Chi ha fatto la Storia con Brexit?

8 luglio 2016 • Media e Politica, Più recenti • by

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Il 23 giugno ho vissuto per la terza volta “history in the making”, la Storia mentre avveniva. Diversamente dal 9 novembre 1989 e dall’11 settembre 2001, Brexit è stato un caso di decisione democratica. Allo stesso tempo però, il referendum è stato anche un circo mediatico. Nonostante tutto il rumore di fondo generato dai media, è stata data poca attenzione a quale ruolo, importante e controverso, essi stessi abbiano avuto all’interno del processo decisionale.

In primo luogo, uno studio del Reuters Institute dell’Università di Oxford ha rivelato che molti media britannici hanno fatto intensamente campagna per la Brexit nei mesi precedenti il voto. In secondo luogo, Boris Johnson ha avuto un ruolo particolarmente controverso in questa storia e non soltanto da quando è diventato il volto tory della campagna pro-uscita: già decenni prima, come giornalista e inviato a Bruxelles per ilTelegraph, aveva rafforzato l’atteggiamento contrario degli inglesi nei confronti dell’Unione europea, influenzando gli standard giornalistici della stampa britannica attraverso articoli di mezze verità e spassose storie da tabloid.

In terzo luogo, sono proprio le assurdità delle decisioni democratiche che hanno attratto l’attenzione dei media solo dopo l’esito della votazione, anche se dati elettorali molto probabilmente erano già disponibili prima del 23 giugno. Quindi, perché gli inglesi possono decidere per conto degli scozzesi e degli irlandesi del nord se restare o meno nell’Ue? Nel caso di decisioni “storiche” e d’ampia portata come questa, non bisognerebbe forse ottenere una maggioranza pari a due terzi, come avviene ad esempio in Germania, per cambiamenti costituzionali, per evitare che una metà della popolazione (rispettivamente una relativa minoranza che porta i voti decisivi) possa “comandare” all’altra metà di dirigersi verso un vicolo cieco?

Stranamente, anche dopo il referendum sulla Brexit, sono stati pochi i giornalisti ad aver detto apertamente che la democrazia è molto di più che la regola della maggioranza o un plebiscito: anche lo Stato di diritto, gli atteggiamenti civili, la protezione delle minoranze e la libertà di stampa ne fanno parte. Proprio quest’ultima è da esercitare in modo responsabile, contrariamente da quanto fatto dalla Gran Bretagna prima della votazione sulla Brexit: molti media del Regno Unito hanno infatti abusato del loro potere e, purtroppo, le eccezioni di Guardian, Financial Times, Economist e della BBC non sono riuscite a moderare il dibattito.

Una versione leggermente modificata di questo articolo è già apparsa in tedesco su Tagesspiegel il 27 giugno. La versione italiana è stata pubblicata dal Corriere del Ticino il 9 luglio 2016.

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