Stream, Forbes cambia approccio ai social

13 gennaio 2014 • Digitale • by

Nuove funzionalità per la fruizione dei contenuti digitali e la loro condivisione sui social network stanno facendo capolino nel vasto panorama e mercato delle applicazioni mobile e tablet. Forbes, la rinomata rivista americana di economia e finanza, il 6 gennaio 2014 ha rilasciato un aggiornamento della sua app per iOS (iPhone e iPad con sistema operativo iOS 7) che rivoluziona di fatto il modo in cui vengono fruiti i contenuti delle riviste digitali.

Nell’aggiornamento, infatti, oltre a rinnovare grafica e layout, l’app di Forbes offre l’esclusiva funzionalità di selezione, ritaglio e condivisione di contenuti nel social network di utenti di Forbes, attraverso lo strumento chiamato “Stream”. Come si legge nella descrizione dell’aggiornamento, con il semplice tocco di due dita per selezionare e ingrandire i contenuti della pagina, gli utenti possono ora salvare porzioni dell’articolo, come fossero schermate, e condividerle tra i loro contatti su Stream o su altri social network come Facebook, Twitter, LinkedIn, Pinterest, Tumblr, ed Evernote così anche via email e iMessage, in una sorta di flusso continuo di immagini e ritagli (uno “stream” appunto).

Stream, che ricorda per certi versi la funzionalità del Web clipper di Evernote o di selezione e cattura schermate in Mac OS X, tuttavia, rappresenta una vera novità e innovazione nel settore, in primo luogo perché permette di salvare dei “preferiti visuali” e condividerli online, tutto ciò senza dover uscire dall’app o aprire nuove finestre o applicazioni. In secondo luogo, perché si tratta di un’applicazione pensata e sviluppata per un sistema operativo mobile. In terzo luogo, perché Forbes conferma di voler percorrere la strada dei social network, creando una comunità tutta sua di utenti che condividono contenuti. La nuova funzionalità di Stream è stata aggiunta dagli sviluppatori di MAZ Digital, in seguito a un’attenta analisi dei dati di utilizzo dell’app di Forbes, lanciata circa un anno fa, come riportato da Journalism.co.uk.

Secondo Lewis DVorkin, responsabile dei prodotti Forbes Media, come riportato nell’articolo Gavin O’Malley su Online MediaDaily: “Stream è la risposta a due tendenze che stanno ridefinendo il mondo dei media: la prima è la condivisione di contenuti visivi, non più solo testuali, e la seconda è la condivisione continua, a ‘flusso’, come appare nei profili di Twitter e Facebook”. “Gli utenti non visitano più le prime pagine dei siti di informazioneha continuato DVorkin –, ma ricevono le informazioni e le condividono nei loro diversi stream di contenuto”. Ormai il fenomeno della coda lunga nella fruizione dei contenuti online è un dato assodato per qualsiasi testata. Nel caso di Forbes, infatti, il 50% delle pagine viste provengono infatti dagli archivi.

Queste novità hanno chiare ripercussioni non solo sul modo in cui gli utenti fruiscono e fruiranno i contenuti digitali, ma anche sul modo in cui la pubblicità potrà essere inserita su queste riviste. Dall’analisi d’uso dell’applicazione, Forbes ha notato come sempre più spesso gli utenti condividessero autonomamente anche messaggi e immagini pubblicitarie, decidendo così di potenziare ulteriormente questa funzionalità. In questo modo, le aziende che volessero fare pubblicità sulla rivista, potrebbero quindi sfruttare al massimo le caratteristiche di interattività e di condivisione del flusso social di Forbes, per la quale sarebbero nuove opportunità di finanziamento.

Da un punto di vista pratico, però, ci si inizia a interrogare sugli effetti che questi flussi di contenuti hanno sul modo di fruire le informazioni. Nell’apoteosi dello scorrimento continuo e degli stream di Twitter Facebook o LinkedIn, riemergono pertanto problematiche legate al sovraccarico cognitivo. Come dice Joshua Benton del Nieman Journalism Lab, è facile sentirsi sommersi dallo stream di Twitter, da flusso si potrebbe trasformare in un’esondazione di informazioni. Come ha scritto Mathew Ingram su Gigaom, parlando di Twitter, servirebbero quindi nuovi o semplicemente migliori strumenti per gestire e filtrare i contenuti delle persone che seguiamo, piuttosto che offrire solo suggerimenti su chi seguire o aggiungere tra i nostri contatti. Al momento queste funzionalità non sono promosse da Twitter o da altri social network, che offrono semplicemente possibilità di creare liste, cerchie o gruppi di utenti. Sviluppare strumenti per una migliore gestione degli stream e dei follower potrebbe essere quindi una delle strade che social network come Twitter dovrebbero intraprendere per offrire agli utenti una navigazione più piacevole nel fiume di informazioni.

 

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