Articoli con tag il Giornale

Quotidiani, i lettori della carta stampata sono superiori al web

Sebbene in Italia si evidenzi una tendenza generalizzata di un calo delle vendite dei quotidiani, è utile tenere presenti alcune importanti considerazioni.

Primo, i numeri diffusi fino a un anno fa erano numeri gonfiati da vendite promozionali, copie distribuite presso compagnie aeree, scuole ecc., copie che non venivano comprate realmente dai lettori, ma praticamente regalate. I numeri delle copie vendute erano, quindi, drogati (il riferimento è soprattutto per i quotidiani nazionali), e non corrispondevano alle effettive copie acquistate presso l’edicola o tramite abbonamento.

Secondo importante aspetto: nella valutazione dello stato di salute della carta stampata deve essere tenuto in considerazione non solo il numero di copie vendute, ma anche il numero di lettori, dando per scontato che una copia di un giornale cartaceo è mediamente letta da più persone.

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Twitter e Facebook, ecco gli utenti dei quotidiani nazionali

I media sociali stanno diventando un strumento di utilità primaria per i giornali e consentono di intercettare un numero crescente di persone che determinano un flusso consistente di accessi ai rispettivi siti. Nonostante sia stimato che la percentuale maggiore di visitatori unici della stampa online acceda al sito direttamente dall’homepage, digitando quindi dal browser il nome del giornale, il traffico convogliato da Facebook e Twitter è in progressiva espansione. Negli Stati Uniti il New York Times vanta quasi tre milioni di follower su Twitter e oltre un milione di fan su Facebook. E in Italia, qual è il rapporto tra quotidiani online e media sociali? Ecco i risultati rilevati accedendo alle rispettive homepage di Facebook e Twitter dei più importanti quotidiani nazionali (dati rilevati il 14/11/2011).

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Giornali italiani, la crisi continua

Per quanto la crisi globale dell’editoria stia in qualche modo attenuando gli effetti disastrosi che hanno determinato un cambiamento storico nello scenario della carta stampata americana, in Italia continua a persistere uno stato di crisi generale. Calo delle vendite e appena un accenno di ripresa per la pubblicità. Secondo quanto riporta il sito di Franco Abruzzo che cita come fonte un recente articolo del Sole 24 Ore, il settore registra, rispetto ai nove mesi del 2009, un modesto aumento di redditività, ma solo per effetto dei tagli occupazionali. Le imprese degli otto gruppi editoriali italiani quotati in Borsa avevano 21.378 dipendenti al 30 giugno 2008 e a distanza di due anni se ne ritrovano 18.176, il 15% meno.

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Lo strapotere mediatico di Apple

Informazione deviata? Solo tante e buone notizie per il gruppo di Steve Jobs

Crisi dei giornali, non si trova il modo di far pagare le notizie? Il tutto potrebbe essere risolto – scrive nel suo blog Alan Mutter, attento osservatore del mondo dei media – se editori e network televisivi addebitassero a Steve Jobs un centesimo per ogni parola spesa per dare enfasi ai dispostivi elettronici prodotti dalla Apple.

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Il Fatto, un caso di successo nella stampa quotidiana

Osservatorio europeo di giornalismo

Il Fattoilfatto, quotidiano fondato da Antonio Padellaro e Marco Travaglio, uscito in edicola per la prima volta il 23 settembre scorso, si conferma la vera novità nel panorama editoriale italiano. Ha raggiunto la media di 70 mila copie giornaliere vendute, cui si devono aggiungere i 43mila abbonamenti (carta e online) sottoscritti fino a questo momento, per un totale complessivo di copie diffuse superiore alle 100 mila. Numeri di assoluto rilievo per la stampa italiana, considerato che dei circa 90 quotidiani presenti in Italia sono pochi quelli che possono definirsi grandi, con vendite superiori alle 200 mila copie (Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa, Il Giornale, Libero, Il Sole 24 Ore). La maggioranza della stampa quotidiana si attesta su tirature che non superano le 50 mila copie. Giornale dichiaratamente di opposizione, Il Fatto non ha cannibalizzato la stampa tradizionale della sinistra: l’Unità vende una media di 55mila copie, Il Manifesto 24mila, Liberazione, organo di Rifondazione Comunista, 10 mila copie, numeri sostanzialmente stabili rispetto ai risultati del 2008 e comunque precedenti l’uscita del nuovo quotidiano.

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