Le aspettative dei giornali europei su Donald Trump

24 gennaio 2017 • Giornalismi, In evidenza • by

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Gage Skidmore / Flickr CC

I giornali europei ritraggono Donald Trump, appena insediatosi come 45esimo Presidente degli Stati Uniti d’America, come un imprevedibile comandante supremo, uno sconsiderato leader mondiale o un buffone dai modi irritanti. I giornali dal Regno Unito all’Ucraina e dal Portogallo alla Polonia sono preoccupati che Trump possa minare le relazioni transatlantiche, indebolire l’Unione europea e stringere accordi con Vladimir Putin a spese dei più piccoli paesi dell’Europa centrale e orientale. Quella che segue è una nuova analisi di contenuto svolta dall’Osservatorio europeo di giornalismo (Ejo) che rivela un livello di agitazione e preoccupazione da parte della stampa nei confronti del nuovo Presidente statunitense che, probabilmente, non ha precedenti nella storia recente.

Le opinioni più cupe sono bilanciate solo dalle voci più ottimiste dei sostenitori della Brexit, dei grandi tabloid come il tedesco Bild e di poche testate conservatrici sparse per il Continente. Kai Diekmann, Direttore di Bild, ad esempio, ha commentato: “Trump è il più grande esperimento politico dalla fine della Guerra fredda. Trump dice cose che sono impensabili in diplomazia. È maleducato, offensivo ed è dolorosamente sincero. Questo può portare a frizioni, ma anche sbloccare conflitti ormai sedimentati”. Anche alcuni media pro-Russia nei paesi dell’Europa orientale hanno minimizzato le minacce rappresentate dalla Presidenza Trump e hanno mostrato al contrario simpatia per il nuovo inquilino della Casa Bianca in quanto uomo forte.

Più in generale, però, i giornali europei sono sospettosi nei confronti di Trump. Come ha scritto sul Guardian Jonathan Freeland, ad esempio, “nessuno ha idea di come gestire ciò che è in arrivo. Politici, giornalisti e diplomatici negli Stati Uniti e nel mondo sono in cerca di una guida, sfogliando disperatamente le pagine del manuale di istruzioni, un manuale pieno di precedenti del passato e norme che hanno imparato a padroneggiare nell’arco di tutta una carriera – ma che Trump ha bruciato e fatto a brandelli mesi fa”.

L’Ejo ha condotto un’analisi sulle versioni cartacee pubblicate nella settimana precedente l’Inauguration (tra il 12 e il 18 gennaio 2017) di tre quotidiani in 10 paesi europei e negli Stati Uniti e ha esaminato centinaia di articoli dati alle stampe da giornali che rappresentano un ampio spettro di opinioni politiche. I paesi analizzati sono membri e membri dell’Ue: Austria, Repubblica Ceca, Germania, Italia, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania, Ucraina e Regno Unito. Per aggiungere una prospettiva americana, uno studio parallelo ha esaminato come tre grandi quotidiani statunitensi hanno analizzato l’impatto di Trump sull’Europa. Per l’Italia sono stati trattati gli articoli esplicitamente dedicati a Trump di Corriere della Sera, La Repubblica e Il Giornale.

Durante la settimana precedente la sua inaugurazione, Donald Trump non ha solo dominato le pagine dei quotidiani europei, ma ha anche portato la loro agenda a concentrarsi intorno a specifiche questioni. Prima è arrivata la conferenza stampa iniziale come Presidente eletto in cui Trump ha sostenuto che “la Russia avrà molto più rispetto per il nostro Paese quando sarò io alla sua guida, rispetto a com’era quando c’erano altri”. A queste dichiarazioni è poi seguita un’intervista con il Times di Londra e con il tedesco Bild che ha scosso il continente quando Trump ha definito la Nato obsoleta e l’Unione europea destinata alla disgregazione. “L’incubo europeo” è apparso come titolo nel giornale tedesco Süddeutsche Zeitung, “Trump rovina l’Unione europea”, ha detto la prima pagina del polacco Gazeta Wyborcza, mentre il Corriere della Sera ha scritto che “l’Europa potrebbe essere la prima vittima di Trump”.

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La prima pagina di Bild nel giorno della pubblicazione dell’intervista a Trump

I giornali europei, nella settimana analizzata, sono stati virtualmente unanimi nel ritenere che una possibile alleanza tra Trump e Putin potrebbe avere conseguenze dannose per l’Europa. “Se Trump riuscisse a realizzare la sua politica riguardo alla Russia”, ha scritto ad esempio il quotidiano portoghese Público, “il primo ferito sarebbe l’Europa: finirebbe emarginata. Verrebbe esclusa”. Non sorprende quindi che il potenziale riavvicinamento di Trump a Putin abbia allarmato particolarmente i media dell’Europa centrale e orientale. Un “accordo con Putin non porterà pace […] anzi renderebbe la guerra ancora più probabile”, ha scritto in modo esplicito il principale quotidiano di qualità lituano Latvijas Avize.

Nonostante le impressionanti somiglianze nel tono negativo (o al massimo neutrale) della copertura mediatica complessiva, alcune testate hanno espresso invece un cauto ottimismo riguardo alla possibilità che Trump possa in realtà produrre risultati positivi, specialmente per l’economia. Secondo alcune analisi pubblicate dai giornali austriaci, ad esempio, il mercato azionario potrebbe reagire favorevolmente alle promesse di Trump di ridurre le tasse e limitare la burocrazia. Alcuni commentatori tedeschi hanno invece espresso speranza riguardo alle capacità affaristiche di Trump. Allister Heath, firma e Vicedirettore del britannico e conservatore Telegraph, ha scritto a questo proposito che “rigettare l’amministrazione Trump sarebbe un errore catastrofico”.

Leggi anche: Come i giornali Usa hanno influenzato l’elezione di Trump

Sorprendentemente, pochi giornali si sono concentrati sulle potenziali implicazioni della Presidenza Trump dal punto di vista della propria nazione e questo è emerso anche dai risultati italiani. Le questioni domestiche come l’ascesa del populismo di destra e le somiglianze fra l’Europa e gli Usa per quanto riguarda la generale disillusione dei cittadini nei confronti delle élite politiche hanno ricevuto una scarsa copertura nei sette giorni presi in esame dal nostro studio. Solo alcuni commentatori hanno evidenziato delle potenziali connessioni: “dopo la vittoria dei sostenitori della Brexit e di Donald Trump, sembra che tutto possa accadere in Occidente. In questo contesto la vittoria di Marine Le Pen alle elezioni presidenziali e il conseguente referendum francese per lasciare l’Unione europea non sembrano più il prodotto della fantasia di un lunatico”, ha scritto ad esempio il maggiore quotidiano ceco Mladá fronta Dnes.

I principali giornali statunitensi hanno dedicato inizialmente poca attenzione alle relazioni transatlantiche, ma in seguito ai commenti negativi di Trump sull’Unione europea e sulla Nato, hanno invece espresso preoccupazioni sulle priorità del nuovo Presidente. Il New York Times, in un editoriale, ha criticato fortemente Trump sostenendo che “mettere da parte sdegnosamente perché ritenuta non importante l’idea dell’integrazione europea e il secondo mercato più grande al mondo vuol dire ignorare la storia e rifiutare il futuro”. Un editoriale sul Washington Post ha invece incoraggiato i membri dell’amministrazione Trump a impedire che il loro comandante supremo metta in atto la sua feroce retorica contro l’integrazione europea e la Nato. “Una volta distrutte”, si legge nell’articolo, “le alleanze dell’Occidente non saranno facili da ricostruire”.

Quello che segue è un breve sommario della copertura mediatica per ognuno degli undici paesi analizzati.

Europa occidentale

Portogallo
I media portoghesi analizzati hanno trattato gli eventi che hanno portato all’Inauguration di Trump in modo principalmente neutro, con pochi commenti e analisi. La copertura mediatica si è incentrata sulle relazioni tra gli Usa e la Russia (compresa la possibilità che le sanzioni statunitensi vengano cancellate) e le critiche di Trump verso l’Europa sulla crisi dei migranti e il dominio tedesco sull’economia. Solo un articolo si è incentrato sulle relazioni bilaterali tra Portogallo e Usa. In quella occasione, il Secretary of State of Foreign Affairs and Cooperation portoghese è stato citato mentre sosteneva di aspettare “con tranquillità” la nuova guida della Casa Bianca e di credere in positive relazioni bilaterali. Possibili questioni spinose, come le basi Usa nelle Azzorre, non sono state toccate da nessuno dei giornali analizzati. Invece, è trapelata preoccupazione per quanto riguarda la prossimità di Trump con la Russia. Público, ad esempio, ha scritto che “se Trump dovesse avere successo nel realizzare la sua politica russa, la prima ‘vittima’ sarà l’Europa, che sarà emarginata. Dividerà”.

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Jornal de Notìcias – “Capitan America”

Regno Unito
I giornali britannici aspettano l’inizio della Presidenza Trump con un misto di trepidazione e incredulità. Titoli come “Abbiamo ragione a essere preoccupati mentre Trump si insedia” (The Observer) e “Dimenticate il sesso. La passione di Trump per i rubli potrebbe distruggere la sua Presidenza” (Mail) indicano che i giornali lungo tutto lo spettro politico condividono opinioni simili sul nuovo Presidente americano. Gli articoli pubblicati dopo la conferenza stampa di Trump sono stati piuttosto taglienti – come se la politica americana fosse precipitata nella farsa –  e hanno indicato aspettative generalmente molto basse per i prossimi quattro anni. La copertura del Mail e del Telegraph, due giornali di destra e pro-Brexit, si è fatta invece più positiva dopo i commenti di Trump sui possibili accordi con il Regno Unito post-Brexit. Il Mail, lo stesso giorno, ha anche scritto che “un accordo per il Regno Unito con Trump? State attenti a cosa desiderate”.

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La prima pagina del Daily Telegraph

Austria
Le questioni dominanti nella stampa austriaca sono state le relazioni di Trump con la Russia, le sue opinioni sull’Unione europea e la Nato e la sua influenza sull’economia mondiale e i mercati europei in particolare. Solo pochi articoli contenevano riferimenti diretti a possibili impatti sull’Austria e la copertura analizzata ha espresso considerevole incertezza su come trattare il nuovo Presidente. “Nessuno sa cosa potrà portare questa Presidenza”, ha scritto ad esempio Der Standard, “più Trump twitta, meno è chiaro”. Molti commentatori hanno espresso scetticismo, oltre che paura, per quello che potrebbe succedere da un punto di vista politico. Secondo la Krone, le dichiarazioni di Trump nella sua intervista con i media europei “sono un colpo doloroso che potrebbe ribaltare il mondo”. Allo stesso tempo, però, altri editorialisti hanno salutato con cauta speranza le iniziative economiche che l’Amministrazione Trump potrebbe intraprendere.

Germania
La copertura pre-Inauguration nei giornali tedeschi è stata dominata dall’intervista di Trump con il tabloid Bild, dagli attacchi alla Merkel e dalle ripercussioni per l’economia tedesca. Il tabloid ha presentato l’intervista con un’impaginazione ricca di immagini e il titolo “Cosa è tipicamente tedesco in me? Mi piace dare ordini”. Il giornale conservatore Faz, pur essendo stato piuttosto scettico per la maggior parte della sua copertura, ha anche notato come Trump sembri agire come il Ceo degli Usa che, chiudendo affari, vuole realizzare il massimo per il suo Paese. 

“La franchezza di Trump irrita e rinfresca allo stesso tempo”, ha scritto l’autore dell’editoriale. Il giornale di sinistra Süddeutsche Zeitung, invece, si aspetta che Trump possa segnare un nuovo inizio nelle relazioni tra Germania e Usa, e non in senso positivo. “Trump mette in discussione l’ordine post-bellico” si leggeva in un titolo e in una vignetta che mostrava Merkel perdere contro Trump in un incontro di boxe. La stampa tedesca ha anche espresso paure nei confronti della crescente re-nazionalizzazione della politica in tutto il Continente, della possibile dissoluzione della Ue e delle ripercussioni sulle relazioni con gli Usa e della possibilità che a Trump possa non interessare l’Europa nel complesso.

Italia
I giornali italiani hanno coperto l’Europa in modo esaustivo nell’arco di tempo analizzato e in particolare le sue interviste, le accuse di stampo sessuale e i rapporti con la Russia. I giornali italiani analizzati hanno offerto una combinazione bilanciata di analisi e articoli di cronaca con una predilezione per i secondi. La copertura relativa a Trump si è concentrata principalmente sulle implicazioni sull’Europa, in particolare per quanto riguarda le connessioni più strette con Putin. “L’Europa potrebbe essere la prima vittima di Trump”, ha commentato a questo proposito il Corriere della Sera. Per il giornale milanese, inoltre, le relazioni del nuovo Presidente con la Russia potrebbero lasciare il vecchio continente in una posizione di debolezza e costretto a stringere accordi con la Russia secondo le condizioni di quest’ultima. Se alcune questioni transatlantiche sono state discusse piuttosto di frequente – come la lotta all’Isis -, le implicazioni della Presidenza Trump per l’Italia sono state invece discusse solo di radio. La Repubblica ha pubblicato a questo proposito un editoriale paragonando Trump a Berlusconi ma concentrandosi principalmente sui reciproci scandali sessuali, piuttosto che sulle implicazioni politiche per Roma. 

Il Giornale, invece, è stato meno critico nei confronti delle posizioni di Trump nei confronti della Russia e ha espresso speranze che le connessioni più strette possano avere anche dei benefici.

Europa orientale

Repubblica ceca
I media cechi hanno scritto abbondantemente di Trump nel periodo analizzato. Il tono è stato complessivamente neutro, ma in ogni caso si è letta anche dell’incertezza. Il quotidiano economico Hospodářské noviny, ad esempio, ha scritto che “Donald Trump finirà la sua Inaugurazione con la famosa frase ‘so help me God’. […] molti potrebbero pensare ‘speriamo piuttosto che Dio aiuti l’America e il mondo intero’”. La maggioranza degli articoli ha trattato le questioni transatlantiche tra l’Europa e gli Usa e ha espresso un’intensa sensazione di incertezza, sia per le questioni politiche che per quelle economiche. Per i media cechi, ad esempio, le posizioni di Trump sul cambiamento climatico fanno presagire una crescente minaccia per l’ambiente, mentre il suo approccio agli Esteri un isolamento maggiore per gli Usa. I giornali hanno espresso preoccupazioni anche sul nazionalismo in Europa, sul populismo nel mondo intero, sulle conseguenze negative per le democrazie occidentali e i ruoli politici potenzialmente più centrali di Cina e Russia.

Polonia
Le testate polacche hanno trattato le critiche di Trump verso la Nato e la Ue come una  sfida e una minaccia diretta contro la Polonia e i giornali si sono anche detti preoccupati per gli effetti di una Presidenza Trump per la stabilità dell’Europa orientale nel complesso. Il tono della copertura si è fatto marcatamente più negativo dopo l’intervista di Trump con i media europei. “Gli alleati degli Usa sono terrorizzati!” si leggeva in un titolo del tabloid Fakt e “il nuovo Presidente potrebbe fare qualsiasi cosa. La Polonia è al sicuro?”. Il riavvicinamento con Putin e la Russia è stato a sua volta discusso ampiamente e trattato con trepidazione. Per il conservatore Rzeczpospolita, “Trump sta per disassemblare il mondo Occidentale al fine di fare accordi con Putin”. Il giornale liberal di sinistra Gazeta Wyborcza, invece, particolarmente ossessionato con il ruolo della Russia e si è chiesto quanto “sporco” possa portare Putin sull’Amministrazione Trump.

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Gazeta Wyborcza – “Trump rovina l’Unione”

Romania
Le testate romene si sono concentrate meno sulle implicazioni nazionali e più su quelle internazionali, con un’enfasi particolare sulla Russia, la Cina e la Germania. La testata online hotnews.ro ha coperto diffusamente le possibili strategie americane nel trattare con la Russia e le ripercussioni economiche per la Germania. Adevarul.ro ha invece dedicato molto spazio a esaminare l’opposizione di molti artisti americani verso il nuovo Presidente. Le conseguenze generali per l’Europa, invece, non sono state trattate in modo ampio. Ad esempio, il sito online di ProTV – molto popolare – si è limitato a citare solamente la dichiarazione in cui Trump definiva “un successo” la Brexit e il possibile accordo commerciale con il Regno Unito. Il tabloid Libertatea ha invece dato a Trump il trattamento tipico di un tabloid: ha sottolineato i suoi affari e ha persino scritto di un possibile affaire con una donna romena.

Paesi baltici e Ucraina

Lettonia

I media lettoni hanno scritto in modo particolarmente preoccupato delle possibili connessioni tra Trump e la Russia, degli effetti potenziali sulla sicurezza transatlantica e il carattere imprevedibile della leadership di Trump. Ecco alcune caratterizzazioni dell’alleanza tra il nuovo Presidente e Putin pubblicate nei giorni in esame da Latvijas Avīze: “gli accordi con Putin non dovrebbero mettere in dubbio la sicurezza dell’Europa”; “l’accordo con Putin non porterà la pace […] rende la guerra più possibile”; “indebolirà la credibilità dell’America tra gli alleati in Europa e altrove”. In questo contesto, si è notata anche una netta divisione editoriale tra il giornale conservatore di alta fascia Latvijas Avīze e quello di lingua russa Vesti Segodnja. Il primo ha rappresentato Trump come un fantoccio nella mani della Russia, mentre il secondo ha invece scritto di Trump come di un politico neutrale e ha messo in discussione la sua vicinanza con Putin. In altre occasioni, Latvijas Avīze, per via del suo orientamento conservatore, non ha nascosto la sua vicinanza con Trump e il suo stile populista. Delfi.lv, invece, il sito di news più popolare in Lettonia, ha offerto una copertura molto esaustiva ma non si è schierato in modo esplicito.

Ucraina
Le testate ucraine hanno a loro volta analizzato la Presidenza Trump soprattutto nei termini della sua attitudine nei confronti della Russia. Dato che i proprietari dei media esprimono chiaramente i loro orientamenti politici e le testate pro-Russia hanno una share importante della audience nazionale, i giornali hanno espresso visioni divergenti. I giornali pro-Ucraina sono stati più neutrali nei toni ma hanno espresso preoccupazioni per quanto riguarda i cyberattacchi russi (Den). Una delle testate online più lette in Ucraina, LB.ua, ha invece criticato aspramente l’elite politica ucraina per essere impreparata di fronte a Donald Trump, all’impatto politico della nuova Presidenza e alla sua possibile influenza sulla politica ucraina e sul conflitto in atto. Lo stesso autore ha anche espresso preoccupazioni sul fatto che “Trump possa decidere di ridurre una parte delle fondamenta su cui è costruito lo Stato ucraino o, peggio ancora, portarne via una parte”. Il giornale pro-Russia Vesti ha espresso simpatia per Trump e lo ha descritto come un uomo forte, il cui principale interesse è il suo Paese. Dato che l’Ucraina non è parte della Ue, i media nazionali hanno dato meno attenzione alle questioni dell’Unione.

Usa
I giornali americani non hanno dato molta attenzione ai possibili impatti di Trump sull’Europa. Lo stesso neo-Presidente non ha menzionato l’Europa in occasione della sua prima conferenza stampa ma nell’intervista con il Times e Bild ha invece messo le questioni europee al centro. “Leader europei sotto choc mentre Trump attacca la Nato e la Ue, causando paura per una possibile scissione transatlantica”, ha scritto a questo proposito il Washington Post. Il New York Times, invece, ha scritto: “Con l’arrivo di Trump, un senso di incertezza stringe il mondo”. Il tabloid New York Post, invece, ha detto che “Donald Trump inizierà la sua Presidenza mettendo Angela Merkel – un alleato – sullo stesso piano dell’avversario Vladimir Putin”. Le relazioni in mutamento con la Russia sono state un argomento dominante per tutta la settimana analizzata.

Leggi anche: How Donald Trump is viewed by Europe’s newspapers di Roy Greenslade (The Guardian – commento al nostro studio)

Giornali analizzati:
Austria: Kronen Zeitung, Der Standard, Die Presse
Repubblica ceca: Blesk, Mladá fronta Dnes, Hospodářské noviny
Germania: Bild, Süddeutsche Zeitung, Frankfurter Allgemeine Zeitung
Italia: La Repubblica, Il Giornale, Corriere della Sera
Lettonia: Latvijas Avīze, Vesti Segodņa, Delfi.lv
Polonia: Gazeta Wyborcza, Rzeczpospolita, Fakt
Portogallo: Público, Jornal de Notícias, Correio da Manhã
Romania: libertatea.ro, adevarul.ro, hotnews.ro, stirileprotv.ro
Ucraina: “Den” (“День”), “Vesti” (“Вести”), and “LB.UA”
Regno Unito: Guardian/Observer, Daily and Sunday Telegraph, Daily Mail/Mail on Sunday
Usa: The New York Times, The Washington Post, New York Post
Sul progetto:
“Alarmed, Unsettled and Wary: European Media Ponder a Trump Presidency” è parte di un progetto collaborativo di tutto l’European Journalism Observatory. I dettagli metodologici sono disponibili qui (in inglese)
Fanno parte del progetto anche le analisi svolte sulla crisi dei migranti, la Brexit e il conflitto ucraino
Il network dell’Ejo:
Scritto da Thomas R. Schmidt, University of Oregon
Hanno collaborato:
  • Tobias Eberwein, Institute for Comparative Media and Communication Studies, Austrian Academy of Sciences, Alpen-Adria-Universität
  • Sandra Stefanikova, Martina Topinkova, Charles University Prague
  • Tina Bettels-Schwabbauer, Gordon Wüllner, Erich-Brost-Institut TU Dortmund,
  • Philip Di Salvo, Università della Svizzera italiana, Lugano
  • Liga Ozolina, Turiba University, Riga
  • Adam Szynol, Michał Kuś:Wroclaw University
  • Ana Pinto Martinho, Décio Telo, ISCTE – University Institute of Lisbon
  • Raluca Radu, Antonia Matei, Anamaria Neagu, Marian Popovici & Oscar Stănciulescu, University of Bucharest
  • Halyna Budivska, National University of “Kyiv-Mohyla Academy”, Kiev
  • Caroline Lees, Reuters Institute for the Study of Journalism, University of Oxford
  • Scott Maier, University of Oregon

Articolo disponibile anche in inglese, tedesco, portoghese, romeno, polacco, lettone, ucraino, ceco

 

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