MediaLaws: un blog sul diritto comparato dei media

9 febbraio 2011 • Giornalismo sui Media • by

Homepage del sito MediaLaws

Corriere del Ticino, 07.02.2011

A chi non è già capitato di aprire la posta e trovare decine di mail di spam senza sapere da dove e da chi provengono? Ci si è fatta talmente l’abitudine che non ci si pone neanche la domanda, semplicemente le mail si cestinano e …via il pensiero! Epppure, come dimostra una recente condanna del Tribunale di Milano, lo spamming può essere un reato. L’amministratore delegato e il responsabile del trattamento dei dati informatici di un sito chiamato Buongiorno Vitaminic sono stati condannati a nove mesi di reclusione per aver spammato indirizzi email di 180.000 utenti.

La storia è semplice: nel 2001, il sito fuorissimo.com aveva affidato alla società B. V. la gestione del database della propria newsletter alla quale erano registrati circa 450.000 utenti. Dopo la rescissione del contratto tra le due società, B. V. ha continuato ad inviare alcune newsletter pubblicizzando i propri servizi a circa 180.000 utenti di fuorissimo.com che non avevano prestato il proprio consenso a questa ricezione (cd. spamming). Per questo i due manager sono stati condannati per illecito trattamento di dati personali.

E se la storia è di per sé interessante,  dimostrando che il web non è zona franca come spesso si è portati a credere, ancora di più lo è la fonte che ha riportato la notizia: si tratta di un nuovo sito di informazione italiano, online solo da qualche mese, che si occupa di diritto comparato dei media in Europa.

L’ambizioso progetto dal nome “Medialaws”,  ideato  da Oreste Pollicino, professore di diritto comparato presso l’Università Bocconi di Milano, ha la particolare caratteristica di avere una visione internazionale, essere in più lingue (per ora si leggono post in italiano, francese e spagnolo) e di ospitare contributi di accademici, professionisti e studenti.

Con lui lavora un team di tutto rispetto: un gruppo di coordinatori, tra i quali anche un professore di diritto della proprietà intellettuale e di diritto europeo presso la City University di Londra, un comitato scientifico, un comitato redazionale e un  bel gruppo di giovani corrispondenti dall’estero.

Lo scopo è quello di osservare, comprendere, spiegare e raccontare quotidianamente ciò che accade nel mondo dei media in Europa, ma anche in paesi come Stati Uniti, Cile e Brasile, dal punto di vista giuridico e regolamentativo. Comparando e mettendo a confronto tra loro le diverse realtà.

Un compito non facile ma certamente importante e necessario in un momento in cui il rapido sviluppo delle tecnologie, l’imperante convergenza dei mezzi di comunicazione e la forza  di diffusione del web rendono spesso difficile l’identificazione netta del regime giuridico applicabile ai singoli media. Con evidenti problemi legali.

A prima vista si potrebbe pensare a un sito destinato ad una cerchia ristretta di addetti al settore, ma non è così. Le notizie selezionate trattano il problema della libertà di stampa in Ungheria così come gli effetti sortiti dal videomessaggio d’amore di Giovanni a Gaia – “Ciao, sono Giovanni e ho un sogno: baciare Gaia, la mia vicina di casa”- pubblicato sui maggiori social network qualche tempo fa.

Un progetto fresco e interessante dunque che mostra come il web possa essere un luogo di riflessione critica e di approfondimento, ma al contempo anche uno strumento di comunicazione che presenta problematiche e debolezze per gestire le quali è fondamentale una approfondita  conoscenza del mezzo.

E mette in luce le enormi potenzialità in seno alle Università per progetti  innovativi e di ampio respiro che tendano a valorizzare la multidisciplinarietà e a fornire validi spunti di riflessione e di approfondimento ai giornalisti.

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