Austria: dentro la camera dell’eco social dell’estrema destra

2 maggio 2017 • In evidenza, Media e Politica • by

Secondo alcuni l’Austria avrebbe schivato un proiettile lo scorso anno: dopo una campagna elettorale molto accesa e durata un anno, a dicembre 2016 l’Austria ha eletto alla presidenza Alexander Van der Bellen, un veterano del Partito dei Verdi. Va der Bellen ha vinto con un margine di 7,5 punti sul suo rivale dell’estrema destra, Norbert Hofer. Con le elezioni parlamentari previste entro la fine del 2018 ci sono segnali del fatto che, se queste ultime elezioni non hanno consegnato la Presidenza  – per lo più simbolica – all’estrema destra, esse hanno aiutato il Partito della libertà (FPÖ) di Hofer a costruire un’impressionante echo chamber sui social media – sulla quale ci si aspetta che la formazione politica possa capitalizzare in futuro.

I social media e il Partito della Libertà
Come gli altri leader nazionalisti che lo hanno preceduto, anche Heinz-Christian Strache, Presidente dell’ FPÖ, si è costruito un vasto seguito personale online. Strache ha oltre 500mila fan su Facebook – l’equivalente del 10% di quanti hanno votato alle ultime elezioni -, un bacino più alto di ogni altro politico in Austria. Inoltre, Strache ha conquistato più di 100mila follower solo durante l’ultima campagna elettorale. Il suo profilo Facebook ha un ruolo fondamentale per l’influenza del Partito della libertà sui social media: una ricerca pubblicata da Der Standard ha mostrato come la pagina pubblichi in media 13 post al giorno, mediamente condivisi 400 volte.

Con questi numeri Strache ha il potenziale per raggiungere decine di migliaia di persone che non lo seguono direttamente e questo dà al Partito della libertà una copertura impressionante. Inoltre, la strategia permette a Strache di condividere contenuti considerati troppo tossici per altre piattaforme, spesso originati da siti vicini al partito. Non sorprende quindi che di recente Strache abbia definito i social media una “benedizione per la democrazia”. Tutto questo ricorda inoltre il modo in cui Donald Trump ha aggirato i media tradizionali: allo stesso modo Strache usa Facebook per comunicare direttamente con gli elettori, senza il filtro del giornalismo.

Siti web con connessioni al Partito della libertà
Sono diversi i siti a pubblicare i contenuti altamente controversi che l’FPÖ condivide di frequente sui social media. Due di questi hanno un impatto particolarmente forte: il più rilevante fra questi è Unzensuriert.at (“Senza censure”, ndr). Questo sito afferma di essere indipendente, nonostante sia stato fondato come blog di una delle più importanti figure del partito e sia co-diretto dallo staff parlamentare dell’FPÖ. Unzensuriert.at si concentra sull’immigrazione e sull’Islam, mescolando notizie tratte da altre fonti e commenti. Gli articoli includono contenuti come “Tensione in Svezia – Trump aveva ragione” e “Ancora silenzio scioccante sulle agitazioni in Francia”. Unzensuriert.at si ripropone di dare ai lettori la “verità” sulla quale i media mainstream taccerebbero.

Un altro sito, Wochenblick.at, fondato nel 2016 come un’alternativa a Unzensuriert.at con un profilo più basso, pubblica anche notizie locali apolitiche o storie dedicate alle celebrity. Per quanto il sito scriva frequentemente di presunti “crimini degli immigrati”, Wochenblich.at tratta anche argomenti in stile tabloid come “I pompieri donna più sexy del mondo”. Il sito è diretto da ex membri dell’FPÖ che si definiscono ora indipendenti, si finanzia con donazioni e non mostra pubblicità. Altri link  frequentemente condivisi dalle pagine social dell’FPÖ e dal suo leader provengono da FMPolitics – una pagina Facebook che produce meme anti-rifugiati e anti-Islam – e  Verein Freunde der Tagespolitik – un “sito satirico” che pubblica caricature anti-migranti.

Questi siti web non vengono letti solo in Austria e generano la maggior parte del loro traffico in Germania, più della metà nel caso di Unzensuriert.at. Stando a un recente studio, i siti austriaci di estrema destra sono ampiamente letti fra i seguaci del network tedesco di estrema destra Pegida e con ogni probabilità contribuiscono ad alimentare anche la crescita dell’alleato politico di Pegida, Alternative für Deutschland.

I media tradizionali
Il Partito della libertà esercita il suo crescente potere online anche sui media tradizionali. Nel piccolo mercato mediatico austriaco l’emittente pubblica ORF e il tabloid Kronen Zeitung dominano, rispettivamente, nel settore televisivo nazionale e in quello della stampa. Il partito della libertà attacca di frequente ORF additandola come macchina propagandistica della sinistra e ha anche richiesto la fine del modello di finanziamento del broadcasting pubblico basato sul canone. Questo, ovviamente, non impedisce a Strache e ai leader del suo partito di condividere i contenuti di ORF e di ripostare segmenti di interviste sui social media.

Come Donald Trump negli Stati Uniti, anche il Partito della libertà usa le interviste televisive per rafforzare concetti diffusi tramite fake news tra i suoi seguaci. Una recente analisi del giornale Falter, ad esempio, ha mostrato quanto spesso Norbert Hofer, candidato alla presidenza, abbia fatto allusione all’età di Van der Bellen e alla sua presunta scarsa memoria. Nei dibattiti televisivi, Hofer ha ripetutamente chiamato il suo avversario “smemorato” o lo ha attaccato in quanto distratto. Si trattava di un tentativo di rinforzare l’idea, presa dai meme circolanti sui social, che Van der Bellen non fosse adatto alla posizione a causa della sua età e del suo presunto stato mentale in declino. Proprio come un fischietto a ultrasuoni per cani, questo messaggio tossico può essere sentito solo da chi ha familiarità con i pettegolezzi virali diffusi su Internet.

Se i rapporti con l’emittente di servizio pubblico sono piuttosto tesi, l’estrema destra ha invece forti legami con il tabloid Kronen Zeitung. Il giornale più popolare dell’Austria ha storicamente un’inclinazione di destra e nazionalista, ma è stato attento a mantenere buone relazioni con tutti i partiti. Strache, tuttavia, ha sul tabloid un potere che ad altri politici manca. In un’intervista dello scorso anno, ad esempio, Richard Schmitt, allora responsabile online di Kronen Zeitung, ha riconosciuto l’appeal esercitato dal Partito della libertà sui suoi lettori: “quando Strache condivide una delle nostre storie su Facebook, abbiamo notato che il nostro traffico cresce di una volta e mezza. E, ovviamente, lui ottiene più traffico se noi lo condividiamo”, ha dichiarato Schmitt. Da qui, è evidente come i due soggetti siano intrinsecamente legati.

Intanto, il Partito della libertà ha sempre più successo nell’aggirare le tradizionali forme di esposizione mediatica, come le conferenze stampa. Basandomi sulla mia esperienza come giornalista che si è occupato dell’FPÖ, posso dire che durante i recenti viaggi di partito in Israele, Russia e Stati Uniti, i rappresentanti del Partito della libertà hanno a malapena parlato con i media tradizionali. Non avevano giornalisti al proprio seguito e hanno pubblicizzato i loro viaggi  principalmente su Facebook o sulle piattaforme del partito.

Cosa comporta questo per il futuro?
Se il Partito della libertà andasse al potere in Austria, è probabile che i media tradizionali sarebbero esclusi e limitati. L’estrema destra, infatti, ha ripetutamente richiesto che venissero tagliati i fondi e ristrette le libertà di copertura alle emittenti pubbliche. Nel frattempo, i sussidi segreti garantiti ai giornali austriaci da parte degli organi pubblici in forma di pubblicità – per un totale di 188 milioni di euro nel 2015 – rendono le testate vulnerabili alle interferenze di qualsiasi governo. È molto probabile quindi che l’estrema destra potrebbe usare la sua influenza per minare i media tradizionali.

Il successo dell’estrema destra in Austria nell’allontanarsi dai media tradizionali è stato osservato con attenzione e, per quello che posso vedere, imitato da altri paesi. Alternative für Deutschland (AfD) in Germania, come visto, potrebbe addirittura aver tratto un profitto diretto dalla camera dell’eco austriaca: l’estrema destra e i suoi elettori in Austria e in altri paesi europei potrebbero benissimo andare nella direzione di una chiusura in uno spazio di informazione in cui il giornalismo, e quindi anche il controllo pubblico, non possono più raggiungerli.

Background: il Partito delle Libertà
Il Partito della libertà si sta rafforando fra le forze politiche austriache. Il suo leader, Heinz-Christian Strache, in gioventù, è stato un simpatizzante del gruppo neonazista Wiking Jugend. Negli ultimi 12 anni, Strache ha posizionato il partito come alternativa nazionalista all’establishment e un qualsiasi governo FPÖ avrà probabilmente Strache come leader. L’FPÖ è anche un attore chiave nell’emergente nazionalismo internazionale di Marine Le Pen in Francia, Geert Wilders in Olanda e altri gruppi con una simile mentalità in Europa.

L’ideologia del Partito della libertà è quella della lotta all’immigrazione e all’Islam, mescolata con una forte retorica anti-establishment e un’opposizione nazionalistica all’Unione europea. Il Partito della libertà potrebbe essere più vicino alla presa del potere di molti dei suoi omologhi europei. L’Austria è infatti attualmente governata da una “grande coalizione” di socialdemocratici e il conservatore Partito del popolo. Non è stato un matrimonio felice e molti elettori chiedono un cambiamento. In un sondaggio dello scorso ottobre, solo un elettore su dieci ha detto di voler sostenere un’altra “grande coalizione”.

Le elezioni per il nuovo parlamento in Austria dovrebbero tenersi verso la fine del 2018 e molti osservatori credono che l’attuale governo le potrebbe convocare in anticipo. L’FPÖ è risultato in testa in quasi tutti i sondaggi d’opinione dalla metà del 2015 a oggi. La configurazione più probabile per il prossimo governo austriaco è una coalizione del Partito del popolo con il Partito della libertà come partner maggioritario.

Articolo tradotto dall’originale inglese da Giulia Quarta. Articolo pubblicato originariamente dall’Oxford University Politics Blog.

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