I Conti in Tasca all’Industria
dell’Informazione Italiana

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19 novembre, 2012 da  

La settimana scorsa sono stati diffusi i risultati gestionali dei principali editori relativamente ai primi nove mesi del 2012. E’ l’occasione per fare i conti in tasca all’industria dell’informazione italiana, per fare il punto della situazione sul suo stato di salute, o meglio misurare la febbre del settore.

I dati vanno ovviamente inseriti in un quadro economico di forte recessione con i principali indicatori congiunturali, flessione del prodotto interno lordo (stimato in contrazione per fine anno del 2,4%), un tasso di disoccupazione, cresciuto a fine settembre al 10,8% (il dato relativo alla popolazione giovanile è al 35,1%), la perdita di potere d’acquisto derivante anche dall’inasprimento della politica fiscale e forte contrazione dei consumi (-3,2%), che mostrano la durezza della attuale situazione economica italiana che inevitabilmente influenza anche il comparto editoriale.

Sono stati presi in  considerazione i resoconti intermedi gestionali al 30 settembre dei principali players per quanto riguarda i giornali italiani: RCS Mediagroup, Poligrafici Editore, Caltagirone Editore, Gruppo 24 Ore, Espresso-Repubblica.

RCS Mediagroup

Il gruppo di via Solferino ha il peggior risultato tra gli editori presi in considerazione poiché è fortemente influenzato dalla negatività delle attività in Spagna. Su un risultato generale che vede l’EBIT (Earnings Before Interest and Taxes – Risultato ante oneri finanziari e imposte, o anche reddito operativo aziendale) negativo per 396,6 milioni di euro, Unidad Editorial, la controllata spagnola, pesa per ben 364,2 milioni, al netto dei quali l’andamento, seppur negativo (- 32,6 milioni) sarebbe in linea, come vedremo, con molti altri gruppi editoriali, e addirittura il margine operativo lordo presenterebbe una positività di 14,8 milioni di euro.

L’area Quotidiani Italia, che pesa il 36,2% del totale del gruppo, registra ricavi per 429 milioni (-8,1% rispetto al pari periodo 2011). I ricavi pubblicitari sono pari a 180,1 milioni con un calo di circa il 7,8%, andamento migliore rispetto alle performance del mercato che secondo i dati dell’Osservatorio Stampa FCP presenta una flessione 12,8% a fatturato e del 4,0% a spazio.

La raccolta sui mezzi on-line cresce del 12,1%, raggiungendo il 16,8% dei ricavi pubblicitari dell’area, performance anche in questo caso superiore al mercato che mostra segnali di rallentamento della crescita in questo finale d’anno attestandosi nel progressivo a settembre al + 9,8%. Sempre in ambito digitale, gli abbonamenti paganti per smartphone attivi a fine settembre per Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport sono oltre 35mila, su oltre 1,9 milioni di applicazioni scaricate, mentre le edizioni digitali dei due quotidiani hanno superato i 131mila abbonati, con oltre 1,2 milioni di applicazioni scaricate.

Poligrafici Editore

Poligrafici Editore controlla QN Quotidiano Nazionale, network di giornali che raggruppa tre testate giornalistiche: La Nazione, edita a Firenze, Il Resto del Carlino, edito a Bologna con una forte diffusione sia in Emilia Romagna che nelle Marche ed Il Giorno, edito a Milano.

In base ai dati pubblicati, le vendite dei giornali, che pesano il 44,8% del totale ricavi, nei primi nove mesi dell’anno, presentano un decremento del fatturato di 1,4 milioni di euro (66,9 versus 68,3 nel pari periodo del 2011) pari ad una flessione del 2%; un calo decisamente inferiore a quello del mercato. Il fatturato pubblicitario passa dai 70,3 milioni del progressivo a settembre 2011 agli attuali 60,5 con un decremento del 13,9%. La raccolta pubblicitaria online dei siti web riconducibili a Quotidiano.net, versione Internet di QN, è pari a 2,3 milioni di euro, seppure in forte incremento (+43%) rappresenta solamente il 3,8% del totale dei ricavi dalla vendita di spazi pubblicitari del gruppo editoriale.

Caltagirone Editore:

Caltagirone Editore, del quale abbiamo parlato la scorsa settimana in occasione del rinnovamento della versione cartacea del suo principale quotidiano, è il secondo gruppo editoriale in Italia, con quasi 6 milioni di lettori nel giorno medio detiene il il 26.4% della readership di quotidiani nello stivale. Controlla Il Messaggero, Il Gazzettino di Venezia, Il Mattino di Napoli, Il Corriere Adriatico, Il Nuovo Quotidiano di Puglia, la social free press Leggo.

Il resoconto di gestione intermedio a settembre 2012 presenta una riduzione dei ricavi operativi nel 2012 è pari al 13,4%, mentre il risultato prima delle imposte è negativo per 23,3 milioni di euro rispetto ai + 1,7 del 2011.

I ricavi derivanti dalla vendita di quotidiani, pari a 56,5 milioni di Euro, diminuiscono del 4,4%. Di gran lunga peggiore la situazione per quanto riguarda le revenues dalla vendita di pubblicità che passano dai 101,7 milioni dell’anno scorso agli attuali 82,3 pari ad una contrazione del 19,1%. Risultato sul quale pesa, in particolare, l’andamento della raccolta pubblicitaria sul quotidiano gratuito Leggo che registra un -49,1% (legato anche al diverso perimetro di diffusione rispetto al 2011); al netto del quale la riduzione della raccolta pubblicitaria del gruppo Caltagirone sarebbe comunque pari al -15,4% .

I dati relativi al digitale, anche se in crescita non risultano ancora significativi e la loro incidenza sia sui ricavi diffusionali che su quelli pubblicitari del gruppo risultano ancora trascurabili.

Gruppo 24 Ore

I ricavi del gruppo editoriale di Confindustria passano da 338,5 milioni a 315,9 (-6,7%) e l’EBIT peggiora ulteriormente rispetto all’anno precedente scivolando in rosso per 31,9 milioni. E’ l’area  della raccolta pubblicitaria a causare principalmente questo risultato.

Se infatti è positivo l’ andamento dei ricavi diffusionali del quotidiano (+0,9 milioni di euro), in controtendenza rispetto al mercato, è raccolta pubblicitaria System, la concessionaria del gruppo, a far registrare una flessione del 12,6% che passa addirittura al -14,5% al netto della vendita pubblicitaria di prodotti editoriali di terzi che invece cresce. In particolare, il quotidiano nel complesso registra un decremento del 15,4% determinato dalla diminuzione del 14.4% della tipologia commerciale (che rappresenta il 58% della raccolta del quotidiano) e dal calo del 15,5% della tipologia finanziaria. Nel complesso dunque, i ricavi del quotidiano sono in diminuzione del 8,9% rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio.

Per contrasto positiva la tendenza dell’area digital, che resta comunque davvero circoscritta, con 12,8 milioni di euro di ricavi, registrando complessivamente una crescita del 7% con 8 milioni di fatturato (+5,1%) dalla vendita di pubblicità online e 4,8 milioni (+10,9%) per la versione digitale del quotidiano che raggiunge ora i 37mila abbonati.

Espresso-Repubblica

Il gruppo Espresso-Repubblica, il cui pacchetto di maggioranza (53,8%) è detenuto dalla CIR di De Benedetti, nell’area dei quotidiani oltre al giornale nazionale La Repubblica controlla 18 testate locali. E’ il primo gruppo nell’industria dell’informazione con il 18,7% di quota di mercato equamente ripartita tra La Repubblica (9,7%) e l’insieme dei giornali locali (9,1%) che coprono 10 regioni d’Italia che da giugno 2012 si presentano tutti in full color e con una grafica nuova e comune a tutte le testate .

I risultati finanziari del gruppo al 30 settembre 2012, nonostante una tendenza negativa, sono positivi. Il fatturato complessivo si assesta a 594 milioni di euro (653,7 Genn-Sett 2011, pari al -9,1%) e il risultato ante imposte, unico caso tra quanti presi in considerazione, è positivo per 45,4 milioni (73,5 anno precedente, pari al -38,3%).

I ricavi diffusionali, esclusi i prodotti collaterali che presentano una tendenza estremamente negativa (-35%), sono pari a 199,3 milioni, con una flessione del 3% rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente (205,5m). Le vendite rappresentano il 36,7% del totale dei ricavi del gruppo. La Repubblica contribuisce per il 35,7% al totale dei ricavi mentre i quotidiani locali pesano il 25,7%.

I ricavi pubblicitari, pari a 342,4milioni, hanno registrato una flessione del 10,1% rispetto al pari periodo dell’anno precedente. Le revenues pubblicitarie sono la voce più importante tra le fonti di ricavo con un peso del 60,1%.

In ambito digitale comincia a configurarsi un pubblico acquirente dei prodotti digitali del quotidiano, che a settembre 2012 ha superato i 50 mila abbonati attivi e la raccolta della pubblicità su internet è in crescita del 14,3%. L’area digitale pesa circa il 5,1% del totale dei ricavi di Espresso-Repubblica ed ha chiuso il 2011 con ricavi per 45,2 milioni (+21,1% Vs. 2010) ed un EBIT di 11,8 milioni (+18% Vs. 2010) prevalentemente derivanti dalla raccolta di pubblicità online.

Conclusioni

Oltre all’impatto della congiuntura economica generale i quotidiani scontano nel complesso un ritardo degli investimenti in tecnologie e digitale che avrebbe potuto essere compiuto quando i ricavi supplementari generati dai “collaterali” lo consentivano.

Si evidenzia come l’attualità sia caratterizzata da una fase di profonda evoluzione con crisi del cartaceo sia per quanto riguarda le vendite dei quotidiani, che pare essere vicina a stabilizzarsi, che ancor più la raccolta pubblicitaria sulla stampa, vero anello debole. Situazione che al momento i ricavi dal digitale non riescono a compensare se non in minima parte.

Situazione che ora pare essere in via di recupero soprattutto da parte di RCS Mediagroup e Espresso-Repubblica, unica realtà editoriale con risultati economici positivi. Buone anche le potenzialità del Gruppo 24 Ore anche se attualmente poco espresse grazie anche al buon andamento di aree di ricavo supplementari che se potenziate potrebbero garantire soddisfazione economica. Più complessa invece la fase attuale per Caltagirone Editore e Poligrafici Editore ancora decisamente ancorati alla tradizione, alla carta, con tutto quello che ne consegue.

Come scriveva in questi spazi Marco Pratellesi pochi giorni fa, il giornale post-internet deve riposizionarsi. Attualmente si vede un’industria dell’informazione che pare viaggiare a due velocità, nella situazione da tapis roulant che stiamo vivendo chi si ferma è perduto.

Non si può che concludere con un’esortazione: sperimentare, sperimentare, sperimentare! Come scriveva Oscar Wilde, un’idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea.

Pier Luca Santoro

Pier Luca Santoro è esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Dal 1998 ha operato come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment (education + entertainment) con particolare riferimento ai mass communication games. Dal 2008 si trasforma (anche) in Giornalaio sperimentando direttamente le logiche dell’editoria italiana di cui parla quotidianamente sul suo blog.

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