L’Europa divisa anche nella ricerca giornalistica

23 marzo 2009 • Etica e Qualità • by

Schweizer Journalist, marzo-aprile, 2009

Europa divisaIl ricercatore svedese dei media, Henrik Örnebring, attualmente Fellow researcher presso l’Istituto Reuter dell’Università di Oxford, ha analizzato possibilità e limiti di un giornalismo europeo confermando, ancora una volta, come a causa delle barriere linguistiche vi siano poche possibilità di convogliare le masse in un unico servizio pubblico paneuropeo. Mentre grazie ad un numero ristretto di media quali il Financial Times, Euronews e European Voice non manca un promettente giornalismo europeo di elitè, il quale per ora ha il suo centro a Bruxelles.

Secondo il suo studio, non solo in ambito giornalistico, ma anche in quello della ricerca, la divisione tra Europa dell’est ed Europa occidentale continua ad essere evidente. Infatti,  si tende ancora a collocare l’Europa dell’est  nei “ vecchi” modelli della ricerca giornalistica comparativa. Con questo, Örnebring ha probabilmente il merito di aver anticipato l’esito principale al quale giungeranno molte delle conferenze, in calendario quest’anno, per ricordare la cortina di ferro eretta 20 anni fa:  le scienze della comunicazione in occidente continuano ad ignorare l’est del vecchio continente, mentre i ricercatori dell’est tendono a rifilare le colpe degli errori dello sviluppo dei media e del giornalismo dei paesi in via di sviluppo agli investitori occidentali.
Fonte immagine: Celesteh on flickr.com
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