Articoli con tag accesso a pagamento

Paywall? Sì, grazie. Più di 150 giornali adottano il sistema a pagamento

La realtà ha superato l’immaginazione. Fino a qualche anno erano pochi a scommettere sul futuro del paywall. Oggi lo scenario è del tutto cambiato. Non esiste più una radicale opposizione alla costruzione di un sistema a pagamento. Rispetto al passato si sono ormai aperte alternative che prevedono la possibilità di differenziare le politiche di accesso a alla rigidità dei sistemi di prima generazione, per lo più appartenenti a giornali di tipo economico e finanziario, si sono affiancate soluzioni più permeabili. Su molti siti generalisti sono oggi in essere paywall ibridi. E la differenza è grande. L’elemento abilitante il cambiamento è stata la capacità di filtrare gli accessi, rendendo invalicabile la lettura soltanto a coloro che evidenziano una frequenza di utilizzo elevata. Ecco, quindi, possibilità di leggere fino a un certo numero di articoli al mese così come la disponibilità alla lettura di articoli che vengono acceduti via motori di ricerca. Insomma, la tipologia delle politiche di accesso che possono essere implementate è sempre più varia e si arricchisce costantemente. Non esiste più alcun tabù nel proporre soluzioni di questo genere.

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iPad, dove la carta incontra il futuro

Dal magico cappello dell’industria Hi-Tech ecco spuntare un oggetto sul quale oggi vengono riposte molte speranze per il futuro dell’industria editoriale. Stiamo parlando dell’iPad, il prodotto che ha permesso al giornalismo di trovare un nuovo canale di distribuzione in forma digitale e di fornire agli editori i presupposti per ripetere il successo ottenuto sulla carta stampata. I contenuti su iPad, ad sono a pagamento. Ed è una politica cui si sono allineati sia coloro che hanno privilegiato la logica del paywall, sia coloro che hanno da sempre teorizzato la gratuità dell’accesso ai contenuti proposti su web. Ken Doctor, analista del mondo dei media e autore del blog Newsonomics, ne ha analizzato le potenzialità da un punto di vista economico e di scenario. Nell’opinione di Doctor il tablet si configura innanzitutto come un oggetto in grado di sostituire la carta stampata. Riporta a questo riguardo i dati di una ricerca dalla quale si rileva che il comportamento del lettore digitale si avvicina molto di più a quello del classico giornale rispetto a quanto invece emerge dall’utilizzo dei servizi online erogati via web. Tempi di lettura più lunghi, quindi, tendenza a leggere articoli di dimensioni spesso identiche a quelle della carta stampata, utilizzo che si concentra, come accade per la stampa, nelle prime ore della giornata e in tarda serata.

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New York Times a pagamento: ecco perchè può farcela

Il New York Times vara l’atteso sistema a pagamento, il cosiddetto “metered model”, basato sull’accesso a consumo. Si potranno leggere gratuitamente fino a venti articoli al mese. Per chi vorrà leggerne di più vi sono tre opzioni, tutte a pagamento. Ciascuna opzione dà diritto di accesso per 4 settimane. I costi sono così ripartiti:

1) 15 dollari – web + smartphone
2) 20 dollari – web + tablet
3) 35 dollari – web + smartphone + tablet

Per tutti gli abbonati alla versione cartacea è previsto l’accesso gratuito al sito e a tutte le versioni digitali. Saranno abilitati alla lettura online anche coloro che arrivano attraverso link suggeriti dai motori di ricerca, blog, social media come Facebook e Twitter anche se hanno raggiunto il loro limite mensile. Per alcuni motori di ricerca, gli utenti avranno una soglia giornaliera di link gratuiti. Nel caso di Google, per esempio, è fissata a cinque al giorno.

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Perché il paywall del NYT può avere successo

Ritarda la partenza del metered model, il metodo di accesso a pagamento che il New York Times vuole introdurre per l’accesso ai contenuti del proprio quotidiano online. Arthur Sulzberger, chairman e publisher del Gruppo, intervenuto a Londra in occasione della Digital media Conference promossa dal Financial Times, rassicura: manca poco. Il parto evidentemente non è dei più semplici. E’ più di un anno che si è iniziato a lavorare sul nuovo progetto e nulla è ancora accaduto. Tutto ciò testimonia di quanto sia complicato mettere insieme un meccanismo efficace ed efficiente che possa consentire di ribaltare la logica del tutto gratis senza rischiare una drastica diminuzione dei lettori, come già successo all’inglese Times di Murdoch.

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Il paywall flessibile del New York Times

L’introduzione della formula a pagamento per l’accesso ai contenuti del New York Times, previsto nel corso del prossimo mese di febbraio, costituirà un precedente che probabilmente sovvertirà radicalmente la politica del tutto gratis finora globalmente accettata dai giornali a contenuto generalista. In base alle informazioni rivelate dal WSJ, i criteri attraverso i quali verrà declinata la nuova strategia editoriale prevedono un abbonamento pacchettizzato che, per 20 $ mese, consentirà accesso illimitato al web e, contestualmente, l’utilizzo dell’iPad edition; rimarrà invece gratuito l’accesso per tutti gli abbonati alla versione cartacea. Importante è la politica prevista nei confronti degli utenti che contribuiscono a determinare il numero complessivo di visitatori al mese senza però essere dei forti consumatori. Non sarà infatti richiesto l’esborso di alcuna somma di denaro se la lettura si limiterà a soli alcuni articoli per mese. Tuttavia quanti possano essere gli articoli free per mese non è ancora dato sapere. E questo è senz’altro uno degli aspetti più delicati su cui dovrà decidere il NYT.

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