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Articoli con tag media
Media lettoni sempre più trasparenti
Scritto da Ievina Ancena in Etica e Qualità il 19 aprile 2012
I media lettoni sono diventati più accessibili al pubblico, che può gettare uno sguardo dietro le quinte della redazione.
Il principio della redazione aperta vuole dimostrare ai lettori che sono i benvenuti, che la loro opinione è importante e che ora i media non sono più un’identità astratta bensì sono accessibili a tutti.
L’esperta lettone di media Anda Rozukalne asserisce: “Abbattere la barriera tra le redazioni e la società è un segnale chiaro. Per tutti i media è importante avere un pubblico che si senta parte del prodotto che consuma. Questa collaborazione può assumere molte forme. La trasparenza aumenta se gli utenti partecipano attivamente alla redazione e alla routine quotidiana. Diventa più facile costruire rapporti personali profondi.”
Tav, i media e la mediazione mancata
Scritto da Francesca De Benedetti in Etica e Qualità, Giornalismo sui Media il 8 marzo 2012
In una analisi pubblicata la scorsa settimana su Ejo avevamo analizzato il rapporto tra stampa, contestazione e controinformazione. I due casi presi in esame erano la protesta popolare greca e la contestazione No Tav. Avevamo rilevato che: 1) La narrazione di episodi di contestazione sulla stampa italiana a maggior diffusione viene oggi, come decenni fa, imperniata sul tema della violenza e anche sul piano linguistico l’esplosione (quindi l’azione discontinua di rottura) è ricorrente; 2) Nella rappresentazione della protesta, viene posto l’accento sulle azioni piuttosto che sulle ragioni. La protesta No Tav viene associata dalla stampa maggioritaria alla violenza, così quando domenica 25 febbraio 2012 si tiene in Val di Susa una manifestazione pacifica di decine di migliaia di persone, alla contestazione non violenta viene data pochissima copertura mediatica sui giornali mainstream. 3) Sia nel caso greco che in quello del movimento No Tav, a colmare in parte le lacune interviene la cosiddetta controinformazione. Sono in molti a notare come in Italia la controinformazione non abbia fatto altro che riempire le mancanze profonde dell’informazione maggioritaria. Nei casi attuali, tramite i social media le ragioni della protesta trovano maggiore spazio, e anche i tempi dell’informazione corrispondono maggiormente alla realtà. I siti internet sono veicoli diffusi di informazione alternativa e la raccolta di video e testimonianze “dal basso” ha un ruolo chiave nella “contro”informazione, a tal punto che in certi casi la stessa stampa mainstream finisce con il ricomprendere queste fonti.
Finanza e politica a braccetto anche nei media
Scritto da Francesca De Benedetti in Giornalismi, Giornalismo sui Media il 21 febbraio 2012
Vendere l’Italia come un prodotto e vendere un prodotto come fosse l’Italia: quello che fino a qualche tempo fa sarebbe sembrato un paradosso conquista invece il campo mediatico italiano negli ultimi mesi. Se già dalla scorsa estate le prime pagine di cronaca politica sono diventate indistricabili dall’economia, la visita del premier Mario Monti negli Stati Uniti rappresenta forse il livello più estremo – mediaticamente parlando – di questa sintesi di linguaggi e prospettive. E mentre le banche vengono interpellate di frequente dalla stampa come protagoniste delle vicende politiche europee, d’altra parte proprio sui media una banca, la Unicredit, utilizza i valori e i simboli nazionali per attirare investimenti. Un capovolgimento di prospettive e un matrimonio di linguaggi che conferma ancora di più quanto le dinamiche finanziarie e quelle politiche siano interconnesse – questo mettono in scena i media.
Il sito rumeno dell’EJO si presenta e ci parla dei media nel suo Paese
Scritto da Alina Vasiliu in Cultura Professionale, Etica e Qualità il 14 dicembre 2011
Il 1989 è un anno di svolta per i mass media della Romania: ogni singolo aspetto della società viene trasformato e le istituzioni mediatiche comuniste scompaiono per lasciare il posto a quelle democratiche. Quasi tutti i media cambiano il proprio nome, sostituendo le vecchie etichette comuniste demagogiche e aggiungendo la parola “libero” nei titoli delle testate, ad esempio: Gioventù Libera (quotidiano nazionale), Televisione Rumena libera (televisione pubblica), Vita Libera (quotidiano di Galati), Pensiero Libero (quotidiano in Costanza) e il quotidiano La Scintilla diventa La Verità. L’unica testata che non ha necessitato di un cambio di nome è stata România Liberă (“Romania Libera”), sebbene si tratti di un epiteto che ha acquisito un significato ben diverso a partire da questa data.
Sfortunatamente, nonostante il cambio di nome, nella maggior parte dei casi lo staff è rimasto sempre lo stesso. Giornalisti pre-revoluzionari, obbligati a scrivere ciò che veniva impartito per timore della censura, sono diventati post-revoluzionari e sufficientemente aggressivi da compensare la docilità impostagli in passato. Durante il breve passaggio verso il governo democratico i giornalisti si sono sentiti liberi di violare qualsiasi tipo di regola e di scrivere di ogni su chiunque senza il pericolo di alcuna sanzione.
I media lettoni a un bivio
Scritto da Axel Reetz in Etica e Qualità il 15 settembre 2011
Negli ultimi anni i media lettoni hanno conquistato l’indipendenza e prodotto un giornalismo di qualità, ma non hanno ancora raggiunto il livello dei paesi dell’Europa occidentale.
Questo il pensiero che esprime Ainārs Dimants, esperto di politica e comunicazione, nonché responsabile della versione lettone del sito EJO, nel suo libro Lettlands Mediensystem am Scheideweg. Lo studio verte sullo sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa in Lettonia dopo la “seconda indipendenza”, in particolare durante “gli anni dei cercatori d’oro”, al termine della dittatura sovietica. Si tratta del periodo successivo all’entrata in carica di Michail Gorbatschow in qualità di segretario del PCUS, quando la Lettonia era ancora una delle repubbliche sovietiche e il nuovo presidente garantiva già libertà fino ad allora sconosciute.







