I giornalisti inglesi sotto sorveglianza

14 ottobre 2014 • Libertà di stampa • by

Le leggi europee che proteggono il diritto dei giornalisti ad avere fonti confidenziali sono messe in pericolo dalla polizia nel Regno Unito, ha dichiarato la National Union of Journalists (Nuj). Il sindacato ha infatti accusato la polizia di spiare i giornalisti invocando l’uso di leggi anti-terrorismo per accedere ai tabulati dei loro telefoni privati: l’uso del Regulation of Investigatory Act (Ripa) contro i giornalisti rappresenta infatti una minaccia contro la libertà di stampa.

Anche Lord Falconer, già in carica come Lord Chancellor, ha criticato a sua volta la polizia. Falconer ha dichiarato che le forze dell’ordine hanno sbagliato ad auto-autorizzarsi a utilizzare la legge a questo fine e che, al contrario, avrebbero dovuto richiedere un giudizio di legalità prima di ottenere i dati telefonici di almeno tre giornalisti di testate nazionali. Due i casi recenti in oggetto, in cui la polizia ha ordinato alle compagnie telefoniche di consegnare i tabulati: il primo ha assunto il nome di “Plebgate” e riguarda la diatriba tra un ex ministro e la polizia, l’altro, invece, ha interessato un caso di frode relativo a una multa per eccesso di velocità dell’ex ministro e parlamentare Chris Huhne, costatogli il posto.

Il Sun ha rilasciato una protesta ufficiale all’Investigatory Powers Tribunal, chiedendo di verificare se la polizia abbia effettivamente abusato del suo potere quando ha ordinato a Vodafone di consegnare i tabulati telefonici di Tom Newton Dunn, political editor del giornale all’interno delle indagini sul “Plebgate”. Secondo il Sun, quanto fatto dalla polizia sarebbe un “assalto alla libera stampa”: “una stampa libera è fondamentale per tutte le altre libertà democratiche”, ha commentato il giornale, “e per fare ciò, i giornalisti devono essere in grado di proteggere le loro fonti”.

Secondo le leggi europee, inoltre, la polizia avrebbe dovuto fare richiesta di un’autorizzazione da parte di un tribunale per poter accedere ai tabulati telefonici, ma ai sensi del Ripa, invece, alla polizia occorre solo l’assenso di un senior officer per accedere a questi dati. Avvocati che si occupano di media insieme a diverse sigle che si battono per libertà di stampa hanno dichiarato di essere preoccupati perché l’uso del Ripa non è trasparente e non lascia modo di sapere se sia stato effettivamente utilizzato per rivelare l’identità di alcune fonti sensibili dei giornalisti coinvolti. Il Nuj ha dichiarato che la polizia avrebbe applicato il Ripa segretamente per accedere ai tabulati di un numero di giornalisti ben più alto di quello effettivamente dichiarato.

Gavin Mille QC, che rappresenta il proprietario del Mail on Sunday e l’Associated Newspaper nel caso legale che riguarda Chris Huhne, ha ricordato come il Ripa sia stato emanato nel 2000 per questioni legate al terrorismo, mentre la polizia ha confermato di aver utilizzato l’Act per ottenere i tabulati telefonici di due giornalisti del Mail on Sunday. Un portavoce della polizia ha invece difeso l’uso del Ripa, dichiarando che in alcuni casi ci sarebbero “bisogni più alti di giustizia” che la protezione delle fonti confidenziali dei giornalisti. Allo stesso tempo, il portavoce ha detto che potrebbe esserci la necessità di cambiare le basi secondo le quali la polizia può ottenere informazioni dai giornalisti o sul loro conto.

Sir Ian Blair, già capo della London Metropolitan Police, ha ribadito come il Ripa non sia mai stato inteso per essere usato al fine di ottenere informazioni sui giornalisti. Il sindaco di Londra Boris Johnson ha invece chiesto che la legge venga riscritta affinché la polizia, in futuro, debba chiedere autorizzazione legale prima di utilizzare l’Act contro i giornalisti.

Press Gazette, che ha lanciato la campagna Save Our Sources, ha chiesto a tutte le forze di polizia del paese di fornire dettagli sull’uso del Ripa contro i giornalisti. Al momento (ma i numeri sono in aggiornamento costante, ndr), 35 organi di polizia hanno rifiutato di rispondere ai Foia richiesti: 23 si sono opposti per motivi di costi, ma 13 altri hanno detto che un’eventuale pubblicazione avrebbe messo a repentaglio la “sicurezza nazionale”.

Articolo tradotto dall’originale inglese

Photo credits: Loz Pycock/Flickr CC

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