Settimana corta per il Washington Times

4 gennaio 2010 • Digitale, Economia dei media, Giornalismo sui Media • by

Osservatorio europeo di giornalismo, 04.01.2009

Dopo avere messo in atto un taglio del 40% della redazione, il Washington Times riduce la foliazione, eliminando le pagine dello sport e focalizzandosi prevalentemente su temi di politica, economia e giornalismo investigativo. Nello stesso tempo viene cancellata l’edizione della domenica, tradizionalmente la più venduta sul mercato americano. A questo punto, considerato che nel corso del 2008 era stata già abolita l’edizione del sabato, il Washington Times, diventa un giornale che prevede solo cinque uscite settimanali, dal lunedì al venerdì.

L’intenzione è di far convergere maggiori investimenti su washingtontimes.com, la versione online, una strategia editoriale che vuole essere una risposta alla recessione economica e, nello stesso tempo, un segnale forte per una transizione a uno scenario multimediale coerente con i dati tendenziali espressi nell’ultimo anno (la diffusione del quotidiano USA è passata nell’ultimo a anno da 80 mila a 67 mila copie giornaliere mentre il sito vanta una media di 1 milione e 763 mila visitatori unici (dati novembre 2009) ed è in continua espansione).

Il caso del Washington Times – giornale, nato nel 1982, la cui proprietà  è legata a un movimento religioso, la Unification Church del reverendo coreano Sun Myung Moon – è uno dei tanti esempi che esprimono il  forte cambiamento che sta interessando l’editoria. Da una parte appare chiaro che la logica del contenuto generalista sia ormai superata, e valida solo per pochi e grandi gruppi in grado di sostenere un ingente  sforzo finanziario; dall’altra si evidenzia come sempre più giornali tendano a focalizzarsi su un’informazione basata su alcuni elementi informativi che possono rappresentare i punti di forza della testata.

Il problema del contenimento dei costi viene affrontato riducendo contestualmente la redazione e limitando l’uscita del giornale a soli 5 giorni la settimana con un conseguente calo della diffusione e relativo fatturato che si prevede possa essere recuperato puntando su un consolidamento della piattaforma web. Eliminando costi di stampa e distribuzione di due uscite settimanali i risparmi così ottenuti possono essere utilizzati per alimentare un contenuto web più ampio.

Va da sé che la riduzione del 40% dello staff redazionale, pur avendo eliminato completamente la redazione sportiva, influenza negativamente la possibilità di produzione di contenuti originali: una maggiore disposizione e focalizzazione sulla versione online dovrà necessariamente fare i conti con una struttura editoriale più snella e flessibile, diversa da quella prevista sulla carta, e incrociare nuove forme di produzione delle notizie. Ma il caso del Washington Times è un esperimento che potrebbe diventare un modello per molti degli editori che operano attualmente attraverso una fornula di produzione ibrida offline-online. La notizia negativa è che la ricerca di un modello sostenibile implica una riduzione sostanziale del numero di giornalisti occupati.

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