StopFake, il sito ucraino di fact-checking, si espande in Europa

16 marzo 2017 • Libertà di stampa, Più recenti • by

“Gli ucraini radicali picchiano i figli perchè parlano russo” (falso); “Studenti universitari espulsi per aver posto una ‘domanda scomoda’ al presidente Poroshenko” (falso); “Le forze armate ucraine hanno reclutato mercenari dalla Croazia” (sempre falso). Questa è solo una piccola selezione delle recenti ‘notizie’ sull’Ucraina disseminate dai media russi e smascherate da StopFake, un sito di fact-checking con sede a Kiev che si sta ora espandendo anche in Europa.

StopFake è stato fondato nel marzo 2014 da docenti e laureati della scuola di giornalismo Kyiv-Mohyla di Kiev. Il suo obiettivo originario era quello di smascherare il crescente numero di “aggressioni informazionali” messe in circolo dalle fonti russe che seguivano le proteste di EuroMaidan a Kiev e l’annessione della Crimea. Tre anni dopo quei fatti, la disinformazione russa sta raggiungendo nuovi pubblici in tutta Europa. “La situazione è cambiata”, dice Ruslan Deynychenko, co-fondatore di StopFake (e responsabile dell’Ejo in Ucraina, ndr), “perché la propaganda russa non è scomparsa, è solo diventata più sottile e sofisticata. Si sta diffondendo al di fuori dell’Ucraina, negli altri Paesi europei. Mi verrebbe da dire che i russi hanno imparato a padroneggiare questi meccanismi qui e ora li sfruttano efficacemente in Europa”.

StopFake si sta adattando a questa nuova sfida allargando le sue competenze e la sua portata e il sito punta ora ad accrescere la consapevolezza sulle notizie false in altri Paesi post-sovietici e in Europa: “vogliamo che [altri] imparino dai nostri errori e usino la nostra esperienza per smascherare la propaganda russa”, spiega a questo proposito Deynychenko. Il team di StopFake promuove anche l’informazione sui media e conduce ricerche sul funzionamento della propaganda e su come riconoscerla. Il sito, che originariamente operava solo in russo e inglese, ora ha piattaforme in spagnolo, italiano, romeno, bulgaro, francese e olandese e recentemente sono state lanciate anche delle versioni in tedesco e ceco. Molti editor di StopFake sono madrelingua e vivono in Ucraina o nei loro Paesi d’origine. Traducono notizie dal russo o dall’inglese e monitorano l’influenza russa sul contenuto dei propri media nazionali.

L’arrivista e citizen journalist Mauro Voerzio cura la versione italiana di StopFake e ci cita i suoi esempi preferiti di fake news e bufale sull’Ucraina circolate sulla stampa italiana di recente: la dichiarazione di Marta Grande, una Deputata del Movimento Cinque Stelle, secondo la quale i soldati ucraini sarebbero cannibali; la notizia, data da un giornalista italiano, per cui i nazionalisti ucraini combatterebbero ad Aleppo al fianco dell’Isis e la definizione, data da Il Giornale, al ballerino Sergei Polunin di “nazista ucraino”.

Recenti notizie false di origine russa hanno riguardato anche i terremoti in Italia. Per esempio, molti siti web hanno scritto che Putin avrebbe donato 10 o addirittura 100 miliardi di euro per l’emergenza e che il Ministero russo della protezione civile avrebbe invece inviato un contingente per aiutare le zone colpite dal sisma. Voerzio crede che molte delle bufale anti-ucraine che appaiono sui media italiani siano diffuse principalmente da organizzazioni possedute dalla famiglia di Silvio Berlusconi, la cui stretta amicizia con Vladimir Putin è nota. Anche i siti di informazione russi, come Sputnik, diffondono contenuti in Italia attraverso i loro canali social in lingua italiana. Per Voerzio esiste un vero mercato di contenuti russi in Italia.

La maggior parte dei primi lettori della versione italiana di StopFake erano membri della diaspora ucraina in Italia, ma Voerzio crede che il pubblico del sito stia ora cambiando: “molti italiani hanno iniziato a seguire la nostra pagina. I giornalisti cominciano a capire che c’è qualcosa che non va con la propaganda russa e che non è normale che alcuni partiti politici italiani parlino più delle sanzioni alla Russia che dei problemi dell’Italia”, ha detto.

Rispondere alle nuove sfide
A Kiev il team di StopFake lavora sia per il pubblico ucraino che per quello straniero. Oltre al sito web, StopFake produce anche notizie radio in russo, trasmesse da Hromadske Radio in alcune città ucraine, comprese quelle nella regione del Donbass, una zona di guerra. “Questo è molto importante, poiché ci sono territori ucraini controllati nell’Est dove le persone non hanno la possibilità di guardare la televisione ucraina, o perché essa non può raggiungere queste aree, o perché la Russia oscura il segnale dal proprio territorio con le sue torri televisive”, spiega Ruslan Deynychenko.

Ci sono anche alcuni contenuti video di StopFake in lingua russa, trasmessi da diverse televisioni regionali ucraine e anche notizie video in inglese disponibili su un canale YouTube. StopFake ha recentemente tenuto una serie di seminari di fact-checking in Ucraina, Kazakistan e Georgia. Agli inizi di Novembre il sito web si è anche unito al network di First Draft, che punta a migliorare la qualità del giornalismo online.

Sul suo sito, StopFake sottolinea il fatto di non essere finanziato da nessuna organizzazione ufficiale o agenzia governativa ucraina e che il suo principale scopo non è fare politica, ma giornalismo: “Noi siamo un’ organizzazione il cui obiettivo principale è verificare le informazioni, aumentare la consapevolezza sui media in Ucraina e fissare una chiara linea rossa fra giornalismo e propaganda”. Il network è finanziato tramite crowdfunding e donazioni. È anche supportato dalla Fondazione Internazionale Reinassance, dal Ministero degli Esteri della Repubblica Ceca, dall’Ambasciata Britannica in Ucraina e dalla Sigrid Rausing Trust.

Articolo tradotto dall’originale inglese da Giulia Quarta

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