Il giornalismo in Ucraina, un anno dopo EuroMaidan

22 dicembre 2014 • Libertà di stampa • by

Dall’esplosione del movimento EuroMaidan, molti giornalisti ucraini sono diventati attivisti al fine di combattere la corruzione e rinforzare la svolta democratica e l’online e i social media continuano a essere le maggiori piattaforme per le loro attività. I giornalisti hanno usato la loro popolarità e un network ampio di contatti in Rete per tenere sotto osservazione il nuovo governo, chiedere riforme e spingere gli ucraini a donare a iniziative di volontariato. 

Giornalisti e blogger indipendenti sono stati le principali forze dietro EuroMaidan durante le sue prime fasi e la vittoria dei manifestanti, preceduta da enormi tensioni e spargimenti di sangue, ha portato nuove questioni aperte e sfide. L’aggressione russa e la guerra nell’Ucraina orientale hanno ad esempio spinto diversi attivisti di piazza Maidan a orientare le loro attività verso il sostegno all’esercito ucraino, mal guidato e poco finanziato per diversi anni: alcuni giornalisti ucraini, infatti, hanno sostenuto la raccolta fondi per l’equipaggiamento delle truppe o il rifornimento di armi e cibo. Altri, invece, hanno sostenuto le persone sfollate nell’area di conflitto che erano in cerca di rifugio, sostegno e assistenza.

Per approfondire: Ucraina, i media e le proteste, di Margaryta Chornokondratenko e Dariya Orlova

Tra questi, Oksana Snigur, giornalista del settimanale Krayina, che è entrata volontariamente nell’esercito quando suo marito e diverse persone di sua conoscenza sono state arruolate. “Le mie attività sono molto ristrette. I parenti delle persone richiamate cercano di dare una mano nel trovare kit di pronto soccorso, elmetti o stivali”, ha spiegato Snigur, che si occupa anche di tre famiglie sfollate. “Non si può non essere colpiti, quando c’è una guerra nel tuo paese”, ha dichiarato la giornalista.

EuroMaidan ha incoraggiato i giornalisti e gli attivisti
La vittoria di EuroMaidan, anche se ottenuta a caro prezzo, ha dato forza a molti attivisti e giornalisti, cambiandone le attitudini. Ora, è più usuale per i reporter monitorare le attività del nuovo governo e del Presidente ed essere critici sui social media. Molti giornalisti hanno iniziato a sostenere diverse cause e a spingere per certe riforme, come la legge attualmente in discussione che punta a escludere dalla vita pubblica i sodali corrotti dell’ex Presidente Yanukovych. Inoltre, un numero record di giornalisti ucraini si è candidato alle recenti elezioni e una dozzina di questi è riuscita a essere eletta.

L’attuale livello di attivismo online sostenuto dai giornalisti si può spiegare anche con la mancanza di libertà per i media negli anni in cui Yanukovych era al potere. Prima delle proteste, infatti, la censura era molto forte nelle redazioni e molti giornalisti si erano già spostati sui social media, ritenuti un’isola di libertà di espressione.

Per approfondire: L’Ucraina e la guerra delle notizie, di Dariya Orlova

Le fonti online indipendenti e i social media sono anche stati fondamentali nella crescita e nella popolarità delle proteste e anche dopo EuroMaidan queste piattaforme sono rimaste altrettanto importanti. Le due pagine maggiori degli attivisti di EuroMaidan su Facebook, EuroMaydan e EuroMaidanSOS sono rimaste particolarmente attive negli ultimi 12 mesi. Entrambe le pagine forniscono agli utenti aggiornamenti e discussioni sulle questioni più stringenti relative agli sviluppi politici e la seconda, in particolare, funge da hub per i numerosi volontari che sono attivi nelle proteste e nelle attività in favore dell’esercito e delle vittime del conflitto.

Resiste l’attivismo digitale
Molti attivisti di EuroMaidan hanno continuato i loro sforzi di attivismo in Rete. Un esempio recente è stata la twitterstorm con l’hashtag #OSCEact4Ukraine avvenuta tra il 4 e il 5 dicembre scorsi, giorni in cui a Basilea, in Svizzera, si teneva il Meeting of the Ministerial Council dell’Ocse. In quella occasione, l’iniziativa era partita da EuroMaidanPress, un sito specializzato nella traduzione in inglese delle notizie relative all’Ucraina per la loro migliore diffusione nei media occidentali.

Le testate online più popolari, come Ukrayinska Pravda, LB.ua, Espreso.tv, Radio Free Europe/Radio Liberty, che hanno fornito coverage esteso delle proteste, hanno aumentato le proprie audience e la loro influenza nell’ultimo anno: sia gli organi di stampa online che i social media, infatti, sono riusciti a dettare l’agenda dei media mainstream.

Il caso Hromadske.tv
Hromadske.tv, in particolare, ha ottenuto una popolarità particolare durante lo scorso anno. L’emittente, una tv online indipendente e a basso budget, ha iniziato a trasmettere proprio mentre scoppiavano le proteste. A lanciarla, sono stati diversi giornalisti professionisti, molti dei quali avevano lasciato i loro precedenti posti di lavoro a causa della censura e perché in cerca della possibilità di fare il proprio mestiere in libertà e senza le limitazioni dei canali tv mainstream di proprietà degli oligarchi.

Hromadske.tv

L’emittente è diventata presto una delle principali fonti di informazione sulle proteste, grazie alle sue trasmissioni live da EuroMaidan. Hromadske.tv è riuscita a mantenere la sua popolarità ottenuta durante l’ultimo anno anche grazie al fatto che la richiesta di reporting indipendente da parte del pubblico è rimasta molto alta. Il sito di Hromadske.tv ha attirato oltre 80 milioni di visite negli ultimi dieci mesi e i canali YouTube dell’emittente sono stati visti oltre 120 milioni di volte. Il broadcaster ha ricevuto numerosi grant da istituzioni internazionali e ha raccolto oltre 300mila dollari in donazioni.

Per approfondire: In Ucraina i giornalisti entrano in politica, di Dariya Orlova

Il successo di Hromadske.tv e altre testate online ucraine ha contribuito in modo sostanziale al pluralismo dei media in Ucraina e ha anche fatto rivelare una forte richiesta di giornalismo libero e indipendente da parte dei cittadini. Comunque, i media non sono ancora indipendenti in Ucraina: il coverage delle ultime elezioni parlamentari ha dimostrato ancora una volta come la maggior parte dei canali tv e dei giornali rimanga uno strumento nelle mani dei loro proprietari, tycoon molto influenti e con forti interessi politici e connessioni con il potere.

Numerosi osservatori hanno anche identificato diversi casi di copertura mediatica sotto pagamento in tutto il paese. La mancanza di indipendenza editoriale e la crisi economica che ha colpito il mercato dei media in Ucraina sono infatti sfide che influenzeranno gli sviluppi del settore anche nel prossimo futuro.

Articolo tradotto dall’originale inglese

Photo credits: Sasha Maksymenko / Flickr CC

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  • leviathan

    Quante cazzate in un solo articolo.

  • Maurizio Omissoni

    EuroMaidan? Non erano fascisti ukraini e statunitensi a sparare su tutti? E l’euroba appoggia uno stato puccista? quante cazzate.

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