Articoli con tag carta stampata

USA, più del 90% dei ricavi pubblicitari
proviene dalla carta

Un recente studio del Pew Center’s Project for Excellence in Journalism solleva alcuni dubbi sulla capacità del giornalismo digitale di risollevare le sorti economiche dell’editoria USA, quanto meno nel breve e medio periodo. Nonostante l’investimento sulla componente digitale continui a rafforzarsi – grazie a una diversificazione e consolidamento di più canali di informazione, web + tablet + mobile – quest’ultima non riesce a compensare la perdita che avviene sulla carta: a ogni dollaro guadagnato sul digitale corrisponde una perdita di 7 dollari sulla carta.

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Le incertezze del giornalismo digitale

Sono un po’ scettico sul futuro del giornalismo digitale su iPad, quanto meno se continuerà a essere una semplice trasposizione dell’originale cartaceo. E’ vero, da quando è apparso sul mercato la futuribile tecnologia della Apple, i giornali hanno scommesso sulle potenzialità del mezzo, hanno investito e hanno creato una possibile alternativa al modello di sostenibilità economica che ha fino ad oggi sorretto la dimensione cartacea. I primi risultati sono incoraggianti, sebbene non si possa ancora parlare di percentuali di pubblico significative rispetto ai numeri della carta stampata. Comunque, è vero, l’iPad e succedanei (piattaforme Android) potranno facilitare nel tempo la migrazione dai giornali tradizionali alle edizioni digitali. Come dire, in un certo qual modo si riuscirà a compensare la perdita di lettori che si andrà progressivamente a evidenziare, con lo stesso identico trend cui abbiamo assistito in questi ultimi anni, sulla carta stampata.

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Morte del giornale cartaceo,
nessun paradiso in vista

Schweizer Journalist Nr. 12/2011 + 1/2012

Se i giornali non verranno più stampati, la professione del giornalista cambierà profondamente – e non solo in meglio.

Mentre nei paesi di lingua tedesca numerosi conglomerati di media, tra cui Ringier e Springer, si stanno preparando a un futuro online riunendo diverse redazioni, negli Stati Uniti già da qualche tempo svariati giornali hanno rinunciato alla versione cartacea e sono consultabili solo su Internet.

Il Capital Times di Madison in Wisconsin è stato tra i pionieri che hanno osato il grande passo e potrebbe ora passare alla storia come il primo giornale il cui processo di trasformazione è stato indagato in modo approfondito e completo.

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Il successo dell’Economist

Secondo quanto affermato da Andrew Rashbass, ceo dell’Economist, sono più di un milione le persone che ogni mese leggono il magazine settimanale attraverso le edizioni digitali disponibili su dispositivi tablet e smartphone targati Apple e Android. Una storia controcorrente, quella dell’Economist: nonostante la progressiva diminuzione che ha interessato a livello globale gran parte della produzione tradizionale, è riuscito a incrementare sia le vendite della carta stampata sia i lettori digitali. Come mai? “Siamo stati semplicemente fortunati, risponde Rashbass nell’intervista rilasciata al Guardian. La ragione di fondo è che siamo una rivista scritta in inglese, una condizione che ci permette di trarre vantaggio dalla globalizzazione dell’informazione”.

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La mappa globale della carta stampata

L’Oxford Internet Institute ha pubblicato una mappa visuale raffigurante gli indici di consumo della carta stampata a livello mondiale. I paesi più virtuosi, quelli che presentano il numero più elevato di giornali venduti in rapporto alla popolazione, sono la Scandinavia e il Giappone, seguono Nordamerica, Australia ed Europa. Quest’ultima, in particolare, presenta tre diverse gradazioni di lettori, con una più forte concentrazione nelle aree del nord europa, mentre l’area mediterranea risulta la più debole. Spagna e Italia evidenziano un indice di diffusione compreso tra il 5% e il 15% della popolazione contro medie europee comprese tra il 15% e 45%. La mappa contiene anche i dati relativi alla localizzazione dei 100 più grandi giornali del globo. A questo riguardo l’area con la più alta concentrazione di giornali a più alto numero di lettori è il Giappone, seguita dall’Inghilterra.

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