La sindrome da eccesso di informazioni

4 maggio 2010 • Giornalismo sui Media • by

La necessità e il coraggio di proporre un’informazione focalizzata e coerente con un’identità editoriale

Dal punto di vista del lettore il problema di oggi non è la scarsità di informazioni, ma l’eccesso di informazioni. Non solo, ma per quanto riguarda lo stile di vita attuale è il fattore tempo a complicare ulteriormente le cose: quando ci si dedica ala lettura di un giornale si vorrebbe che in pochi minuti e in poco spazio si riuscisse ad avere un quadro generale di quanto sta succedendo. Problemi che vengono amplificati nel momento in cui ci si accosta a una lettura di un giornale online.

Il modello fatto proprio dalla maggior parte dei siti è immettere sul web una quantità di notizie, video e immagini del tutto esagerata. Spesso, di fronte all’home page di una testata online ci si sente disorientati e in preda a una sindrome che potremmo definire da eccesso di informazioni. Notizie testuali, fotogallery, video, instant poll, blog, forum. Ma non dovrebbe essere usato tutto con intelligenza giornalistica? La qualità, innanzitutto, vuol dire capacità di selezionare, escludere, proporre una propria visione del mondo, stabilire delle priorità.

Entrare in un sito online è diventato come fare la spesa in un ipermercato: la capacità di orientamento è limitata e spesso, molte distrazioni inutili spingono a consumare prodotti inutili e la qualità della spesa spesso ne risente: troppa informazione genera confusione. Una tendenza che non accenna a diminuire, dettata dal fatto di volere accontentare tutti, ad assecondare tutti i possibili interessi.

Un approccio all’informazione dettato dal modello di business di internet e la conseguente logica pubblicitaria in base alla quale, considerato il valore unitario del singolo visitatore, un giornale online deve riuscire ad avere un numero di lettori di gran lunga superiore a quello della carta per sperare in una qualche ipotesi di sostenibilità.

Il grande numero di notizie che viene proposto può avere una sua legittimazione se pensato per assecondare una lettura che scaturisce dall’utilizzo di un motore di ricerca, ma non è coerente con le esigenze di chi accede direttamente all’home page del giornale. Questi ultimi vorrebbero avere la possibilità di navigare nelle pagine con maggiore fluidità, senza essere distratto ed estraniato da una quantità di informazioni di contorno che nulla hanno realmente a che fare con la capacità di orientare il lettore.

Per quanto si continui ad esaltare il modello internet che permette all’utente di selezionare l’informazione, ribaltando il rapporto domanda-offerta stabilito dal tradizionale media cartaceo, l’effetto finale è di una sempre maggiore difficoltà nel trovare un’informazione coerente e immediata rispetto alle proprie esigenze.

Un giornale dovrebbe tendere a semplificare l’informazione puntando sulla qualità e non sulla quantità. Non a caso il tempo di lettura medio su web è estremamente ridotto. Se il modello sposato per inerzia da gran parte degli editori che hanno le radici nella carta non può essere diverso per evidenti ragioni commerciali, può essere un’occasione per nuove inziative giornalistiche mirate e specializzate, come dimostra il successo editoriale di politico.com, portale che segue unicamente le vicende governative e la politica americana.

All’epoca del web l’importanza di una gestione giornalistica all’informazione è ancora più pressante rispetto al passato. Analisi, selezione, approfondimenti, capacità di orientare secondo una propria visione del mondo, stabilire un’identità, avere un’anima.

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