L’EJO parla anche il lettone

24 gennaio 2011 • Giornalismo sui Media • by

La famiglia dell’Osservatorio si allarga con l’arrivo sul sito della versione lettone

Da oggi, grazie alla collaborazione con il prof. Ainars Dimants e alla dottoranda e neo web editor dell’EJO Liga Ozolina, entrambi attivi presso la School of Business Administration di Turiba e il Media Institute di Riga, lo sguardo e l’analisi dell’Osservatorio europeo di giornalismo si estendono ad un nuovo contesto mediatico europeo, quello lettone, con l’intento di osservarne e comprenderne dinamiche e meccanismi.

Perché proprio la Lettonia? E perchè proprio ora?

Passando in rassegna gli eventi avvenuti l’anno scorso in Lettonia, come del resto in tutto il mondo, numerosi sono i casi in cui il ruolo dei media nella società è stato al centro dell’attenzione. A prescindere dal caso Wikileaks, nella primavera del 2010 anche la Lettonia ha vissuto la sua “fuga nazionale di notizie” (attribuita a “Neo”, esperto di informatica presso l’Università della Lettonia) a causa di una soffiata di informazioni riservate da parte del Fisco. La vicenda ha catturato l’attenzione di diverse organizzazioni mediatiche europee, compreso il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung. Sia il caso Wikileaks che lo scandalo fiscale lettone hanno contribuito ad accendere discussioni in merito alla libertà di parola, all’interesse pubblico, nonché ai diritti e alle responsabilità dei giornalisti stessi.

Anche la segretezza che ha caratterizzato il cambio di proprietà di uno dei più importanti quotidiani del Paese, Diena, ha destato un notevole interesse. Il fatto che in coincidenza con il periodo pre-elettorale, si sia tardato nel trovare i proprietari attuali, ha sollevato il dubbio circa l’eventuale influenza esercitata da interessi politico-economici sui servizi di questa testata.

Nel dicembre del 2010 siamo stati testimoni dell’intensificarsi di casi analoghi su un portale lettone di notizie redatto in lingua russa, il Telegraf, il quale ha sollevato la questione circa il preponderante interesse nei confronti dei media di casa nostra da parte della Russia, a causa della crisi economica. Inoltre la posizione della Lettonia all’interno del Press Freedom Index è calata perchè il periodo pre-elettorale ha testimoniato la strumentalizzazione dei media da parte di un partito politico piuttosto che di un altro. Ancora peggio, i giornalisti hanno subito intercettazioni telefoniche illegali, perquisizioni abusive nelle loro abitazioni e hanno dovuto persino affrontare estorsioni e minacce.

Questi e molti altri episodi portano alla luce le grandi contrarietà che caratterizzano la politica dei media e le organizzazioni mediatiche nel nostro paese, per non parlare della mancanza di solidarietà tra gli operatori di questo settore, soprattutto tra i giornalisti. Le corporazioni professionali dei giornalisti svolgono un ruolo molto debole e spesso si limitano ad osservare i problemi dell’industria mediatica, senza riuscire a combatterli in modo efficace. E’ questa forse la ragione per cui in Lettonia molti addetti al settore ripongono grandi speranze nella nuova Associazione dei Giornalisti Lettoni, fondata alla fine del 2010.

L’Osservatorio ritiene che il giornalismo credibile e di valore debba essere basato su elevati standard di qualità e sulla garanzia dei diritti sociali e professionali dei giornalisti: questi sono i prerequisiti per una solida industria mediatica che sia in grado di assicurare l’indipendenza dei propri operatori.

Uno dei modi più efficaci per raggiungere questo traguardo è rappresentato dalla possibilità di “far circolare” le conoscenze professionali. Solo condividendo le informazioni tra i professionisti stessi è possibile sperare di salvaguardare e implementare la qualità del giornalismo e del modo di operare dei media.

In questa prospettiva, grazie anche al suo impegno nel condurre ricerche in questo ambito e a diffonderne i risultati, e grazie naturalmente alla collaborazione dei nuovi partner, l’EJO è lieto di poter estendere il suo sguardo ai meccanismi, alle strutture e alle dinamiche che regolano il sistema mediatico lettone, restituendo ai propri lettori una fotografia autentica, cioè che osserva dall’interno e non commenta semplicemente dall’esterno ciò che accade al suo interno e maggiormente lo caratterizza.

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