Allarme per le democrazie

5 maggio 2014 • Libertà di stampa, Ricerca sui media • by

Quante volte abbiamo sentito parlare, negli ultimi anni, da parte dei guru di Internet ma anche di seri ricercatori, delle nuove libertà e della democratizzazione potenziale offerta dal Web 2.0? Sfortunatamente, nuovi risultati – questa volta empirici – forniti da due ricercatori americani, Karin Deutsch Karlekar (di Freedom House) e Lee B. Becker (University of Georgia), forniscono evidenza contraria: in molte parti del mondo la libertà di stampa e di espressione, come altri tratti elementari della democrazia, si stanno deteriorando in modo significativo.

Se in paesi dove vigono regimi autoritari (come in Turchia, in Russia, in Ungheria o in Ucraina) questi diritti fondamentali si sono indeboliti, il medesimo fenomeno sta avvenendo anche nelle democrazie più solide d’Europa dove “i problemi economici ostacolano la capacità di mostrare forme di leadership in queste questioni importanti”, scrivono i ricercatori.

Lo studio di Karkelar e Becker è basato su una comparazione statistica a lungo termine tra i dati che Freedom House ha raccolto dagli inizi degli anni ’80 in tutto il mondo. Al contrario di Reporters Without Borders, questa Ong americana non traccia esclusivamente la libertà di stampa, ma controlla anche come si stiano evolvendo i diritti civili fondamentali e quelli politici democratici. Il nuovo studio ha fatto emergere una correlazione positiva tra democrazia e libertà di stampa: la prima sembra non funzionare senza la seconda e se la seconda è a rischio, la democrazia stessa è a sua volta seriamente in pericolo.

 A confermarlo, questa volta, anche i numeri.

Non c’è alcun dubbio che Freedom House e Reporters Without Borders raccolgano i loro dati in modo rigoroso e trasparente. Nonostante ciò, questi studi sovranazionali rimangono difficili e problematici, il che significa che le ricerche come quella in oggetto qui, che giungono a conclusioni di lungo periodo da file già esistenti, andrebbero trattate con cautela.

Bisogna inoltre aggiungere che, allo stato attuale, nessuna ricerca può ancora stimare quali drammatiche conseguenze per la libertà di stampa e di espressione ci si debba aspettare a seguito dello scandalo Nsa. Stando a quanto emerso dalle rivelazioni di Edward Snowden, infatti, il mondo delle grandi democrazie occidentali sembra aver realizzato quanto Putin ed Erdogan non avrebbero potuto fare in collaborazione tra loro.

Nella foto: una manifestazione recente per la libertà di stampa a Hong Kong. Credits: Leung Ching Yau Alex / Flickr CC

Articolo pubblicato originariamente su Tagesspiegel il 28 Aprile 2014

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