Articoli con tag smartphone

Il giornalista della carta stampata non esiste più

Non esiste una killer application, una soluzione miracolosa che possa dare vita a una rinascita del giornalismo. Il giornalismo, sempre e comunque, sarà declinato attraverso una pluralità di canali di comunicazione. La carta, il web, l’iPad, lo smartphone rappresentano le attuali modalità di distribuzione dei contenuti. In futuro se ne aggiungeranno di nuove, come sempre è accaduto. Per gli editori le opportunità e la relativa complessità risiedono nel mettere in atto una logica informativa integrata, differenziando la proposta in base al mezzo utilizzato, con l’obiettivo di ottimizzarne le singole potenzialità e offrire un’esperienza di lettura coerente con le aspettative di un pubblico più vasto e più variegato rispetto al passato.

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Il valore della pubblicità:
100 $ su carta = 10 $ su web = 1 $ su mobile

L’innovazione tecnologica e la possibilità di utilizzare media e canali informativi-distributivi diversi da quelli tradizionali, ha portato il giornalismo a confrontarsi con una più ampia e numerosa platea di lettori. I numeri che gravitano attorno ai news-site più popolari parlano da soli: si tratta, infatti, di milioni di visitatori contrariamente a quanto avveniva in passato, dove le cifre associate al prodotto cartaceo erano dell’ordine delle centinaia di migliaia di lettori. Al di là della sfida nell’adeguare risorse e e competenze imprenditoriali e giornalistiche per sfruttare al meglio le opportunità dei nuovi media, uno sforzo non certo irrilevante, il passaggio e la transizione progressiva a nuove forme di giornalismo, online e digitale, ha comportato e comporta la ricerca di una rinnovata sostenibilità economica. Monetizzare la domanda di un nuovo giornalismo, in un mercato sorretto da logiche diametralmente opposte a quelle che hanno prevalso nella dimensione cartacea, è diventato essenziale alla sopravvivenza dell’informazione.

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USA, la rivoluzione digitale di smartphone e tablet

La rivoluzione digitale è entrata in una nuova era, quella della distribuzione dei contenuti attraverso dispositivi mobili. E’ questo il fenomeno più rilevante che si evince dall’ultimo rapporto State of the News Media 2012. Più di un americano su quattro possiede uno smartphone, uno su cinque utilizza un tablet. E’ un fenomeno che l’editoria ha iniziato a osservare attentamente poiché rappresenta una dinamica di sviluppo foriera di nuove opportunità. Il consumo di notizie tende infatti a diversificarsi ogni qualvolta una nuova tecnologia di accesso alla rete inizia a diventare una risorsa comune per un numero sempre più rilevante di persone. Un fenomeno che, ancora una volta, deve essere visto non tanto come un comportamento alternativo da parte di chi è oggi il consumatore medio di notizie.

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Financial Times, i ricavi dei lettori
a pagamento superano la pubblicità

Rob Grimshaw, Managing Director di FT.com

Per il Financial Times il 2012 sarà un anno da ricordare. In base a quanto affermato da Rob Grimshaw, managing director di FT.com, a fine anno i ricavi generati dalla vendita e dagli abbonamenti dei prodotti cartacei e digitali supereranno quelli generati dalla pubblicità. Un risultato che premia la volontà del FT di perseguire una politica a pagamento per l’intero spettro di distribuzione dell’informazione attuato nel corso degli anni. Un modello che dalla carta stampata si è esteso a tutte le componenti, online e digitali.

La dimensione dell’informazione veicolata attraverso web, tablet e smartphone è a pagamento, così come nel caso del suo alter ego americano, il Wall Street Journal. Una formula che si è rivelata vincente e che ha portato nelle casse dell’editore un flusso di ricavi progressivamente crescente. Certo, stiamo parlando di un giornale che costituisce una sorta di eccezione nel panorama dell’editoria. La logica del paywall non è considerata praticabile dalla stragrande maggioranza di testate generaliste, che hanno invece perseguito il modello a pagamento soltanto per le nuove forme di distribuzione sviluppatesi grazie al successo di nuove emergenti tecnologie come tablet e smartphone. A differenza di questi ultimi, il modello impostato dal FT, ha reso possibile sviluppare un rapporto con i lettori ispirato a una solida coerenza: l’informazione si paga, comunque e sempre.

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Il successo dell’Economist

Secondo quanto affermato da Andrew Rashbass, ceo dell’Economist, sono più di un milione le persone che ogni mese leggono il magazine settimanale attraverso le edizioni digitali disponibili su dispositivi tablet e smartphone targati Apple e Android. Una storia controcorrente, quella dell’Economist: nonostante la progressiva diminuzione che ha interessato a livello globale gran parte della produzione tradizionale, è riuscito a incrementare sia le vendite della carta stampata sia i lettori digitali. Come mai? “Siamo stati semplicemente fortunati, risponde Rashbass nell’intervista rilasciata al Guardian. La ragione di fondo è che siamo una rivista scritta in inglese, una condizione che ci permette di trarre vantaggio dalla globalizzazione dell’informazione”.

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