- L’Osservatorio
- Missione
- Team
- Collaboratori Freelance
- Ricerche
- Eventi
- Libri
- Distruzione creatrice
- Fare giornalismo
- Merging Media, Converging Newsrooms
- A Complicated, Antagonistic & Symbiotic Affair
- Media Journalism in the Attention Cycle
- Business Journalism, Corporate Communications, and Newsroom Management
- Il manuale di giornalismo
- Il giornalista come “Homo oeconomicus”
- Gli stregoni della notizia
- Dichiarazione di Responsabilità
- Partner
- Contatti
Articoli con tag Corriere della Sera
Il giornalista della carta stampata non esiste più
Scritto da Piero Macri in Editoria, Nuovi Media e Web 2.0 il 10 maggio 2012
Non esiste una killer application, una soluzione miracolosa che possa dare vita a una rinascita del giornalismo. Il giornalismo, sempre e comunque, sarà declinato attraverso una pluralità di canali di comunicazione. La carta, il web, l’iPad, lo smartphone rappresentano le attuali modalità di distribuzione dei contenuti. In futuro se ne aggiungeranno di nuove, come sempre è accaduto. Per gli editori le opportunità e la relativa complessità risiedono nel mettere in atto una logica informativa integrata, differenziando la proposta in base al mezzo utilizzato, con l’obiettivo di ottimizzarne le singole potenzialità e offrire un’esperienza di lettura coerente con le aspettative di un pubblico più vasto e più variegato rispetto al passato.
La Russia cambia? La stampa traccia i confini
Scritto da Francesca De Benedetti in Giornalismi il 20 marzo 2012
Sul mappamondo e sulla carta, in questi primi mesi del 2012 lo scacchiere internazionale è estremamente fluido. Dentro l’Unione europea, si discutono nuovi equilibri e assetti politici, mentre i giornali combinano più che mai economia e politica. Fuori dal continente, la situazione escandescente in Siria e le tensioni tra Israele e Iran lasciano intendere sviluppi futuri. Sulla linea di confine tra l’Europa e l’altrove, precisamente in Russia, sta uno spazio grigio che, proprio perché al limite, si rivela estremamente interessante per la narrazione giornalistica italiana ed europea: dove il confine identitario è instabile, i significati si addensano e producono nuove narrazioni.
Le vicende interne russe e le elezioni appena trascorse hanno effetti diretti e indiretti anche per Italia e l’Europa: questo dicono i giornali. L’affermazione più o meno netta del potere di Putin è oggetto di interesse per la stampa nazionale anche in virtù degli equilibri geopolitici.
Esplicito nell’avviare questo tipo di riflessione è il Corriere della Sera: “L’Occidente alla stabilità russa è fortemente interessato”, scrive Franco Venturini il 4 marzo nel suo “Ma anche a Mosca sanno che qualcosa si è rotto”. L’editorialista definisce così i soggetti e le dinamiche della narrazione: “l’Occidente e in particolare l’Europa” da una parte, i convitati di pietra come l’Iran dall’altra. E nel mezzo la Russia di Putin, il quale “ha dalla sua, oggi e ancor più domani se dovesse esserci una guerra sul nucleare iraniano, le alte quotazioni del petrolio e del gas”. “La parola magica è il dopo”, scrive Venturini, auspicando per “l’Occidente”, ma anche dubitando, che Putin avvierà internamente un processo di riforme e di mediazione con il fronte della protesta. Fra i motivi della valorizzazione positiva della “stabilità”, è interessante trovare anche le ricadute sulle politiche nazionali ed europee.
Abbonamenti, come migliorare il rappporto lettore-giornale
Scritto da Piero Macri in Editoria, Nuovi Media e Web 2.0 il 23 novembre 2011
Helsingin Sanomat, quotidiano nazionale finlandese, nel 2006 decise di dare possibilità ai propri lettori di sottoscrivere un abbonamento che prevedesse accesso contemporaneo a carta stampata e contenuti online, una pratica che nel corso del tempo è diventata comune in tutte quelle realtà che hanno adottato un sistema di pagamento per l’accesso al web. Un’iniziativa che ha dato risultati positivi: ad oggi circa un terzo degli abbonamenti, 120 mila, e l’80% di tutti i nuovi abbonamenti del quotidiano, convergono nella formula carta + online, oggi arricchita dalla versione digitale proposta su iPad.
La web-tv nuova protagonista dell’informazione
Scritto da Piero Macri in Nuovi Media e Web 2.0 il 21 novembre 2011
Come riporta il Corriere della Sera, Berlusconi sembra intenzionato a lanciare una nuova televisione. Questa volta, però, è internet il mezzo di trasmissione prescelto. L’ex Presidente del Consiglio si dice convinto della necessità di sfruttare le potenzialità di Internet. La sede? Gli spazi di Palazzo Grazioli, sua abitazione romana, spazi che fino all’agosto scorso ospitavano la Red Tv di D’Alema. Un’iniziativa con una valenza chiaramente politica, un canale che dia voce all’anima del Pdl. Perché quest’improvviso interesse nella ricerca di uno spazio su internet? Sicuramente i recenti accadimenti in campo mediatico lasciano supporre che la rete abbia davvero delle potenzialità e che queste siano ancora, in parte, sottovalutate.
La stampa online in Italia: nuovi orizzonti e vecchie abitudini
Scritto da Natascha Fioretti e Philip di Salvo in Giornalismo sui Media, Nuovi Media e Web 2.0 il 8 luglio 2011
Il giornalismo italiano, a mezzo stampa o televisivo, non vanta una particolare tradizione in fatto di trasparenza e strumenti redazionali volti a garantirla. Al contrario della stampa anglosassone infatti, quella italiana non ha mai avuto l’abitudine di pubblicare una rubrica quotidiana degli errori, oppure di avvalersi di un figura redazionale come quella dell’ombudsman. Ma vale lo stesso per il giornalismo online, tanto più che grazie ai nuovi strumenti di interazione e condivisione i giornali e i siti di informazione online sono – o vorrebbero essere - più aperti nei confronti del loro pubblico?
Per scoprirlo, l’Osservatorio europeo di giornalismo, nell’ambito di una ricerca comparativa che ha interessato diversi Paesi europei e che trovate qui, ha analizzato i siti dei tre maggiori quotidiani italiani in termini di diffusione cartacea e di visite sul web – Repubblica.it (857.000 visitatori unici giornalieri), Corriere.it (552.000) e Lastampa.it (157.000) – dei tre più importanti telegiornali – TG1, TG5, TG La7 – e un portale informativo esclusivamente online come quello de IlPost.it nato solo un anno fa.
I risultati non sono confortanti: le caratteristiche proprie di un certa tradizione cartacea si rispecchiano anche nel giornalismo online, differenziandosi solo per qualche buona innovazione resa possibile dal mezzo digitale. Almeno per quanto riguarda la stampa scritta. Per quel che concerne la televisione, come vedremo, mancano totalmente i presupposti per parlare di trasparenza e coinvolgimento del pubblico online.






