Come sarà il 2016 per i media europei

14 gennaio 2016 • Giornalismi, In evidenza • by

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Grzegorz Żukowski / Flickr CC

Gli editor dell’Ejo discutono dei prossimi sviluppi nei media europei nei loro paesi, guardando all’anno appena iniziato. Abbiamo scelto un’immagine delle ultime proteste in difesa dei media in Polonia per rappresentare il 2016. Un immagine che ci ricorda come la libertà di stampa sia ancora e sempre il punto di partenza di qualsiasi altro discorso. Buona lettura

I media in tutta Europa stanno dimostrando i sintomi dei cambiamenti tecnologici e politici del 21esimo secolo. Molte testate tradizionali stanno cercando di sopravvivere alla digitalizzazione, i giornalisti competono con diverse e nuove fonti di informazione, mentre i media di servizio pubblico soffrono la concorrenza di entità private sempre più grandi, ricche e potenti. I giornali portoghesi stanno chiudendo, ad esempio, mentre diminuisce la domanda di copie cartacee e le testate online lottano per ottenere guadagni.

Le emittenti di servizio pubblico nel Regno Unito, in Lettonia e Albania devono affrontare nuovi tagli per sopperire a quanto richiesto dalla digitalizzazione. La qualità del giornalismo, invece, è in declino in Svizzera, mentre le grandi aziende tecnologiche si interessano sempre di più all’essere editori e la privacy online è ancora un tema molto caldo dappertutto.

Nell’Europa dell’Est, il panorama politico in veloce evoluzione sta avendo un impatto profondo anche sui media. In Polonia, il nuovo governo ha imposto nuovi controlli sulla stampa che hanno portato a proteste pubbliche. In Repubblica Ceca, invece, grandi conglomerati privati ora gestisco i maggiori media del paese, mettendo a rischio la loro indipendenza. La medesima indipendenza è in forte pericolo anche in Ucraina, per via della propaganda pro-Russia, un fenomeno che sta ora interessando anche la sfera pubblica lettone e che non sembra destinato a concludersi senza che la politica non intervenga con idee chiare e creative.

Ma in questi paesi il cambiamento è stato anche positivo, in alcuni casi. In Repubblica ceca, ad esempio, si sta investendo anche in nuovi settori, come la Internet tv e il multimedia nel complesso. Le audience in Lettonia stanno iniziando a mettere sotto scrutinio il lavoro dei giornalisti grazie ai social media e chiedono nuovi standard di qualità e trasparenza. In Portogallo, invece, si è registrato il lancio di nuovi canali tv, mentre in Svizzera, invece, gli editori periodici stanno lavorando a più stretto contatto tra di loro per sopravvivere. La riforma dei media in Ucraina, infine, potrebbe migliorare la situazione della ownership mediatica e andare oltre le pratiche di epoca sovietica. Infine, e si tratta forse della notizia migliore, nel 2016 i nostri smartphone potrebbero diventare waterproof!

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UWW ResNET / Flickr CC

Albania: si va online
di Rrapo Zguri, Editor del sito albanese dell’Ejo

Durante gli ultimi due anni, i media albanesi hanno sperimentato un’ondata di migrazione digitale, dato che un numero crescente di giornalisti molto noti, analisti e commentatori hanno aperto i propri siti personali o blog. Ci si aspetta che questo trend sia destinato a crescere nel corso del 2016, dato che anche la audience si sta progressivamente spostando online.

Queste nuove testate all-digital, come lapsi.al o newsbomb.al, stanno già facendo registrare record di traffico. Su questi media, i giornalisti e gli analisti possono liberamente pubblicare i propri contenuti, contrariamente a quanto fatto da organizzazioni più tradizionali che, invece, sono sotto il controllo dei propri proprietari, che ne orientano anche le policy e le scelte di contenuto.

L’unico broadcaster pubblico albanese, Rtsh, ha di fronte a sé enormi sfide per il 2016. Nonostante la sua natura pubblica, Rtsh è infatti molto ben lontana dall’essere equidistante: le sue notizie, fatte salve alcune piccole eccezioni, sono costantemente influenzate dalle pressioni del governo in carica. Nei prossimi mesi ci si aspetta un dibattito molto forte, dato che verrà eletto il nuovo direttore di Tvsh, la tv pubbilca, un processo fallito negli ultimi due anni.

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Adam Przezdziek / Flickr CC

Repubblica Ceca: più acquisizioni e focus sul video per attrarre le audience più giovani
di Sandra Stefanikova, Editor del sito ceco dell’Ejo

Nel 2016, i media mainstream della Repubblica Ceca potrebbero andare incontro a qualche consolidamento dopo le acquisizioni delle maggiori case editrici da parte di aziende del paese. Ciononostante, ci aspettiamo anche altri cambiamenti: ad esempio, uno di questi investitori, Czech News Center (Cnc), potrebbe accaparrarsi anche Mladá Fronta, che dà alle stampe il quotidiano economico E15.

Le notizie video, inoltre, cresceranno ulteriormente, grazie a progetti come Dvtv di Economia Publishing House che, di recente, ha vinto il prestigioso premio Kristalova lupa. Seznam.cz, invece, punta a investire quote ancora maggiori nella sua Internet Tv Stream.cz, mentre ci si aspetta la medesima iniziativa anche da parte di MAFRA Publishing House con il suo progetto Playtvak.cz. Secondo Martin Ondráček, inoltre, responsabile dei contenuti digitali di Mafra, i contenuti audiovideo sono fondamentali per attrarre il pubblico più giovane.

Blendle.com

Blendle.com

Germania: Blendle ha cambiato le carte in tavola, ma attenzione agli adblocker
di Tina Bettels-Schwabbauer, Editor del sito tedesco dell’Ejo

Nel settembre del 2015 la piattaforma olandese di micropagamenti Blendle è arrivata anche in Germania. In patria, il servizio è stato un grande successo e la sua crescita qui sembra essere ancora più veloce, dato che nel solo primo mese di attività, Blendle è cresciuta quattro volte più velocemente che in Olanda, ha fatto sapere il fondatore della startup Marten Blankesteijn. Gli utenti di Blende pagano per ogni articoli che leggono e l’edicola online dell’azienda offre già i contenuti di oltre 100 testate tedesche e in lingua inglese, compresi grandi nomi come la Frankfurter Allgemeine Zeitung, Die Zeit, Süddeutsche Zeitung, Der Spiegel, Stern, il Wall Street Journal e l’Economist. Inoltre, sono disponibili anche molte testate regionali.

Il successo di Blendle mostra come i tedeschi, inclusi i più giovani, vogliono pagare per il giornalismo, specialmente quello di alta qualità. Oltre due terzi degli utenti di Blendle, infatti, ha meno di 35 anni. Oltre 100 testate tedesche hanno anche introdotto delle forme di paywall negli ultimi anni e alcune di queste hanno ottenuto dei discreti successi. Il loro modelli di abbonamento, ad ogni modo, raggiungono solo una piccola parte della audience potenziale, specialmente nelle fasce di età più giovani, dove i lettori non vogliono legarsi a un solo brand, ma preferiscono avere a disposizione una varietà di fonti. Grazie al suo sistema di micropagamenti, Blendle ha invece chiuso un gap e la sua piattaforma attirerà ancora più utenti nel 2016.

Se le nuove forme di finanziamento offrono un po’ di conforto agli editori tedesci, questi ultimi si stanno anche concentrando sulla minaccia posta loro dai software di adblocking. Un quarto dei tedeschi ne utilizza già uno e, nello scorso ottobre, Axel Springer ha chiuso l’accesso al sito di Bild ai lettori che bloccano le ad. Pochi giorni dopo, Gruner + Jahr ha fatto lo stesso con Geo. Probabilmente, altri editori fanno lo stesso nel 2016 e alcuni, come Stern, lo hanno già annunciato. Der Spiegel, invece, ci starebbe pensando.

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Yuri Samoilov / Flickr CC

Italia: più digital security, ri-bilanciare il rapporto con la Silicon Valley e un Foia e una legge sul whistleblowing, grazie
di Philip Di Salvo, Editor del sito italiano dell’Ejo

Nel 2016 le aziende mediatiche dovranno finalmente venire a patti con alcune questioni che riguardano il loro stare su Interent. Ad esempio, è fondamentale che gli editori inizino a utilizzare il protocollo HTTPS per proteggere la privacy dei lettori e i loro dati dall’interesse di terze parti troppo invadenti. Si tratta anche di una necessità di business piuttosto stringente, dato che Google ha annunciato che inizierà a indicizzare meglio i siti che utilizzano questo standard. Allo stesso tempo, è tempo che i giornalisti abbraccino davvero la crittografia, per proteggere se stessi e le loro fonti.

Allo stesso tempo, le imprese mediatiche devono ri-bilanciare il loro status nella dicotomia tecnologia/giornalismo. Il 2015 è stato l’anno in cui la Silicon Valley è diventata editrice e abbiamo assistito al lancio di diversi progetti giornalistici da parte di Facebook, Google, Snapchat e Twitter. Temo che gli editori abbiano già perso troppo controllo sui canali di distribuzione del giornalismo e c’è stato fin troppo entusiasmo acritico nei confronti di queste nuove iniziative sotto il cappello dell’“innovazione”. Guardando più specificatamente all’Italia, spero che il 2016 sia finalmente l’anno in cui vedremo le approvazioni di una legge forte sul whistleblowing e di un Foia che sia davvero tale. È ora.

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Paul Robinson / Flickr CC

Lettonia: cambia la tv e il servizio pubbico, aumenta la propaganda
di Liga Ozolina, Editor del sito lettone dell’Ejo

Il 2016 svelerà come Media 360, una sussidiaria di Lattelecom, la maggiore telco del paese con i suoi canali 360TV e STV Pirmā, possa davvero influenzare il mercato lettone. Lattelecom è la prima azienda del settore delle telecomunicazioni a entrare nel business della televisione. Inoltre, sarà interessante vedere come il broadcaster pubblico Latvijas Televīzija riuscirà a mantenere il buon livello di qualità e rispettabilità ottenuti negli ultimi anni. Per la prima volta dal 2012, infatti, Latvijas Televīzija e Latvijas Radio subiranno dei tagli ai loro budget.

In Lettonia, quest’anno si avrà anche una discussione continua sulla forza e l’indipendenza nel nostro spazio informativo, dati i continui tentativi russi di attrarre i cuori e le menti dei cittadini. La discussione sui media russi e l’impatto della loro propaganda sulla società lettone continuerà per tutto l’anno e i prossimi 12 mesi potrebbero essere quelli in cui vedremo l’implementazione di idee creative per superare il problema.

Il 2016 potrebbe anche essere l’anno in cui i lettoni inizieranno a prestare più attenzione alla qualità dei contenuti e all’etica dei media: lo scorso anno abbiamo notato come molti utenti abbiano sottolineato gli errori degli organi di stampa sui social media e hanno anche svolto controlli su come giornalisti ed editori svolgano la loro funzione di gatekeeper. Forse il pubblico lettone sarà più attento a quello che riceve e i giornalisti dovranno tenerlo in considerazione.

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Grzegorz Żukowski / Flickr CC

Polonia: il governo controlla i media, il pubblico protesta
di Adam Szynol, Editor del sito polacco dell’Ejo

Il nuovo governo conservatore polacco, salito al potere nell’ottobre del 2015, ha annunciato nuove riforme molto controverse sulla legislazione dei media nel paese. Le nuove leggi, ad esempio, consentiranno al governo in carica di nominare i vertici della televisione e radio di servizio pubblico. Il Ministero del tesoro, invece, avrà il diritto di assumere e licenziare i responsabili del broadcasting, una funzione che, al momento, è nelle mani di un comitato di supervisione.

Il partito di destra Diritto e Giustizia (Pis) sostiene che il cambiamento è necessario per assicurare che il servizio pubblico polacco rimanga “imparziale e obiettivo”. Il partito sostiene anche che la copertura mediatica della sua campagna elettorale sia stata negativa e conseguentemente biased. Un nuovo organismo, il National Media Council controllerà Tvp (Polish Television) e Pr (Polish Radio).

Diversi analisti del settore hanno previsto che il governo vorrà ottenere anche il controllo dei media privati nel 2016, anche se è difficile capire come potrebbe fare. Gli ufficiali di governo, ad ogni modo, hanno già annunciato che i media dovranno essere più polacchi e meno internazionali. Inoltre, è possibile che il nuovo governo voglia introdurre nuove censure a Internet. Queste sarebbero ulteriori minacce alla libertà della stampa polacca e hanno già causato diverse manifestazioni e critiche sul piano internazionale. Il 2016 polacco sarà probabilmente dominato da questa questione.

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Pranav Bhatt / Flickr CC

Portogallo: prospettive fosche e tagli
di Gustavo Cardoso, Responsabile dell’Ejo in Portogallo

In Portogallo, il 2016 è iniziato con prospettive piuttosto fosche per la professione giornalistica e la diversità che i media possono offrire. L’anno, infatti, è partito con dei tagli massicci in diversi giornali e la sensazione che molte testate cartacee possano chiudere nel corso dell’anno.

I canali tv, comunque, sembrano andare nella direzione di un nuovo boom, dato che nuove emittenti saranno lanciaei nei prossimi 12 mesi, dopo diverse negoziazioni sulla ridistribuzione dei contratti con i carrier per i prossimi anni e ci saranno nuove opportunità di guadagno per diversi brand, come Tvi, Sic, Cmtv e Rtp.

L’agenzia di stampa Lusa lancerà un totale restyling della sua presenza online, insieme all’innovazione dei suoi servizi e delle sue strategie di monetizzazione. Nel prossimo anno ci saranno anche i lanci di nuove piattaforme online, per controbilanciare il sito di news conservatore Observador. Sfortunatamente, una domanda rimane senza risposta: sarà possibile trovare una strategia che consenta alle testate online di liberarsi dai debiti contratti dalle loro controparti cartacee?

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chiefmoamba / Flickr CC

Regno Unito: tagli alla Bbc, aggiornamento della Charter e smartphone waterproof?
di Caroline Lees, Editor del sito inglese dell’Ejo

Probabilmente, la Bbc dominerà i titoli degli articoli di argomento media nel 2016: alla fine anno, infatti, il suo attuale Royal Charter scadrà. Il governo deve pubblicare un White Paper in primavera come parte del processo di consultazione, cui seguiranno delle bozze del nuovo Charter and Agreement.

Probabilmente anticipando i punti di vista del governo sulla Bbc, James Harding, Head of News dell’azienda, ha annunciato che il 2016 sarà un “un anno fondamentale” per Bbc News, dato che saranno attuati dei tagli importanti al suo budget. Ci si aspettano cambiamenti rilevati, compreso lo spostamento di Bbc3 online in febbraio e, secondo alcuni, il suo News Channel potrebbe essere chiuso. Il governo sta considerando anche l’ipotesi di privatizzare Channel 4, il broadcaster commerciale pubblico, e spera di ottenere un miliardo di sterline dalla sua vendita.

Gli esperti prevedono anche una crescita del robot-journalism e che l’intelligenza artificiale possa coprire un ruolo ancora più importante nel giornalismo. La battaglia tra editori e adblocker continuerà e la realtà virtuale potrebbe finalmente decollare nel 2016, dato che ci si aspetta la vendita di 2,5 milioni di visori nel corso del 2016. Attenzione anche agli smartphone che si piegano e – forse la notizia migliore di tutte – a quelli waterproof.

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Wikimedia Commons

Svizzera: diminuisce la qualità del giornalismo, crescono le alleanze tra editori
di Stephan Russ-Mohl, Direttore dell’Ejo

Nel suo report annuale “Qualità dei Media in Svizzera”, il Forschungsinstitut Öffentlichkeit und Gesellschaft (Fog) ha osservato, per la settima volta consecutiva, una diminuzione della qualità giornalistica in Svizzera. Sempre più editori, inoltre, si uniranno alla nuova alleanza composta dal servizio pubblico Srg, l’editore privato Ringier e la telco Swisscom per gestire la pubblicità in modo congiunto.

La mia altra previsione è ancora più speranzosa: nuove forme di alleanze tra il settore pubblico e quello privato, nel giornalismo, nasceranno inevitabilmente, anche se con lentezza. Dato che il mercato svizzero è troppo piccolo, inoltre, il gruppo editoriale che pubblica la Neue Zürcher Zeitung potrebbe lanciarsi in una più stretta collaborazione internazionale con organizzazioni liberali e di primo piano come la Frankfurter Allgemeine Zeitung in Germania o con l’austriaca Die Presse.

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ferhat_culfaz / Flickr CC

Ucraina: un anno doloroso e di profondi cambiamenti per i media
di Dariya Orlova, Editor del sito ucraino dell’Ejo

Il 2015 ha visto l’adozione di molte leggi importanti per i media in Ucraina, comprese quelle sul servizio pubblico, la trasparenza delle ownsership dei media e la riforma delle regolamentazioni, rimaste all’epoca sovietica, dei media statali e municipali. I prossimi mesi, probabilmente, porteranno un progresso nell’implementazione di queste leggi e un’ulteriore spinta verso la riforma dei media in favore della trasparenza e dell’indipendenza. In particolare, gli osservatori si aspettano una completa transizione delle vecchie tv e radio di stato in un broadcaster di servizio pubblico a tutti gli effetti. Un processo iniziato già lo scorso anno.

La trasformazione in entità private di vari media locali, come previsto dalla nuova regolamentazione, potrebbe essere un cambiamento doloroso per molti giornalisti e testate. L’indipendenza editoriale dagli interessi dei proprietari è ancora una questione aperta per i media mainstream ucraini ed è probabile che il problema sarà ancora molto pressante nei prossimi mesi. Inoltre, un ambiente politico turbolento, la minaccia di un’escalation del conflitto nell’Est del Paese e una situazione economia difficile complicheranno ulteriormente la situazione per i giornalisti e le loro attività.

Testi raccolti da Caroline Lees

 

 

 

 

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