Il futuro senza carta di MediaNews

14 novembre 2011 • Editoria, Giornalismo sui Media • by

E’ possibile attendersi un rapida inversione di tendenza nel mondo editoriale? Esistono delle vere opportunità, in termini di ritorni economici, che possano determinare un nuovo equilibrio nel valore generato dalla diverse piattaforme, carta e digitale? Per quanto il mercato, nel suo complesso, non esprima delle dinamiche che lascino presupporre una facile progressione, vi sono realtà che evidenziano segnali positivi. Ne sono una testimonianza i risultati di MediaNews Group, il secondo più grande editore di giornali degli States, soprattutto a livello locale, tra questi Denver Post, Detroit News, Salt Lake Tribune e San Jose Mercury News.

Come racconta David Carr sul New York Times, grazie alla riorganizzazione avviata un anno fa con l’ingresso di John Paton, attuale chief executive, il gruppo è riuscito a incrementare del 200% i ricavi generati dalle attività digitali. Un risultato conseguente una ristrutturazione complessiva che mira a una riduzione dei costi attraverso una pluralità di interventi: esternalizzazione dei servizi, sfoltimento delle risorse interne, cambiamento radicale dei processi di produzione, impegno nel trasformare l’approccio alla creazione delle notizie con una predisposizione meno testuale e più multimediale.

Negli Stati Uniti Paton si è creato la fama di essere una persona convinta che la stampa sia destinata a scomparire. E le sue decisioni riflettono questa convinzione. Come potere gestire la transizione al nuovo mondo? Abbandonare la carta per il digitale significa, in termini di ricavi, scambiare dollari per centesimi. Eppure, osserva Paton, si deve considerare che negli ultimi cinque anni il valore del fatturato cartaceo si è più che dimezzato. Ciò vuol dire che, per quanto superiore possa essere valutato il ritorno economico della carta stampata rispetto a quello digitale, esso rappresenta un valore che tende inevitabilmente a contrarsi.

Per trasformare l’intero assetto editoriale e imporre un percorso di migrazione che possa valorizzare l’espansione digitale ci vuole una nuova mentalità. Per Paton la chiave di volta per introdurre un reale cambiamento è prendere le distanze dalle persone che fino a oggi hanno presieduto alle operazioni cartacee. “Stop listening to newspaper people è il suo mantra. Una filosofia che sembra avere prodotto risultati incoraggianti. Fino a un anno fa il business digitale generava un fatturato di 6 milioni di dollari, quest’anno si prevede di chiudere l’esercizio con una cifra prossima ai 32 milioni di dollari. MediaNews sta di fatto mettendo a punto una strategia che prevede, in un futuro non troppo lontano, l’abbandono definitivo della carta. Paperless future, questo è il vero obiettivo.

Il 60% dei prodotti del gruppo sono già oggi esclusivamente digitali e quelli che ancora prevedono un duplice prodotto carta-digitale tendono a essere sempre più dissociati. Cambia la logica di fondo che ha contraddistinto la precedente gestione. I contenuti, nelle intenzioni di Paton, devono essere creati partendo da fonti differenziate, interne ed esterne: un terzo rappresentato da notizie locali prodotte da giornalisti professionisti, un terzo alimentato da meccanismi di aggregazione e un terzo generato dai lettori e dalle comunità locali.

Dall’esperienza di MediaNews appare evidente che nel corso degli anni un gran numero di testate locali, che fino ad oggi sono state conosciute primariamente per il loro prodotto cartaceo, tenderanno a concentrare gli investimenti nella dimensione digitale. Alcuni esisteranno solo nella versione online, alcuni, come già avvenuto, modificheranno la frequenza, riducendo i numeri in uscita. Un mondo in trasformazione, dunque, il cui esito prevede una contrazione dei contenuti cartacei a favore di una più ampia e diversificata produzione di contenuti digitali.

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