I magazine osano di più e vanno su iPad

19 aprile 2011 • Digitale, Giornalismo sui Media • by

Corriere del Ticino, 19.04.2011

Mentre «The Daily», il quotidiano per iPad lanciato da Rupert Murdoch quasi due mesi fa, tende ad essere già un flop (secondo un’analisi del Nieman Journalism Lab basata sull’esiguo numero di tweet generati all’interno del quotidiano) e i lettori del New York Times sembra siano in rapido declino da quando è stato in trodotto il paywall, c’è chi in Europa e in Svizzera non si lascia intimidire e anzi lancia una nuova iniziativa digitale. La casa editrice Ringier ha infatti appena presentato il primo magazine monotematico per iPad nel mondo. «The Collection», questo il nome della rivista digitale, è disponibile in tre lingue – tedesco, inglese e cinese – in tutto il mondo via App-store. Però non è gratuita: 3.99 euro il prezzo di un numero in Europa, 5.50 franchi in Svizzera. Tema del primo numero: «Il principe William – Fonte di speranza per la mo­narchia britannica».

Tematicamente parlando la rivista si rivolge ad un pubblico vasto, questo è quanto si evince dal sito di Ringier, interessato ad argomenti ad ampio raggio ma soprattut tointeressato a fruire media di informazione digitali con un grosso potenziale di intrattenimento. Per usare le parole del CEO della rivista Thomas Trüb: «The Collection propone un in telligente contenuto multimediale per persone “smart”, dotate di senso del l’umorismo, che in ogni momento e in ogni luogo vogliono fruire una applicazione che vuole informare e divertire allo stesso tempo». Affinché ciò sia possibile sono previsti effetti speciali grafici e varie possibilità di interazione. Con il chiaro intento di «concorrere con gli altri attori top del mondo dell’informazione digitale».

È una brillante intuizione quella di Ringier? Sarà il tempo a dirlo, intanto però, nella delicata fase di passaggio che il mondo dell’informazione sta attraversando, è vitale che ci siano editori pronti ad investire in nuovi progetti digitali come questo.

E se per i quotidiani il passaggio e la scommessa al digitale sembra particolarmente difficile, le prospettive sembrano più rosee per le riviste e i magazine. Secondo Marco Pratellesi, direttore editoriale digital del gruppo Condè Nast Italia, che tra le altre riunisce le riviste di moda Vanity Fair, Glamour e Vogue, gli scenari che si sono creati nel 2010 favoriscono più i periodici che i quotidiani. In particolare ci sono cose che i magazine riescono a fare meglio su iPad dei quotidiani. Innanzitutto a non proporsi come replica della versione cartacea come è il caso per molte testate italiane.

A fa­re da apripista in questo campo è stata la rivista americana Wired che un anno fa uscì con il primo magazine di gitale pensato per iPad registrando 100.000  download con il primo numero. È determinante che seppur i siti rimandano alla versione cartacea, utilizzino i propri linguaggi tenendo in considerazione sia il tipo di rivista, sia il linguaggio proprio del web. Parlando dell’esperienza della rivista GQ, magazine di moda per uomini, Pratellesi ha anche rivelato che «più saliva la curva dell’audience online, più saliva la curva dei lettori in edicola». Non c’è dunque pericolo di cannibalizzazione, perché se i siti dei magazine hanno successo, essi si rivelano essere un elastico che accompagna i lettori fuori e dentro la rivista, passando dall’online al cartaceo e viceversa.

Sembra dunque che mentre i quotidiani ancora faticano a capire come reinterpretare il giornale post internet e a trovare una propria collocazione nella catena editoriale digitale, i magazine hanno delle buone intuizioni e osano di più.

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