Articoli con tag WSJ

Come semplificare il rapporto con il lettore

Con l’introduzione di nuove modalità di fruizione e accesso all’informazione. progressivamente garantita dalla nuova emergente tecnologia di smartphone e tablet, un gran numero di editori, come rivela un articolo apparso su WSJ, si sta sempre più orientando verso un’offerta basata su sottoscrizioni digitali che comprendono full access alle diverse piattaforme di distribuzione dei contenuti. Anche per tutti coloro che in questi anni hanno lasciato che i contenuti su web fossero accessibili gratuitamente, la diversificazione dell’offerta digitale attraverso smartphone e tablet, ha fatto sì che si iniziasse a impostare una politica a pagamento che, partendo dalla possibilità di leggere il giornale su iPhone e iPad, mettesse il lettore nella condizione di procedere a un consumo trasversale dell’informazione: su carta, su web, su tecnologie digitali alternative. Una formula di abbonamento pacchettizzato che sembra riscuotere apprezzamento, quanto meno sul mercato americano.

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iPad: il WSJ raggiunge 200.000 abbonamenti

Hanno raggiunto quota 200 mila gli abbonati all’edizione digitale del WSJ fruibile via iPad o Kindle. Negli ultimi 12 mesi l’incremento è stato di 150 mila abbonamenti, dinamica che testimonia della popolarità che sta acquisendo la nuova generazione tecnologica di tablet ed e-reader. Un risultato che ha sorpreso lo stesso WSJ: non ci aspettavamo una risposta così positiva, afferma il management del giornale controllato da News Corp. Considerato che il costo medio di un abbonamento a settimana per l’iPad edition è di 4 dollari a settimana le cifre che vengono oggi generate dal servizio complementare alla carta e al web iniziano a essere interessanti. La crescita dei lettori sul versante e-reader è oltremodo positiva se si tiene in considerazione che il WSJ vanta attualmente una vendita media 1.600.000 copie cartacee. Il che vuol dire che il pubblico dell’iPad vale circa il 13% del volume della carta stampata.

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Libertà di informazione, libertà di comunicazione

Facebook, Twitter, social media. Come dimostrato dai recenti avvenimenti in Medio Oriente e in Nord Africa, i nuovi strumenti di comunicazione iniziano a essere temuti da tutti i regimi. Quali effetti producono, quali sono i meccanismi che vengono innescati dai social media e quale il rapporto tra democrazia e libertà di informazione? Ecco l’interessante intervista del WSJ a Clay Shirky, professore associato alla New York University nonché uno dei più autorevoli e massimi esperti riguardo agli effetti sociali economici introdotti da Internet.

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Il paywall flessibile del New York Times

L’introduzione della formula a pagamento per l’accesso ai contenuti del New York Times, previsto nel corso del prossimo mese di febbraio, costituirà un precedente che probabilmente sovvertirà radicalmente la politica del tutto gratis finora globalmente accettata dai giornali a contenuto generalista. In base alle informazioni rivelate dal WSJ, i criteri attraverso i quali verrà declinata la nuova strategia editoriale prevedono un abbonamento pacchettizzato che, per 20 $ mese, consentirà accesso illimitato al web e, contestualmente, l’utilizzo dell’iPad edition; rimarrà invece gratuito l’accesso per tutti gli abbonati alla versione cartacea. Importante è la politica prevista nei confronti degli utenti che contribuiscono a determinare il numero complessivo di visitatori al mese senza però essere dei forti consumatori. Non sarà infatti richiesto l’esborso di alcuna somma di denaro se la lettura si limiterà a soli alcuni articoli per mese. Tuttavia quanti possano essere gli articoli free per mese non è ancora dato sapere. E questo è senz’altro uno degli aspetti più delicati su cui dovrà decidere il NYT.

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Crisi dell’editoria, quali interventi?

I giornali italiani? Per salvarli non servono solo nuove misure finanziarie. E tra fenomeni di innovazione e conservazione dilaga il precariato

La differenza sostanziale tra la stampa americana e la stampa italiana è che, nel momento di crisi più acuta dell’editoria, da una parte si tende a introdurre innovazione dall’altra si tende a invocare un più incisivo contributo assistenziale da parte dello Stato. Cambiare l’assetto dell’organizzazione del lavoro è l’obiettivo cui puntano i grandi giornali statunitensi, vedi Usa Today.

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