Fare fotogiornalismo, oggi

9 ottobre 2015 • Brevi, Fotogiornalismo e video, Ricerca sui media • by

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Credits: RISJ

Le Le pratiche lavorative del fotogiornalista professionale stanno attraversando rapidi cambiamenti nell’era digitale e nuove tecnologie, piattaforme e metodi di storytelling visuale stanno esercitando pressioni e influenze che chiedono ai fotogiornalisti di adattarsi e reagire in diversi modi.

I cambiamenti fanno emergere diverse questioni di vitale importanza per il futuro del fotogiornalismo professionale. Quali sono i nuovi rischi che i fotogiornalisti devono affrontare? In che modo le trasformazioni nell’economia mediatica riguardano l’impiego dei fotografi? Questo cosa implica per la qualità delle immagini? Cosa pensano i fotogiornalisti della manipolazione di immagini o la messa in scena di avvenimenti? Dato lo sviluppo del citizen journalism, delle tecnologie digitali e dei social media, esisterà ancora il fotogiornalismo professionale in futuro?

Lo studio “The State of News Photography: The Lives and Livelihoods of Photojournalists in the Digital Age” analizza i personaggi, le condizioni di lavoro, le pratiche, l’uso della tecnologia e le scelte etiche di fotogiornalisti in tutto il mondo. I risultati indicano un numero alto di rischi a cui i fotografi professionali sono esposti, con una forte correlazione con il paese in cui operano.

Il paper è il resoconto di un progetto di ricerca condotto dalla University of Stirling, dal Reuters Institute for the Study of Journalism della Oxford University, e dalla World Press Photo Foundation. I risultati sono basati su un sondaggio online svlto tra i fotografi che hanno partecipato al 2015 World Press Photo Contest. Si tratta della prima analisi internazionale sulle vite e i mezzi di sostentamento dei fotogiornalisti ed è stata effettuata con un questionario di 63 domande a cui hanno risposto 1556 persone provenienti da più di 100 paesi.

Lars Boering, managing director della World Press Photo Foundation ha dichiarato: “la World Press Photo Foundation sostiene fotografi professionisti e visual journalists nel loro lavoro. Collaborare nella ricerca per informare la comunità è una delle nostre funzioni principali, e siamo contenti sia di condividere queste importanti scoperte, sia di imparare da esse. Questo studio ci dà dati affidabili riguardo a molte sfide della professione, e questo aiuterà tutti noi ad affrontarle”.

Adrian Hadland, Director of Journalism alla University of Stirling e coordinatore dello studio ha commentato: “anche se immagini potenti sono al centro della rivoluzione digitale e linfa vitale dell’industria delle news, i fotogiornalisti sono stati troppo spesso poco considerati dalla ricerca. Come studiosi di giornalismo sapevamo che le cose stessero cambiando in fretta per i fotografi, a causa dei rapidi sviluppi nella tecnologia, della ristrutturazione del settore delle e a causa dell’emersione di citizen journalist armati di smartphone. Ma fino ad ora non c’era modo di conoscere quale fosse l’impatto di tutto questo sulle persone che guadagnano da vivere facendo fotografie”.

“Qui, per la prima volta”, continua il ricercatore, “si vede la storia di come il fotogiornalismo sta cambiando nell’era digitale. I risultati sono sorprendenti, persino scioccanti per certi versi, ma anche incoraggianti. Si tratta di una professione in mutazione continua e che deve affrontare enormi sfide, ma che gode della libertà e della creatività crescenti. Non vediamo l’ora di lavorare su questa ricerca per i prossimi tre anni con la Press Photo Foundation e di monitorare come le cose si evolvono nel tempo”.

Articolo pubblicato originariamente in inglese, traduzione a cura di Georgia Ertz

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