Tagikistan, il video delle nozze e YouTube bloccato

12 luglio 2013 • Libertà di stampa • by

YouTube pullula di video di padri che ballano malissimo ma entusiasti ai matrimoni dei propri figli. In Tagikistan, però, la piattaforma di videosharing di Google è stata bloccata dopo che un filmato che ritraeva il presidente del paese dell’Asia centrale Emomalii Rahmon ballare e cantare al matrimonio del figlio è stato caricato e diffuso nel Web.

Il blocco di YouTube, un goffo tentativo di fermare la diffusione delle immagini in Rete, si è però trasformato in un boomerang per le autorità di Dušanbe, quando la notizia ha raggiunto le testate internazionali. Il Daily Mail, il più letto sito di news del mondo, ha infatti riportato la storia del video censurato e anche molti altri organi di stampa internazionali, compresa l’agenzia Ozodagon dell’Asia centrale e numerosi siti di informazione russi, hanno sfruttato l’occasione per parlare della limitata democrazia vigente nell’ex paese sovietico.

Emomali Rahmon, Presidente del Tagikistan

Emomali Rahmon, Presidente del Tagikistan

Il governo del Tagikistan non ha mai connesso la comparsa del filmato con il blocco di YouTube: il video è però apparso online verso il 18 di maggio e già una settimana dopo i provider locali hanno ricevuto ordine da parte dal Communication Service del governo di bloccare l’accesso a YouTube e a Toptj, un sito tagico che pubblica spesso materiale molto critico nei confronti del governo di Dušanbe.

In un’intervista rilasciata ai media russi, Asomiddin Atoev, il responsabile dell’Association of Internet Providers del Tagikistan, ha poi fatto sapere che le autorità non hanno mai risposto alle sue domande riguardanti le ragioni dell’oscuramento di YouTube. Atoev ha inoltre riferito all’agenzia Itar-Tass che le autorità locali sono solite bloccare siti Internet senza comunicare le ragioni di tali decisioni.

Dodojon Atovulloev, un oppositore politico che vive in esilio in Germania, ha invece rilasciato un’intervista alla tv kazaka K+, mostrando il video in cui si vede il presidente tagico in carica Emomalii Rahmom cantare “Tagikistan, sei mio con tutto il tuo dolore e le tue cure” al matrimonio del figlio nel 2009, per dimostrare quanto il matrimonio mettesse in evidenza le stravaganze della famiglia del presidente.

I matrimoni, in Tagikistan sono una questione sensibile e spesso possono diventare un problema economico serio, in un paese dove il reddito pro-capite è di circa 3 dollari al giorno: nel 2007 il paese ha promulgato una legge pensata per evitare che i cittadini cadano in rovina economica per via di cerimonie troppo sfarzose. Tradizionalmente i matrimoni nel paese asiatico contano più di 400 invitati e le nozze sono solitamente celebrate con canti e balli che possono durare diverse ore. La legge impone che ai matrimoni possano essere invitate al massimo 300 persone e che le celebrazioni non durino più di 3 ore.

Il video del presidente Rahmon non conferma che le leggi siano state effettivamente violate in occasione del matrimonio del figlio e non dà indicazioni chiare sul numero di invitati ai festeggiamenti. Ma, senza dubbio, mostra la più alta carica politica tagika in un contesto rilassato e informale, dimensione cui i cittadini non sono di certo abituati. Secondo il Daily Mail, ben 300mila persone hanno guardato il video prima che le autorità intervenissero per bloccare l’accesso a YouTube in Tagikistan. Ufficialmente, il blocco di YouTube è stato in vigore solo per pochi giorni.

Il 27 di maggio, la radio russa Moscow’s Echo ha citato una dichiarazione di Asomidin Atoev all’agenzia Itar-Tass in cui il responsabile dell’associazione dei provider tagiki affermava che il blocco era stato rimosso. Persone in Tagikistan, però, riferiscono che l’accesso a YouTube è ancora a singhiozzo: a fine giugno si registravano ancora problemi nell’accedere al sito.

In Tagikistan il blocco di YouTube non ha sortito l’effetto sperato dalle autorità. La stragrande maggioranza dei cittadini, infatti, non ha accesso a Internet e non avrebbe comunque potuto vedere il video in questione. Chi, invece, accede al Web con regolarità, sa come muoversi per bypassare i blocchi imposti dal governo e, con ogni probabilità, ha ora addirittura più possibilità di mettersi in ricerca del filmato.

L’incidente, però, ha messo ancora di più in evidenza l’attitudine delle autorità del Tagikistan nei confronti della libertà di espressione e ha danneggiato ulteriormente l’immagine del paese all’estero, lasciando a molti organi di stampa stranieri, che non avevano mai trattato del paese e del suo presidente, la possibilità di scriverne. E di certo non per i motivi più lusinghieri.

La libertà di stampa, infatti, è un problema irrisolto in Tagikistan, un paese che Reporters Without Borders ha indicato come ben poco libero sulla sua più recente mappa della libertà di stampa nel mondo. La censura è infatti una questione quotidiana: molti organi di stampa che hanno criticato l’amministrazione pubblica sono stati chiusi e molti contenuti di dominio pubblico, diffusi su Facebook o YouTube sono stati in diverse occasioni bloccati dalle autorità.

Articolo tradotto dall’originale inglese “The Wedding Video and the YouTube Ban”.

Photo credits: Katsu Nojiri / Flickr CC; United Nations / Flickr CC

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