Elezioni europee, il ruolo di Twitter

14 luglio 2014 • Media e Politica, Ricerca sui media • by

I social media hanno la fama di essere di per sé emancipatori: in fondo, tutti possono partecipare ed esprimersi. Ma chi si pronuncia davvero? E chi viene letto, “likato” e ritwittato? Axel Maireder (Università di Vienna) e Christian Waldheim (GfK) hanno esaminato l’uso di Twitter in occasione delle recenti elezioni europee.

Quest’anno, circa 450mila persone in Europa tra politici, cittadini, giornalisti e attivisti hanno twittato sulle elezioni. I 12mila utenti più attivi sono stati inclusi nell’analisi di Maireder e Waldheim e i risultati del loro studio mostrano come il candidato socialdemocratico Martin Schulz sia stato il politico che ha fatto più spesso uso di Twitter come strumento per raggiungere direttamente i cittadini. In Germania lo segue, anche se con evidente distanza, Ska Keller dei Verdi. Molto più presenti sono invece i politici di ogni schieramento in Spagna, ma anche i candidati della destra populista come il britannico Nigel Farage o Marie Le Pen in Francia. Tutti loro hanno utilizzato Twitter per la mobilitazione dei sostenitori, ma sono letti frequentemente anche a livello internazionale.

Se poi si osservano le reti che si generano attraverso Twitter, si possono notare innanzitutto dei collegamenti stretti all’interno di un contesto linguistico e di una nazione: solo le istituzioni dell’Ue e alcuni grandi media britannici come il Guardian o l’Economist riescono infatti a costituire veramente dei collegamenti pan-europei. Per lo più, anche gli schieramenti politici restano nettamente separati gli uni dagli altri. La storia si fa interessante laddove, invece, aldilà degli attori affermati, compaiono anche degli interlocutori nuovi sulla scena pubblica digitale.

I blogger e gli attivisti, infatti, hanno rivestito senza dubbui un ruolo rilevante nel dibattito su Twitter in occasione delle ultime elezioni europee. Ad esempio, il movimento di protesta spagnolo 15M, così come il blog tedesco Netzpolitik si stanno affermando come voci politiche importanti. Gli attivisti del Web, in paesi come Spagna e Italia, sono strettamente in relazione tra di loro ed è questo fattore che li rende un polo opposto ai media mainstream e agli attori principali della politica.

È insomma ormai evidente come Twitter si sia affermato saldamente come mezzo di comunicazione della battaglia elettorale; ciononostante, fino ad ora non ha costituito ancora un pubblico realmente europeo: le voci dell’Europa dell’Est, ad esmepio, rimangono quasi totalmente silenti.

Articolo pubblicato originariamente su Tagesspiegel il 7 luglio 2014. Traduzione dal tedesco a cura di Georgia Ertz

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