Articoli con tag giornalismo

Nelle redazioni arrivano i droni…

Nati per scopi militari e di spionaggio, i droni volanti sono passati dall’essere gioielli costosissimi a una realtà sempre più diffusa, facilmente realizzabile e poco costosa, se non una realtà commerciale compiuta, come nel caso della Parrott, azienda specializzata nella realizzazione di quadricotteri a basso prezzo. Per 300 euro, ad esempio, potreste portarvi a casa il nuovo AR Drone 2.0, pensato per realizzare riprese dall’alto. Videoamatori, appassionati di robotica o registi possono insomma entrare in possesso di una macchina volante di facile utilizzo in grado di realizzare filmati e fotografie in alta qualità e in sicurezza, volando silenziosa in cielo. Pensare che questa nuova tecnologia non potesse trovare applicazione anche nel campo del giornalismo era impossibile: dimenticate rocamboleschi voli in elicottero sopra scenari a rischio o pericolose traversate: in futuro i cieli saranno solcati da droni/giornalisti. Il fenomeno ha iniziato a prendere piede lo scorso inverno quando alcune spettacolari immagini realizzate da un attivista polacco durante alcuni scontri di piazza a Varsavia sono diventate virali in Rete: nel video si potevano vedere i due fronti delle violenze da una prospettiva che nessun’altra telecamera poteva sfruttare, grazie all’apporto di un drone della RoboKopter, una startup specializzata, fatto decollare sopra la zona interessata.

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Meno lettori, più appassionati
per il giornalismo di domani

Corriere del Ticino, 24.01.2011

Con l’inizio del nuovo an­no retrospettive, previsio­ni e riflessioni si rincorro­no. Soprattutto nei media, ambito in costante fermento. Ed è in­teressante vedere come le opinioni di due personaggi molto competenti, di­versi per età e cultura giornalistica siano in realtà complementari e re­stituiscano un quadro di insieme molto fedele di quello che oggi avvie­ne nel giornalismo e nella professio­ne.
Horst Pöttker, tedesco, classe 1944, è professore, sociologo, studioso dei me­dia e pubblicista. Clay Shirky, clas­se 1964, è professore e scrittore sta­tunitense, blogger, considerato un gu­ru dei nuovi media.

Secondo entrambi la crisi che stia­mo vivendo nel mondo dell’informa­zione è culturale prima che econo­mica. Non v’è dubbio ormai – dice Pöttker sulla Neue Zürcher Zeitung – che il giornalismo così come lo ab­biamo conosciuto fino ad oggi sia volto al termine. Continuerà ad esi­stere come professione al servizio del­l’opinione pubblica perché non pos­sono esistere società moderne senza un giornalismo libero e indipenden­te ma esso dovrà ripensarsi e rivalu­tarsi.

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Etica e giornalismo

Il 6 ottobre si è svolto a Milano, nell’Aula Magna dell’Università Statale, il terzo dei convegni sul futuro del giornalismo organizzato dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia .

L’incontro è stato aperto da Letizia Gonzales presidente dell’Odg lombardo a cui ha fatto seguito la presentazione da parte di Enrico Finzi di una indagine realizzata da Astra Ricerche su un campione di giornalisti lombardi e veneti. E’ seguito poi un dibattito con Roberto Napoletano, Anna Maria Testa, Pier Gaetano Marchetti, Luca Telese, Marco Tarquinio e Massimo Tafi.

Letizia Gonzales ha ricordato che “Il nostro mestiere implica una grande responsabilità sociale, quella di comunicare verità scomode e di dare enfasi o meno ad alcune notizie. Senza libera stampa non c’è e non può esserci uno sviluppo etico del Paese”. La situazione non è facile: “Quali sono gli strumenti che garantiscono oggi al giornalista la sua indipendenza, oggi che è sempre più spesso soggetto alle pressioni degli editori, della pubblicità, in un contesto generale in cui i giornali cartacei perdono copie e profitti?. Non è un caso che i colleghi si dichiarino scontenti e pessimisti sul futuro della propria professione in relazione al tema dell’etica”.

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La perdita collettiva del senso della realtà

Schweizer Werbewoche, 26.8.2011

Cosa hanno in comune l’epidemia di Escherichia coli, il terzo tracollo delle borse in pochi anni, l’ombrello di protezione, sempre più in balia del vento, concepito per la Grecia, l’Italia & Co. – di fatto, già in bancarotta – l’inversione di tendenza nella politica del nucleare e, possibilmente, anche la follia omicida di un pazzo, che ha terrorizzato la Norvegia?

A un primo sguardo, apparentemente proprio niente, eccetto che si tratta di eventi che nelle ultime settimane e negli ultimi mesi hanno assorbito completamente la nostra attenzione. A un’analisi più approfondita invece hanno molto in comune, al punto che, facendo appello a buone ragioni, potremmo sostenere la tesi audace che se questi avvenimenti non si fossero verificati affatto o si fossero verificati in modo diverso, i media e i giornalisti avrebbero svolto il compito che dovrebbe spettare loro in nome del tanto osannato interesse pubblico.

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Scandalosa Reggio: Tabularasa, un’agorà per parlare di media e informazione

Nella foto da sinistra Antonio Rossano e Marcello Foa

In una delle regioni più difficili d’Italia, dove gran parte dei giovani finiti gli studi parte e va altrove in cerca di un lavoro perché la sua terra non gli offre alcuna possibilità per una vita dignitosa e professionalmente gratificante, dove il malaffare è parte del tessuto civile e culturale, nelle scorse settimane si è levato un grido forte per dire che non tutto è perduto, che in Calabria come in qualsiasi altra regione d’Italia è possibile organizzare una manifestazione importante, di qualità, con ospiti prestigiosi e internazionali. Una manifestazione che vuole promuovere il discorso e il dibattito pubblico, il confronto costruttivo sui temi cruciali e attuali che interessano il Paese e il mondo dell’informazione.  E che dimostra come chi ha il coraggio di andare nella società civile e proporsi con una volontà autentica, merita. Questo lo spirito con il quale Giusva Branca e Reaffele Mortelliti, direttori del quotidiano regionale online Strill.it, insieme ad un team di giovani giornalisti, per il secondo anno consecutivo hanno dato vita a “Tabularasa 2011- Lo scandalo” un festival sui media, l’informazione e le mafie.

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