25 mila iscritti.

I risultati della ricerca dimostrano come il “Dottor Web”, così è stato ribattezzato, spopoli tra i giovani. La maggior parte dei ragazzi tra i 18 e i 35 anni, presi a campione, preferisce cercare nella Rete risposte su questioni mediche e di salute. L’84% di loro ottiene delucidazioni o aggiornamenti su malattie e notizie scientifiche consultando i media on line piuttosto che stampa, radio o tv.

Secondo l’indagine i canali considerati maggiormente attendibili dagli intervistati sono i siti web di informazione scientifica (80%), quelli delle associazioni mediche (80%) e quelli delle associazioni di pazienti (65%), solo il 25% preferisce il parere di un ricercatore e l’8% sceglie i giornali scientifici. Mentre le notizie divulgate da stampa e radiotelevisione sono considerate affidabili solo dal 48% del campione, ma comunque più attendibili di quelle che possono trovarsi su forum, social network e blog.

I media digitali pongono così nuove sfide al giornalismo scientifico, in uno scenario dominato dalla Rete dove il ruolo e la formazione del divulgatore scientifico assumono nuova importanza, come si legge nella ricerca stessa: “A differenza di altri contesti in cui blog e social network hanno un ruolo di primo piano, quando si tratta di informazioni che riguardano la salute, il navigatore predilige i siti medici e scientifici: consentono infatti all’internauta di trovare l’informazione che ‘rispecchia’ di più i suoi bisogni ma, nello stesso tempo, sono garantiti dal sapere medico e scientifico. In questo scenario, il giornalista scientifico perde la centralità del passato associata ai media tradizionali, ma ha davanti la sfida di inventare nuovi format narrativi, che vedano un coinvolgimento sempre più significativo di medici, ricercatori e associazioni dei pazienti”.

Il professor Federico Di Trocchio, ordinario di Giornalismo e Divulgazione scientifica presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma, intravede un futuro sviluppo positivo per la comunicazione scientifica attraverso la Rete: “Siamo di fronte ad un mescolamento delle carte che ora produce confusione e inquinamento ma in prospettiva andrà a migliorare. Si dovrebbe stabilizzare e trovare così i canali precisi e dettagliati che potranno avere un effetto positivo per un sapere scientifico ingessato da tempo. Avremo una sorta di svecchiamento. Inoltre, alcune informazioni che prima erano occultate dai tradizionali canali canonici, e che facevano gli interessi di alcune lobby o enti, ora possono essere più libere”.

Ma il risvolto della medaglia c’è pure in questo caso: se Internet può diventare uno strumento utile alla divulgazione scientifica, dall’altro lato si rischia una perdita di credibilità se non correttamente utilizzato. L’informazione medico scientifica è un mercato molto appetibile, che attira l’attenzione dei grandi gruppi farmaceutici, c’è quindi il pericolo di imbattersi in messaggi pubblicitari che sulla Rete sono più difficili da riconoscere: “Prolificano siti, soprattutto nella sanità, che sono dei veri e propri contenitori di pubblicità. Un grande danno è il gran numero di blog creato dai medici stessi, gli specialisti più vari, che offrono pareri e si fanno pubblicità per conquistare clienti. Questi blog sono molto pericolosi, oltre che questionabili per la deontologia medica”.

Le fonti che offrono informazioni scientifiche si sono moltiplicate, rendendo difficile per gli utenti orientarsi e misurarne l’attendibilità e la credibilità: “Internet rende tutto può facile e veloce, la massa delle informazioni però non è controllata, si deve saper riconoscere la fonte. Potenzialmente il web è un pozzo di informazioni, in cui confluiscono anche quelle che non trovi sui giornali”.

 

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