Forbidden Voices:
Donne blogger in prima linea

5 dicembre, 2012 da · Leave a Comment 

Lunedì 10 dicembre, in occasione della Giornata mondiale per i diritti umani, l’Osservatorio europeo di giornalismo dell’USI e Amnesty International organizzano un incontro con, a seguire, la proiezione del film documentario: Forbidden Voices - Come iniziare una rivoluzione con un portatile.  Interverranno la blogger iraniana in esilio Farnaz Seifi, protagonista del film documentario insieme alla blogger cubana Yoani Sánchez e alla blogger cinese Zeng Jinyan, la regista Barbara Miller, il portavoce della sezione Svizzera di Amnesty International Andrea Ostinelli e Natascha Fioretti dell’Osservatorio europeo di giornalismo. Nell’incontro, oltre a presentare il film, si discuterà del ruolo e delle potenzialità della rete nell’affermazione delle libertà individuali, nella difesa dei diritti fondamentali e della libertà di espressione in quei paesi dove vengono negati ed è forte la censura.

L’incontro, aperto al pubblico, avrà luogo lunedì 10 dicembre presso l’Aula A11 dell’Università della Svizzera italiana, alle ore 18.00.

Per informazioni: ejo.com@usi.ch

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Il Guardian sceglie Twitter per raccontare le crisi in Maghreb e in Libia

9 marzo, 2011 da · 4 Comments 

La mappa interattiva dei messaggi Twitter relativi alla crisi del Nord Africa e del medio Oriente proposta dal Guardian è la testimonianza dell’incredibile cambiamento che sta vivendo il mondo dell’informazione e, nello stesso tempo, di quanto sia complicato per i giornalisti utilizzare in modo professionale il nuovo canale di comunicazione. L’eccellente lavoro compiuto dal Guardian rende possibile la selezione dei Twitter per singolo Paese. Una valanga di messaggi che si aggiorna in tempo reale fonte di notizie e caleidoscopio di opinioni ed emozioni della gente del luogo.

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Vivere di giornalismo nell’era della nuova informazione

23 gennaio, 2011 da · Leave a Comment 

La crisi della carta stampata e la fragilità dei modelli di business online portano necessariamente con sé l’inevitabile conseguenza di una tendenziale riduzione della remunerazione del giornalista. Un’affermazione sicuramente vera su scala globale. Se analizzassimo il numero complessivo di persone che contribuiscono ad alimentare l’ecosistema delle notizie attraverso i mezzi che internet mette oggi a disposizione ci troveremmo di fronte a un esercito di uomini e donne che vivono ai limiti della sussistenza. Ma questo è l’effetto della globalizzazione dell’industria dell’informazione che ha permesso di individuare nuove opportunità e creare un’offerta di gran lunga superiore a quella espressa nel passato dal giornalismo tradizionale.

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Dopo 5 anni l’Huffington raggiunge la sostenibilità

22 dicembre, 2010 da · 1 Comment 

Arianna Huffington

Il 2010 si chiude in positivo per coloro che hanno intrapreso iniziative editoriali only web. Ci sono voluti cinque anni, ma alla fine i risultati sono arrivati. E’ la storia che può oggi raccontare l’Huffington Post, uno dei siti cult di internet. Fondato nel 2005, l’Huffington dichiara per la prima volta quest’anno di avere raggiunto un profitto. 30 milioni di dollari sono i ricavi stimati per quest’anno e l’obiettivo ancor più ambizioso è arrivare nel 2012 a un fatturato di 100 milioni di dollari. Se si pensa che per arrivare a questo traguardo il giornale online ha dovuto raggiungere la cifra iperbolica di 26 milioni di visitatori al mese, molti di coloro che guardano al web come a una facile opportunità di guadagno rimarranno scoraggiati.

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The Atlantic raggiunge la stabilità economica

17 dicembre, 2010 da · 1 Comment 

The Atlantic, rivista mensile americana, fondata a Boston nel 1857, storicamente vicina al mondo letterario e culturale, oggi focalizzata in particolare su temi di politica interna e internazionale, è riuscita a realizzare il sogno di molti, ovvero la piena sostenibilità economica di un sistema ibrido online-offline. Dopo una lunga sperimentazione durante la quale sono state avviate iniziative di tutti i tipi, diverse e contrarie, The Atlantic annuncia, per la prima volta in dieci anni, 1,8 milioni di dollari di profitto. La rivista aveva inizialmente optato per il paywall per poi abbatterlo definitivamente nel 2008. Da allora The Atlantic è disponibile free, una decisione che non è stata mai più rimpianta.

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