Come designer e giornalisti collaborano in redazione

12 ottobre 2015 • Cultura Professionale, In evidenza, Ricerca sui media • by

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Quando il Guardian ha riorganizzato di recente la sua struttura redazionale, il “Visual Desk”, che si occupa di infografiche e progetti realizzati con i dati, è diventato una componente cruciale delle operazioni digitali del giornale, insieme ai “News Desk”, “Live Desk” e “Audience”. Contrariamente ad altre testate, che non mostrano tutto questo entusiasmo nei confronti dell’integrazione tra lato editoriale e lato grafico, l’esempio del Guardian illustra chiaramente quanto entusiasmo vi sia attorno al visual storytelling nelle redazioni.

La possibilità di lavorare con grandi quantitativi di dati e il focus crescente sul linguaggio visuale, infatti, ha acceso l’interesse per i giornalisti per le visualizzazioni: le redazioni assumo sempre più designer e sperimentano con nuove forme di visual storytelling in modo costante. Ma se questo genere di informazione sembra aver guadagnato un posto nelle redazioni, molti media tradizionali stanno scoprendo quanto, sul lato pratico, far combaciare articoli e visualizzazioni possa essere difficile.

Con il nostro paper di ricerca, Working with, or next to eachother? Boundary crossing in the field of information visualisation, abbiamo voluto analizzare i processi di produzione delle grafiche in redazione con una ricerca etnografica intensiva e abbiamo riscontrato come una forma di collaborazione “tesa” tra giornalisti e designer, spesso, sia alla base del non riuscire a produrre visualizzazioni efficaci. Il paper si basa su quattro studi di caso olandesi e ha sfruttato una metodologia mista, basata su osservazioni etnografiche, interviste e content analysis.

Poca corrispondenza tra articoli e visualizzazioni
I designer hanno difficoltà ad applicare i principi giornalistici al loro lavoro mentre, allo stesso tempo, ai giornalisti manca l’esperienza necessaria ad adattarsi alle regole del design e ad applicarle alle loro storie. Un designer intervistato durante la ricerca, ad esempio, ha dichiarato: “i giornalisti si presentano con richieste impossibili, come visualizzare concetti astratti come ‘casualità'”. Durante la nostra analisi abbiamo anche scoperto come i giornalisti siano spesso delusi dalle soluzioni semplici dei designer: “non mi sorprendono mai con i loro grafici”, ha dichiarato un giornalista, “e arrivano sempre a proporre qualcosa che avevo già in mente”.

Le grafiche vengono spesso considerate solo come supporti agli articoli
L’approccio generale sembra essere: prima i testi, poi le grafiche. Di conseguenza, i designer vengono inseriti solo di rado nella produzione delle news e vengono, invece, coinvolti direttamente dai giornalisti per realizzare qualcosa su loro richiesta. Un designer ci ha descritto questa differenza gerarchica in questo modo: “il modo tipico in cui un giornalista ci consulta è che si presenti dietro la mia scrivania mentre sono seduto di fronte al mio computer per chiedermi di visualizzare quello che ha in mente”.

Complessivamente, la collaborazione è costruita da un punto di vista testuale e dominata da persone orientate al testo: “è il giornalista a prendere le decisioni sulla storia, mentre il designer ci aggiunge le visualizzazioni”. Il risultato è spesso un prodotto poco coerente dove il testo e le immagini non hanno una forte connessione tra di loro e raccontano, al contrario, cose diverse. Il visual storytelling richiede un team interdisciplinare in grado di lavorare in modo costruttivo e le visualizzazioni più complicate o quelle interattive richiedono ancora più competenze, comprese quelle di esperti di dati e di software.

Lavorare in modo efficace in un settore interdisciplinare funziona quanto tutte le parti coinvolte si muovono in parallelo sin da prima di iniziare la produzione di una storia e questo ha inizio con l’identificazione chiara dei ruoli di tutti e delle esperienze a disposizione. Per trovare un terreno comune. Questo passaggio può sembrare ovvio in teoria, ma la nostra ricerca dimostra come, nella routine quotidiana di redazione, non sia poi davvero comune.

Parti di questa ricerca sono state pubblicate da Journal of Media Innovations e Digital Journalism. Questa ricerca è stata realizzata dal gruppo di studio Every Picture Tells a Story del gruppo Crossmedia Journalism della Applied University di Utrecht. Articolo pubblicato originariamente in inglese

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