Come semplificare il rapporto con il lettore

16 maggio 2011 • Economia dei media, Editoria • by

Con l’introduzione di nuove modalità di fruizione e accesso all’informazione. progressivamente garantita dalla nuova emergente tecnologia di smartphone e tablet, un gran numero di editori, come rivela un articolo apparso su WSJ, si sta sempre più orientando verso un’offerta basata su sottoscrizioni digitali che comprendono full access alle diverse piattaforme di distribuzione dei contenuti. Anche per tutti coloro che in questi anni hanno lasciato che i contenuti su web fossero accessibili gratuitamente, la diversificazione dell’offerta digitale attraverso smartphone e tablet, ha fatto sì che si iniziasse a impostare una politica a pagamento che, partendo dalla possibilità di leggere il giornale su iPhone e iPad, mettesse il lettore nella condizione di procedere a un consumo trasversale dell’informazione: su carta, su web, su tecnologie digitali alternative. Una formula di abbonamento pacchettizzato che sembra riscuotere apprezzamento, quanto meno sul mercato americano.

Il messaggio è chiaro, se sei un utente pagante hai diritto ad accedere comunque all’insieme di servizi offerti. Praticamente viene capovolta la logica precedente che prevedeva il pagamento per la carta e la gratuità del contenuto digitale allora disponibile, limitato al web. Oggi, negli Stati Uniti, si propone di sottoscrivere un abbonamento digitale inclusivo del servizio cartaceo. Un esempio è quello del New York Times, ma analoghi comportamenti stanno diffondendosi all’interno di un numero sempre più differenziato di realtà editoriali. E’ il caso del New Yorker, storico magazine settimanale americano, che propone un abbonamento pacchettizzato del valore di 6,99 dollari al mese o 69,99 dollari l’anno che garantisce la lettura della copia cartacea, l’accesso al portale newyorker.com e la fruizione della versione digitale su tablet.

Una politica editoriale che rende implicito il costo associato alla produzione giornalistica e cancella l’idea della gratuità dell’informazione. Certo, per coloro che non vogliono pagare, il sito è sempre accessibile, ma in forma limitata. Lo stesso accade per lo Sports Illustrated, per il quale è previsto un abbonamento full access che comprende carta + web + smartphone + tablet al costo di 48 dollari l’anno.

I giornali italiani, al contrario, non hanno finora abbracciato la logica del servizio pacchettizzato e ogni offerta è vista in modo separato. Difficile, se non impossibile, pensare si possa ripetere nel nostro paese l’esperienza americana. Per quotidiani non è di fatto mai esistita l’abitudine all’abbonamento, il giornale si compra in edicola. Ma la nascita di una proposta alternativa alla carta e complementare al web, stiamo parlando delle versioni e servizi digitali su tablet e smartphone, potrebbe essere un’opportunità per ri-considerare l’impostazione editoriale complessiva e introdurre nel contempo un rapporto semplificato con il proprio pubblico. Non più singole micro-offerte per canali distributivi separati, ma una macro-offerta pacchettizata che possa garantire accesso pieno ai contenuti della testata senza tenere conto di quale piattaforma il lettore vorrà poi privilegiare.

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