Se Edward Snowden fosse tedesco

24 febbraio 2015 • Giornalismi, Libertà di stampa • by

Se c’è un paese dove Edward Snowden, il whistleblower fonte delle rivelazioni sulla sorveglianza della Nsa, è guardato con particolare riguardo, quello è la Germania. Questo status di rispetto, ad ogni modo, è piuttosto curioso se messo in paragone con quanto siano disinteressati i tedeschi nei confronti del whistleblowing e con quanto deboli siano le protezioni offerte dal paese a chi decide di denunciare.

I tedeschi sono purtroppo avvezzi all’essere controllati dai regimi dittatoriali: tremendi servizi segreti del passato come la Stasi o la Gestapo hanno infatti raccolto selettivamente informazioni personali come strumento di repressione e questo potrebbe essere la ragione per la quale la solidarietà nei confronti di Snowden sia stata naturale in Germania: nella mente dei tedeschi, infatti, chiunque si batta per mantenere la sfera privata al di fuori dell’interferenza delle autorità, è dalla parte del bene.

La medesima attitudine non è invece rivolta alla maggior parte dei whistleblower di passaporto tedesco. Quando un membro di una cerchia, sia essa una famiglia o un luogo di lavoro, rivela informazioni private a un’istituzione esterna, a molti tedeschi torna infatti in mente una storia che vorrebbero dimenticare volentieri e la medesima cultura che valorizza in modo tanto alto la privacy mette d’altra parte anche molta enfasi sulla fedeltà e sul patto di segretezza sul posto di lavoro.

Un fenomeno nuovo in Germania
I whistleblower che dichiarano di operare nell’interesse pubblico – e che sono, di conseguenza, elogiati come eroi pubblici – sono un fenomeno relativamente recente in Germania. La Federation of German Scientists, ad esempio, che ha introdotto un premio per i whistleblower nel 1999, ha consegnato il suo riconoscimento a propri connazionali solo in metà delle occasioni. “Vorremmo premiare più tedeschi, ma il problema è che nessuno li conosce”, ha dichiarato Guido Strack, Presidente di Whistleblower Netzwerk Deutschland e uno dei primi promotori del premio. Strack cita volentieri l’esempio di Brigitte Heinisch, un’infermiera tedesca che ha ricevuto il riconoscimento nel 2007 dopo essere stata licenziata per aver rivelato le condizioni scadenti di un ospizio di Berlino dove lavorava. Heinich ha fatto la storia, specialmente negli ambienti legali, ma probabilmente se si chiedesse per strada qualcosa sul suo conto, difficilmente si otterrebbe risposta.

Le leggi sul whistleblowing in Germania non sono molto forti
Negli Usa, gli impiegati sono motivati attivamente dalla legge a rivelare ogni sorta di misfatto, frodi, casi di mala gestione, sprechi di denaro pubblico o abusi di autorità. In Germania, invece, la legge vieta in modo chiaro ai dipendenti pubblici di rivelare atti criminali perpetuati dai superiori. Una piccola eccezione è stata introdotta solo nel 1999, quando il governo tedesco ha firmato un accordo internazionale per combattere la corruzione. Secondo molti che chiedono maggiore attenzione alla protezione di chi denuncia, questa mancanza di cultura della trasparenza è dovuta al fatto che la Germania sia ancora una democrazia relativamente giovane. Una legislazione Foia federale, ad esempio, uno strumento comune in democrazie più vecchie, esiste in Germania solo dal 2006. Inoltre, quattro Bund, tra cui la Baviera, il fulcro economico del paese, si rifiutano di essere trasparenti quando si tratta del decision making governativo.

Gli Usa sono un modello per la protezione dei whistleblower?
Bisogna notare come la legge tedesca incorpori diverse protezione nei confronti dei licenziamenti ma non sembra essere efficiente quando si tratta di proteggere i whistleblower. Secondo Dieter Deiseroth, un giudice tedesco ed esperto di whistleblowing, ad esempio, “negli Usa sembra andare proprio nella direzione opposta, dove le persone possono essere licenziate in qualsiasi momento, tranne quando è in gioco un caso di whistleblowing”. Potrebbe quindi suonare curioso che proprio gli Usa siano considerati un esempio per la protezione dei leaker, dato che il paese si è impegnato in ogni modo per dare la caccia a Edward Snowden e ha già condannato Chelsea Manning a 35 anni di carcere.

Comunque, negli Usa, i whistleblower hanno fatto la storia in diverse occasioni, cominciando dalla “Gola profonda” che diede una mano fondamentale al Washington Post nel rivelare il Watergate, passando per Daniel Ellsberg e arrivando fino ai casi Enron e Worldcom, i cui impiegati avevano informato gli investigatori sulle enormi frodi in atto in quelle occasioni. Scandali di questa entità avevano portato a protezioni ancora più potenti per il whistleblowing.

Dieter Deiseroth ha fatto ricerca in questo campo negli Usa, concludendo che non è solo la legge a fare la differenza: “si tratta proprio della cultura individualista che fa in modo che i cittadini americani siano più disposti ad alzarsi in piedi per denunciare”, ci fa sapere Deiseroth. Alla luce di tutto questo, diventare un personaggio pubblico sarebbe stato molto difficile per Snowden, qualora fosse stato un cittadino tedesco impiegato in un contesto tedesco.

Articolo tradotto dall’originale inglese

Photo credits: Tony Webster / Flickr CC

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