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Articoli con tag Editoria
Il giornalista della carta stampata non esiste più
Scritto da Piero Macri in Editoria, Nuovi Media e Web 2.0 il 10 maggio 2012
Non esiste una killer application, una soluzione miracolosa che possa dare vita a una rinascita del giornalismo. Il giornalismo, sempre e comunque, sarà declinato attraverso una pluralità di canali di comunicazione. La carta, il web, l’iPad, lo smartphone rappresentano le attuali modalità di distribuzione dei contenuti. In futuro se ne aggiungeranno di nuove, come sempre è accaduto. Per gli editori le opportunità e la relativa complessità risiedono nel mettere in atto una logica informativa integrata, differenziando la proposta in base al mezzo utilizzato, con l’obiettivo di ottimizzarne le singole potenzialità e offrire un’esperienza di lettura coerente con le aspettative di un pubblico più vasto e più variegato rispetto al passato.
Siamo tutti editori?
Scritto da Pier Luca Santoro in Editoria, Nuovi Media e Web 2.0 il 19 marzo 2012
Nuovi modelli di business e Nuove definizioni per l’editoria
Jeff Jarvis, giornalista e docente di giornalismo alla City University di New York, ha raccolto una serie di indicazioni sulla dura realtà dell’industria editoriale, sia cartacea che online, che nonostante non sia recentissima resta di scottante attualità. La lista si articola in oltre 40 punti. E’ interessante riprenderne qualcuno, quelli che a mio avviso sono i tre più significativi:
- La tradizione non è un modello economico. Il passato non è più una guida affidabile per successi futuri.
- Dovrebbe” non è un modello economico. Puoi sostenere che la gente “dovrebbe” pagare per avere i tuoi prodotti ma lo farà solo se ritiene che ci sia del valore in essi.
- Ci sono altri canali di entrate che meritano di essere considerati.
Da un lato concorrenti a basso costo e abbondanza dell’offerta che continueranno inevitabilmente a ridurre il prezzo della pubblicità e, dall’altro, la perdita di controllo del mercato che si ridefinisce nel nuovo ecosistema digitale, le principali motivazioni che spingono necessariamente il comparto editoriale ad esplorare nuove strade.
Probabilmente, come avviene in tutti i momenti di profonda crisi ed incertezza così com’è da almeno un triennio per il comparto editoriale, per l’industria dell’informazione, è necessario (ri)partire da una definizione non convenzionale, distinta da quella tradizionale, di cosa voglia dire essere, fare, l’editore.
La svalutazione dell’editoria USA
Scritto da Piero Macri in Editoria, Giornalismo sui Media il 9 novembre 2011
Negli Stati Uniti prosegue la contrazione degli investimenti pubblicitari. Nell’ultimo trimestre fiscale il Washington Post ha registrato una diminuzione di ricavi del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Anno su anno la diminuzione è stata del 13%. Non si arresta la perdita di lettori sulla carta stampata. Il numero di copie diffuse nel giorno medio è diminuito dall’inizio di quest’anno del 5,4% e 518 mila sono le copie attualmente distribuite dal Washington Post. Ciò che più preoccupa è che la diminuzione del valore generato dalla carta non viene compensata dai ricavi online. Nonostante le aspettative, i risultati sono deludenti. Per il gruppo la pubblicità online è calata del 14% rispetto allo stesso periodo del 2010.
2011, anno primo dell’era digitale
Scritto da Piero Macri in Editoria, Nuovi Media e Web 2.0 il 23 settembre 2011
Si prefigura una nuova dimensione di quella che una volta veniva definita industria editoriale. Da una parte le contaminazioni web moltiplicano le espressioni strettamente giornalistiche, una volta appannaggio di ristretti gruppi elitari, dando vita a una miriade di luoghi virtuali dove diventa sempre più labile il confine tra informazione e intrattenimento in una dimensione che potremmo definire di infotainment. Dall’altra la diversificazione delle modalità attraverso le quali vengono distribuite e rese disponibili le notizie – carta, web, dispositivi mobili in stile smartphone e tablet- rendono possibile una più ampia proposta di offerta. L’informazione diventa un mercato di massa e come tale determina delle radicali trasformazioni rispetto al passato.
Crisi dei giornali: stringono i tempi per il cambiamento
Scritto da Piero Macri in Editoria, Nuovi Media e Web 2.0 il 29 giugno 2011
E’ molto dura e impietosa l’analisi sviluppata da James O’Shea, nel suo libro “The deal from hell”, sul perchè del disastro editoriale della stampa americana. Da osservatore privilegiato O’Shea, una lunga esperienza nel Chicago Tribune e Times Mirror, giornali di proprietà di Tribune Co., uno dei più grandi gruppi editoriali americani – narra delle vicende editoriali che si sono susseguite negli ultimi anni e non usa tanti giri di parole… “la colpa non è di internet, del declino delle vendite della carta stampata. La colpa va ricercata nella incapacità degli editori di rispondere in modo adeguato a queste nuove sfide… è la mancanza di investimenti, l’incompetenza, la corruzione, l’ipocrisia l’arroganza delle persone che mettono davanti a tutto i propri interessi….”. Affermazioni che a Jack Shafer, giornalista del Washington Post appaiono, in parte, fuori luogo.






