L’importanza dell’informazione economica

12 ottobre 2011 • Giornalismi • by

per.corsi,* settembre 2011

I media mainstream non seppero prevedere, e in un primo momento neppure spiegare, che cosa realmente stava accadendo quando nel 2008 scoppiò la grande crisi dei mutui subprime. Come gran parte dell’opinione pubblica rimasero abasiti nel vedere fallire colossi bancari come Lehman Brothers e Goldman Sachs.

Oggi, a tre anni di distanza, quando a fallire non sono più solo le banche ma interi paesi come la Grecia e l’Irlanda, forse la stessa Unione europea, l’informazione e l’approfondimento di tipo economico-finanziario sono auspicabili e urgenti perchè l’opinione pubblica, i cittadini hanno più che mai bisogno di capire e di saper interpretare le notizie che gli giungono ogni giorno dal mondo.

Ma i media dal crack di Lehman Brothers hanno imparato la lezione? Il servizio pubblico in primis dà il giusto spazio e il giusto peso all’informazione e all’approfondimento economico?

Guardando al contesto europeo e in particolare al servizio pubblico televisivo la situazione varia da paese a paese.

Se prendiamo ad esempio l’Italia e dunque i palinsesti della RAI, ma anche quelli delle tv private, lo spazio dedicato alle notizie economiche è davvero ridotto, quasi assente l’approfondimento che solo tal volta trova spazio nei talk show di attualità.

Anche in questo periodo, cioè nonostante l’urgenza e la gravità della crisi mondiale la RAI, come lamenta il giornalista Mauro Ceruti, sembra essersene andata davvero in vacanza lasciando al suo pubblico solo le scarne notizie dei telegiornali. A suo avviso “mancano programmi di approfondimento in un momento nel quale sarebbe indispensabile che la Rai svolgesse la sua funzione di servizio pubblico”.

In effetti oltre alla finestra economica quotidiana di “TG Economia” la RAI nel proprio palinsesto non prevede programmi interamente dedicati a tematiche economiche.

Fino al 2009 su Rai Educational c’era “Economix-L’economia che ci riguarda” un programma di approfondimento economico condotto dalla giornalista Myrta Merlino che affrontava gli argomenti suggeriti dall’attualità.

Diversa dall’Italia la situazione che troviamo in Germania e in Inghilterra dove invece il tema dell’economia trova ampio spazio nei palinsesti e viene rilanciato molto anche sulle piattaforme web.

ARD, il primo canale nazionale tedesco, propone quotidianamente e in diverse fasce orarie vari programmi di approfondimento economici come “Plusminus” e “was!
wirtschaft arbeit sparen”, che spaziano dalle grandi questioni di economia globale a quelle più spicciole che interessano il semplice consumatore. A questa offerta si aggiungono i dossier e gli speciali che ruotano intorno all’informazione quotidiana dei TG.

Sulla stessa scia si muove il servizio pubblico britannico della BBC che già sul suo sito offre un’intera sezione dedicata all’informazione economica con tanto di approfondimenti, interviste, video e così via. All’interno del suo palinsesto informativo televisivo offre moltissime finestre su temi economici e finanziari. Stupisce come molti dei programmi di approfondimento siano radiofonici come nel caso di “Money Box” di BBC Radio 4 che va in onda tutti i sabati pomeriggio.

E in Ticino?

Nell’ultimo rapporto del consiglio pubblico della CORSI si è fatto presente come dalla cessazione del programma “Micromacro” nel palinsesto RSI non sia più presente una trasmissione di approfondimento dedicata a temi di tipo economico-sociali e che offra una lettura critica delle informazioni economiche. Certo ci sono gli appuntamenti con trasmissioni di informazione e attualità come “Contesto” e “Patti chiari” ma manca una trasmissione apposita.

E alla luce degli eventi che stanno mettendo in grave crisi gli equilibri economici e politici dell’Europa e  di Paesi confinanti con la Svizzera, come l’Italia e la Francia, sarebbe auspicabile seguire l’esempio del servizio pubblico tedesco e di quello inglese offrendo ai propri telespettatori e ai cittadini un’accurata analisi e interpretazione delle notizie che permetta loro di avere gli strumenti adeguati per comprendere la portata degli eventi che stanno accadendo.

Pubblicato in: per.corsi, periodico della Società Cooperativa per la Radiotelevisione Svizzera di Lingua Italiana.

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