Articoli con tag giornalisti

La stretta sui media in Turchia

97. Questo secondo il sindacato della categoria il numero di giornalisti, professionisti, editori e operatori dell’informazione attualmente in carcere in Turchia per un numero complessivo che supera quello dei detenuti cinesi. Ankara, però, nega le accuse di censura: fatto salvi 8 casi, scrive il New York Times, a detta delle fonti governative le persone arrestate non sarebbero in prigione a causa della loro professione. Ma il numero è enorme e preoccupante e se a questo dato si aggiunge quello dei siti internet, circa diecimila, bloccati dall’agenzia di monitoraggio della Rete, le tinte dello scenario turco si fanno ancora più fosche: fino a settembre YouTube non era raggiungibile a causa di alcuni video che insultavano Mustafa Kemal Ataturk. Con circa novemila segnalazioni, il paese è uno di quello su cui maggiormente si è posato l’occhio della Corte europea per i diritti dell’uomo e la libertà della stampa. Il premio Nobel Pamuk, scrittore e intellettuale turco conosciuto e letto in tutto il mondo, è stato multato per circa 3mila dollari per aver accusato la Turchia, sulle pagine di un giornale svizzero, di essere responsabile del genocidio armeno e della morte di trentamila curdi.

Ma il segnale più grave della stretta nei confronti dei media ad opera dal governo Erdogan riguarda il processo che vede coinvolti 13 giornalisti, tutti accusati di far parte di Ergenekon, un gruppo terrorista che complotterebbe contro il governo in carica.

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Il giornalista del 2020 sarà un “tablet man”

Parola di Mario Morcellini, Direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università La Sapienza di Roma, che nel suo nuovo libro “Neogiornalismo. Tra crisi e Rete, come cambia il sistema dell’informazione” riflette sulle cause della perdita di credibilità del giornalismo italiano e sulla difficoltà di integrazione tra narrazione giornalistica e nuovi media.

Nel libro edito da Mondadori,  il “Neogiornalismo” sembra quasi prendere le mosse dal “Neorealismo”, una corrente dei primi anni del ‘900 che trasformò il mondo della letteratura, del cinema e dell’arte in generale, quasi come il neogiornalismo sta facendo oggi per il mondo della comunicazione. Il prof. Morcellini ci spiega le ragioni del titolo: “l’assonanza semantica e forse anche spirituale con il neorealismo è rilevante, anche se non mi sono ispirato a questo movimento per il titolo per un motivo prettamente culturale. Il neorealismo lamentava l’irrealismo della letteratura e non è possibile applicare questo concetto alla comunicazione e al giornalismo. Questo libro nasce dalla necessità che il giornalismo si sottoponga ad una drastica e rigorosa riflessione sul proprio ruolo, cioè si rinnovi, da qui la parola ‘nuovo’ nel senso di neo – giornalismo. Il giornalismo, che ha come missione quella di raccontare il nuovo che cambia, si sottopone poco alla novità, vive facendo finta che il pubblico sia lo stesso di una volta e questo spiega gran parte dell’arretratezza culturale e del cattivo rapporto tra lettori e testi, tra giornalismo e società”.

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Google +, i giornalisti e la trasparenza

I giornalisti che connetteranno i loro articoli con il proprio profilo Google vedranno la loro pagina sul social network linkata insieme ai loro scritti su Google News. Questo l’annuncio dei vertici di Mountain View, decisi a rendere sempre più stretta la connessione tra tutte le piattaforme attive per chi ha un account Google, anche solo per una casella di posta Gmail. Ogni articolo sarà così accompagnato da un link diretto alla presenza online del suo autore, alla sua foto e al numero di persone che lo “seguono” in una cerchia su Google+. I lettori interessati potranno stringere amicizia con il giornalista, consultarne il profilo e interagire con lui. Secondo i vertici di Google riconoscere “la paternità è un buon modo per identificare ed evidenziare i contenuti di qualità”.

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QP, informazione glocal per il Piemonte

Quotidiano Piemontese è un progetto di informazione online locale e nazionale pensato, disegnato e avviato da tre giornalisti ed esperti di web: Vittorio Pasteris, giornalista conosciuto su internet fin dagli anni ’90 e reduce da una lunga esperienza presso La Stampa; Franco Borgogno, da oltre 20 anni professionista e appassionato di informazione e comunicazione e Vittorio Bertola, esperto-tecnico-imprenditore-scrittore e attivista internet di fama ed esperienza internazionale. Con loro una squadra di collaboratori giovani, appassionati e molto preparata. “Il nostro taglio non è metropolitano ma regionale”, dice Pasteris. “Sono convinto che l’editoria locale possa diventare un vero hub di informazione per il territorio. Se analizziamo la situazione italiana vediamo che esiste uno spazio per iniziative di questo genere. Da una parte le testate locali, ancora prevalentemente focalizzate sulla carta stampata, dall’altra la dimensione delle edizioni locali che gravitano attorno ai grandi gruppi editoriali e che non gestiscono l’online come si dovrebbe. Giocare la carta dell’online, sfruttando appieno tutte le potenzialità della rete, può essere una mossa vincente come dimostrano alcune delle iniziative che fanno riferimento ad ANSO, tra queste Varese News, una testata che è diventata un riferimento per tutti.

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Economia giornalistica ai tempi di internet

Può essere solo la legge del libero mercato a permettere la sostenibilità del giornalismo ai tempi di internet? Al di là dei noti casi di successo a livello internazionale, vedi ProPublica, l’attenzione nel trovare modalità che sappiano monetizzare il valore espresso dall’informazione è sempre più alta. Ne parla Roy Greenslade nel suo blog sul Guardian, in riferimento a un evento organizzato dalla National Union of Journalists dal titolo “Can the media be co-operative: Alternatives to corporate media ownership”; se ne discute nel Knightblog della Knight Foundation. Sono argomenti che interessano soprattutto testate di piccole e media grandezza, non tanto i grandi editori che, seppure con molta difficoltà sono in una condizione privilegiata rispetto a quanti, invece, devono fare i conti con un mercato sempre più falcidiato dalla decrescita pubblicitaria. E interessa non soltanto coloro che provengono da una tradizione cartacea, ma tutti coloro che cercano di trovare uno spazio nel mondo della produzione online.

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