Articoli con tag sostenibilità economica

USA, la rivoluzione digitale di smartphone e tablet

La rivoluzione digitale è entrata in una nuova era, quella della distribuzione dei contenuti attraverso dispositivi mobili. E’ questo il fenomeno più rilevante che si evince dall’ultimo rapporto State of the News Media 2012. Più di un americano su quattro possiede uno smartphone, uno su cinque utilizza un tablet. E’ un fenomeno che l’editoria ha iniziato a osservare attentamente poiché rappresenta una dinamica di sviluppo foriera di nuove opportunità. Il consumo di notizie tende infatti a diversificarsi ogni qualvolta una nuova tecnologia di accesso alla rete inizia a diventare una risorsa comune per un numero sempre più rilevante di persone. Un fenomeno che, ancora una volta, deve essere visto non tanto come un comportamento alternativo da parte di chi è oggi il consumatore medio di notizie.

Prosegui la lettura »

, , , , , , , , ,

Nessun commento

Per il Times di Londra redazione integrata e nuovi tagli occupazionali

“L’economia è in stallo, non esiste molto ottimismo riguardo alle possibilità di crescita dei mercati. Il 2012 sarà un anno difficile”. Si esprime così James Harding, editor del Times di Londra, annunciando le nuove manovre riorganizzative che prevedono la creazione di una produzione integrata carta-digitale e un taglio di 150 posizioni. Anche in Gran Bretagna, così come in ogni parte del mondo, prosegue la ricerca di una nuova sostenibilità che possa consentire una riduzione delle perdite e, nello stesso tempo, creare le condizioni per un ritorno alla profittabilità nel breve e medio termine. La riorganizzazione annunciata prevede una drastica ridefinizione dei ruoli dei singoli giornalisti. Non esisteranno più competenze verticali associate alle diverse piattaforme oggi esistenti, carta, web e tablet. Tutti dovranno contribuire alla creazione di contenuti cross-platform. Una strategia che mira a razionalizzare le risorse complessive del giornale, evitando così che la presenza di più piattaforme o canali di distribuzione determini un’inutile duplicazione dei contenuti.

Prosegui la lettura »

, , ,

1 Commento

Crisi dei giornali: stringono i tempi per il cambiamento

E’ molto dura e impietosa l’analisi sviluppata da James O’Shea, nel suo libro “The deal from hell”, sul perchè del disastro editoriale della stampa americana. Da osservatore privilegiato O’Shea, una lunga esperienza nel Chicago Tribune e Times Mirror, giornali di proprietà di Tribune Co., uno dei più grandi gruppi editoriali americani – narra delle vicende editoriali che si sono susseguite negli ultimi anni e non usa tanti giri di parole… “la colpa non è di internet, del declino delle vendite della carta stampata. La colpa va ricercata nella incapacità degli editori di rispondere in modo adeguato a queste nuove sfide… è la mancanza di investimenti, l’incompetenza, la corruzione, l’ipocrisia l’arroganza delle persone che mettono davanti a tutto i propri interessi….”. Affermazioni che a Jack Shafer, giornalista del Washington Post appaiono, in parte, fuori luogo.

, , , , , , , ,

Nessun commento

Nasce Firstonline, giornale digitale di informazione economico finanziaria

Nel giornalismo italiano cresce il desiderio di aprire una nuova fase dell’informazione. Internet, il web e il nativo mercato digitale – smartphone e tablet – creano oggi i presupposti per definire sistemi editoriali in grado di cogliere le opportunità che derivano dalla possibilità di differenziare la propria offerta rispetto a quella classica proposta dalla carta stampata. E’ il passaggio da un’industria pesante a un’industria leggera che implica azzeramento dei costi associati a carta, stampa e distribuzione, creazione di redazioni leggere e allargate che sappiano coniugare esperienza giornalistica e innovazione tecnologica. E tra le pieghe di un mercato attraversato da una crisi congiunturale e, insieme, strutturale, che mette in discussione l’assetto tradizionale delle organizzazioni ereditate dalla carta stampata, ci si rende progressivamente conto che esiste una domanda di potenziale informazione, per certi versi ancora inevasa, che può essere soddisfatta mettendo a punto iniziative originali e ispirate al giornalismo online e digitale.

Prosegui la lettura »

, , , , , , , , , , , , , , , , ,

Nessun commento

iPad, dove la carta incontra il futuro

Dal magico cappello dell’industria Hi-Tech ecco spuntare un oggetto sul quale oggi vengono riposte molte speranze per il futuro dell’industria editoriale. Stiamo parlando dell’iPad, il prodotto che ha permesso al giornalismo di trovare un nuovo canale di distribuzione in forma digitale e di fornire agli editori i presupposti per ripetere il successo ottenuto sulla carta stampata. I contenuti su iPad, ad sono a pagamento. Ed è una politica cui si sono allineati sia coloro che hanno privilegiato la logica del paywall, sia coloro che hanno da sempre teorizzato la gratuità dell’accesso ai contenuti proposti su web. Ken Doctor, analista del mondo dei media e autore del blog Newsonomics, ne ha analizzato le potenzialità da un punto di vista economico e di scenario. Nell’opinione di Doctor il tablet si configura innanzitutto come un oggetto in grado di sostituire la carta stampata. Riporta a questo riguardo i dati di una ricerca dalla quale si rileva che il comportamento del lettore digitale si avvicina molto di più a quello del classico giornale rispetto a quanto invece emerge dall’utilizzo dei servizi online erogati via web. Tempi di lettura più lunghi, quindi, tendenza a leggere articoli di dimensioni spesso identiche a quelle della carta stampata, utilizzo che si concentra, come accade per la stampa, nelle prime ore della giornata e in tarda serata.

Prosegui la lettura »

, , , , , , , , , ,

Nessun commento