Murdoch contro Google, ma solo a parole

9 novembre 2009 • Digitale • by

Osservatorio europeo di giornalismo, 09.11.2009

Google? Un parassita, un vero killer dell’informazione, un cleptomane delle notizie. La guerra contro il dilagare della gratuità dei contenuti online, formalizzata nel maggio di quest’anno da Murdoch, acquista oggi nuova enfasi. Il presidente di News Corporation  ha affermato di volere bloccare Google impedendo  link e accessi provenienti dal motore di ricerca. Ma nonostante le reiterate minacce non si capisce bene quali siano i veri obiettivi di Murdoch o quanto fattibili possane essere i  piani di estendere il sistema di filtro di accesso alle notizie, in funzione oggi al WSJ, a gran parte dei giornali online del Gruppo, come gli inglesi Sun e Times. Da quando Murdoch ha pubblicamente dichiarato questa intenzione nulla è ancora successo, nulla è stato modificato. Il solo a mantenere intatto il muro di sbarramento a gran parte delle notizie è il WSJ, ma è tuttora ampiamente cliccabile via Google. Come viene rilevato dal Guardian, se Murdoch avesse effettivamente voluto mettere in atto le contromisure nei confonti di Google poteva tranquillamente farlo da tempo, senza esitare oltre, in quanto si sarebbe trattato di rimuovere i siti web di News Corp dal meccanismo di indicizzazione del motore di ricerca.

Lo faremo, dice Murdoch, quando avremo cambiato il nostro modello di business, ovvero quando sarà definitivamente implementata la logica di pagamento su gran parte dei quotidiani online del Gruppo. Ma i tempi per mettere a punto un modello di questo genere sembrano dilatarsi e la promessa di iniziare il nuovo anno fiscale (i.e. giugno 2010) adeguando i siti al nuovo modello  appare difficilemnte sostenibile. Quanto intrapreso da Murdoch corrisponde a una strategia più complessa. In questo momento la cosa più importante è cercare di raccogliere attorno a sè nuovi sostenitori. Molti editori, pur negando un sostegno esplicito al progetto, guardano con attenzione all’evoluzione della sfida lanciata nei confronti di Google. E questo è già un primo risultato. L’idea è creare un clima generale farevole a un cambiamento nel sistema di erogazione e fruizione delle notizie che possa mettere in difficoltà Google e acquisire progressivamente nuovo credito nel mondo dell’editoria. Alzare la posta in gioco e mettere al centro della discussione un diverso sistema di sviluppo, questo è il vero obiettivo.

Se Murdoch non riuscirà a creare un movimento ampio, favorevole a bloccare la gratuità dell’accesso è difficile che News Corp prosegua la corsa da solo. Non è escluso nemmeno che l’esito finale di questa crociata possa portare a una soluzione diversa da quella sinora prospettata da Murdoch. Ricordiamoci che il presidente di News Corp ha più volte cambiato idea in base agli umori del mercato. Prima di insediarsi definitivamente al WSJ aveva affermato di volere abbattere il muro a pagamento ed era sua fema intenzione di stravolgere il modello online del WSJ. Nulla di tutto questo è accaduto da quando è il giornale finanziario è diventato di sua proprietà.

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