La crisi del giornalismo locale nel Regno Unito

19 aprile 2017 • Editoria, In evidenza • by

Credits: Mapping changes in local news 2015-2017

I numeri del giornalismo locale nel Regno Unito preoccupano, tanto che nelle ultime settimane la National Union of Journalists ha  lanciato  la campagna Local News Matters  al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del giornalismo locale per la democrazia.

I Lad serviti da almeno una testata locale

Dal novembre 2015 al marzo 2017 nel Regno Unito hanno chiuso 22 testate e ne sono state avviate solo 13 con un saldo passivo di 9 unità. Il numero di Local Authority District (Lad) senza una fonte di informazione locale è salito a 273 su 406 (67,2%) nel medesimo periodo. Ora il 57,9% della popolazione Uk vive in una zona non coperta da informazione locale quotidiana e questo si riflette maggiormente sulle zone rurali.

Meno informazione locale vuol dire ridurre lo spazio di discussione per le comunità. Inoltre, se aumenta il numero di distretti dove vi è una sola testata locale monopolista significa che a essere tagliata è anche la pluralità nella discussione politica sui territori. Perdere le voci locali è un problema per la democrazia britannica. Con la maggioranza della popolazione completamente esclusa da testate quotidiane locali, la situazione diventa ancora più preoccupante se si considera la pluralità delle voci nelle zone “coperte”.

Stringendo lo sguardo su 380 Lad in Inghilterra, Scozia e Galles, solo 6 (1,6%) ospitano ora almeno quattro realtà editoriali (e 4 di queste sono in Scozia); 47 (12,4%) sono coperti da 3 editori; 156 (41,1%) da 2 e 171 (45%) sono coperti da una sola testata monopolista. “L’informazione locale, tra giornali locali, siti e app, raggiunge 40 milioni di lettori alla settimana, gode di un alto livello di credibilità ed è la linfa vitale del dibattito pubblico locale”. Queste parole sono di Michelle Stanistreet, Segretaria generale della National Union of Journalists, responsabile dellacampagna “Local news matters”, che si è tenuta dal 24 marzo all’1 aprile scorso.

La frase della Stanistreet introduce anche la ricerca – da cui provengono i numeri citati in questo articolo – che la Media Reform Coalition ha pubblicato proprio a sostegno dell’iniziativa a favore dell’informazione locale e che ha coinvolto anche il Centre for the Study of Journalism, Culture and Community della Bournemouth University, il Centre for the Study of Media, Communication and Power del King’s College di Londra, il Goldsmiths Leverhulme Media Research Centre dell’Università di Londra e la Political Studies Association.

“La campagna Local News Matters ha sottolineato come questo tipo di stampa sia il cuore delle comunità che raccontano”, ha proseguito Michelle Stanistreet, “e opera come servizio pubblico. I numeri contenuti nella nostra ricerca servono per evidenziare agli occhi degli amministratori locali e della politica nazionale quale devastante declino stia vivendo l’intero settore. Abbiamo bisogno di un’indagine veloce, approfondita ed estesa a tutto il territorio nazionale sulle condizioni delle news locali”.

L’effetto della crisi che sta vivendo il settore, inoltre, è pesato maggiormente sulle spalle dei piccoli. Nonostante nei mesi presi in considerazione dalla ricerca si siano affacciati sul mercato tre nuovi editori, i cinque player più importanti del Paese si spartiscono ancora il 77,1% delle testate locali in tutto il Regno Unito: Trinity Mirror (226 testate), Johnston Press (213), Newsquest (211); Tindle (126) e Archant (75).

Un problema per il dibattito e per la democrazia, ma un dramma anche dal punto di vista occupazionale e produttivo. Come sottolinea la seconda parte della ricerca, nello stesso periodo (novembre 2015 – marzo 2017) sono state annunciate 30 campagne di taglio di personale con una perdita complessiva di 408 posti di lavoro nell’informazione locale. Anche nei grandi gruppi si sono visti tagli significativi, con la soppressione di alcuni titoli locali e la volontà di andare su un mercato nazionale per cercare di aumentare l’attrattività di fronte ai grandi investitori della pubblicità.

I tagli al personale delle testate locali Uk (2015-2017)

L’unico spiraglio positivo è stato l’assorbimento da parte della Bbc di 150 reporter locali espulsi dalle testate. Il saldo resta comunque ancora molto negativo, ma l’iniziativa del servizio pubblico Uk rappresenta un aiuto alla conservazione della pluralità e dell’informazione sui territori. Inoltre si guarda con preoccupazione al fatto che, sebbene il piano di acquisizione possa crescere fino a 200 assunzioni entro il 2019, dall’altra parte continui anche l’emorragia di posti di lavoro da parte degli editori locali.

Tra le conclusioni che la ricerca propone vi è anche la possibile creazione di  un fondo che possa mettere a disposizione nuove risorse a favore dell’informazione locale e delle comunità per trovare soluzioni innovative e business model sostenibili (e profittevoli) nella produzione e distribuzione delle notizie e delle informazioni.

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