È arrivato 20 Minuti!

14 settembre 2011 • Editoria • by

Foto di Natascha Fioretti

Dopo tanta attesa l’annunciato gratuito di Tamedia e dell’editore Giacomo Salvioni da oggi si legge anche in Ticino. I dispenser colorati per la distribuzione del quotidiano hanno invaso la città arrivando anche sul piazzale d’entrata dell’Università della Svizzera italiana (vedi foto). Ci siamo chiesti “che cosa ne pensano gli studenti dell’USI di questa novità?” Per scoprirlo siamo andati ad intervistarne alcuni scoprendo che in generale al giornale gratuito preferiscono il web e il quotidiano tradizionale.

Dagli ultimi dati della Wemf (Agenzia per l’indagine sui media) lo stato di salute generale della stampa svizzera è buono. In particolare quello dei gratuiti che conquista sempre più lettori: esponenziale la crescita di 20 Minuten che nell’ultimo decennio è salita da 314’000 a 1,38 millioni di lettori. Per la stampa generalista e di qualità invece il numero dei lettori è rimasto stabile: 90,2% della popolazione dai 14 anni in su legge regolarmente un quotidiano. Diminuisce invece del 1,2% la diffusione. E se questo è il quadro generale della stampa in Svizzera, nel Canton Ticino i dati rilevati dalla ditta specializzata REMP segnano invece un positivo incremento generale dei quotidiani a pagamento, confermando al Corriere del Ticino il primato di quotidiano più letto della Svizzera italiana con un incremento di 10.000 lettori per un totale di 125.000 lettori.

Un quadro dunque molto positivo indice di un mercato editoriale ancora forte e competitivo. Tanto che c’è chi, anzichè tagliare e ridurre i costi, investe e cerca di conquistare nuove fette di mercato: è il caso del gratuito 20 Minuten di proprietà del gruppo editoriale Tamedia che da oggi è sbarcato in Ticino con il suo primo numero in versione italiana 20 Minuti (per saperne di più leggete questo articolo pubblicato sull’EJO).

Forte dei suoi successi in Svizzera interna cercherà di ripetersi anche qui in Ticino andando di fatto a sovvertire gli equilibri editoriali e pubblicitari che fino ad oggi avevano caratterizzato la regione abituata ad una già ricchissima offerta editoriale (tre quotidiani a pagamento, due domenicali e diversi settimanali per 335.000 abitanti) che però non comprendeva ancora un quotidiano gratuito. Da oggi a riempire questo spazio c’è 20 Minuti. Uno spazio già conteso dal suo diretto concorrente “10 minuti”, il giornale del politico Giuliano Bignasca (Lega ticinese)  uscito con qualche giorno di anticipo (pubblicato tre giorni a settimana).

Foto di Philip Di Salvo

Il loro arrivo in città non è passato inosservato. Da qualche giorno infatti Lugano è invasa dai dispenser colorati, c’è ne sono anche qui davanti all’entrata dell’Università della Svizzera italiana dove ha sede l’Osservatorio europeo di giornalismo.

Cosa ne pensano gli studenti dell’USI dell’arrivo di questi gratuiti? Li leggeranno? In fondo non sono loro che prediligono i gratuiti perchè sono più giovani, veloci da leggere e non costano nulla?

Lo abbiamo chiesto direttamente ad alcuni di loro constatando che quella dei giovani che non leggono il quotdiano a pagamento forse è più una leggenda metropolitana e che ai gratuiti cartacei i giovani dell’Uni  preferiscono le informazioni sul web. (Nel documento in pdf alla fine dell’articolo trovate le interviste integrali).

Eri al corrente dell’arrivo  in Ticino delle nuove testate free press?

Barbara G., Master Gestione dei Media

“Sapevo dell’arrivo in Ticino di entrambe le testate. 20 Minuti perché da una vita speravo arrivasse anche qui e quindi ho sempre avuto l’orecchio teso verso questa notizia. È un’ottima idea. Free press in Ticino ce n’è poca, e credo che, se adoperata nei giusti termini, possa aiutare a risollevare anche un po’ il resto del giornalismo ticinese, che ogni tanto è veramente scadente”.

Alis B., Scienze della Comunicazione

“Non l’ho saputo prima di stamattina quando, facendo un salto all’Usi, ho notato all’ingresso un punto di distribuzione di 10 Minuti, ma non ho ancora avuto modo di leggerlo”.

Che cosa pensi della stampa free press in genere?

Barbara G., Master Gestione dei Media

“Il prodotto free press è una bomba, aprire un giornale a pagamento non è più sinonimo di qualità. Anzi ogni tanto le free press, perché possono, osano di più nell’impostazione grafica, nell’uso dei colori, nell’uso delle immagini e questo mi piace, anche se devo ammettere che a volte l’uso diventa abuso per scadere nel trash!”

Nadia L., Master Gestione dei Media

“Il modello free press non mi convince molto. Mi è difficile pensare a un giornalismo di qualità inteso come informazione pura e non un mix di PR e informazione. Ovviamente l’idea di essere informata gratuitamente è attrattiva, però non mi sento di porre totale fiducia nella free press. Se sfoglio il giornale gratuito 10 Minuti mi ritrovo sotto gli occhi anche pagine senza alcun valore, imbarazzanti se non offensive, alla pagina “Girl” in cui viene presentata in posa poco sobria una ragazza ticinese con un brevissimo testo, impaginato malissimo, che la descrive e la ridicolizza. Inoltre nello stesso giornale è ben visibile l’auto-celebrazione del partito di riferimento. Sarò invece curiosa di vedere cosa offrirà 20 Minuti”.

Eleonora B., Master in Corporate Communication

“Può essere utile per informare, ma le informazioni dettagliate, le inchieste e i reportage debbano andare sulla stampa a pagamento. Chi vuole informarsi e ricevere notizie veloci va benissimo che le riceva gratuitamente anche perchè internet è gratuito. Per un articolo di qualità o un approfondimento la carta stampata rimane per me fondamentale e non cambierò le mie abitudini”.

Alis B., Scienze della Comunicazione

“E’ un prodotto che funziona molto soprattutto come passatempo durante gli spostamenti in treno. Più che una reale fonte di informazione – che di fatto non vuole essere – è un prodotto di intrattenimento: le notizie riportate le apprendo comunque prima dal tg della mattina e da internet”.

Pensi che il lancio di queste testate gratuite possano essere una risposta alla rete o una alternativa alla stampa a pagamento?

Barbara G., Master Gestione dei Media

“Quando si tratta di giornali, nonostante l’era del web 2.0, la carta trionfa sempre.  Non c’è niente di meglio che dare in mano qualcosa di concreto e tangibile alle persone. Lavorando tutto il giorno davanti al pc, non ho assolutamente voglia di stare ancora davanti allo schermo! Mi interessa un prodotto gratuito su carta. Bisognerebbe impostare bene la distribuzione, 20 Minuti solitamente si distingue per questo. La distribuzione dovrebbe essere fatta a mano, nei luoghi pubblici, nelle stazioni, nei centri commerciali, nei punti strategici insomma. Alla fine per quello si legge la free press, perché capita tra le mani. Tante volte siamo pigri: se non ho il giornale tra le mani, onestamente non lo compro perché non ho voglia né tempo di andarlo a comprare”.

Gabriele S., Master in Corporate Communication

“Mi sembra una sorta di “vogliamo prendere posizione senza scegliere che cosa indossare”. Da un certo punto di vista, pur essendo uno molto legato alle tradizioni, anche come blogger mi viene da dire di no. A questo punto preferisco una informazione veramente libera che non una free press che comunque deve campare grazie alla pubblicità”.

David W., Master in Gestione dei Media

“Assolutamente no, l’informazione basi che troviamo sulla free press possono già averla sull’iPhone, sul teletext o in televisione. Non ho bisogno di questo tipo di prodotto e non mi soddisfa. Per me i gratuiti sono più uno spreco di carta. L’informazione è dappertutto: grazie a internet e alle app siamo sempre connessi 24 ore su 24. Meglio risparmiare carta e comunicare via mail”.

Attraverso quali strumenti ti informi abitualmente?

Barbara G. Master in Gestione dei Medi

“Per quanto riguarda le notizie cantonali e svizzere in genere mi informo guardando siti di notizie online, per le notizie del mondo e italiane, invece, tramite versioni web di testate giornalistiche, solitamente italiane. Poi certamente tv e radio, ma principalmente web”.

Nadia L., Master Gestione dei Media

“Il mio quotidiano cartaceo è il Corriere del Ticino e per le ultimissime news vado sul portale web del CdT dove trovo sia il webJournal con pezzi brevi che so probabilmente verranno approfonditi il giorno dopo, sia il webPlus con notizie mirate ad alcuni ambiti quali gossip, motori, animali, spettacolo, scienza. Il loro portale è tra i più completi per l’offerta di informazione. La domenica invece sfoglio volentieri il settimanale Il Caffé che ripropone alcune notizie in approfondimento. Altrimenti appena ho tempo guardo i tg locali e anche quelli italiani. In genere il mattino mi sveglio con la radiosveglia nell’ora in cui trasmettono il radio tg con le notizie flash”.

David W., Master in Gestione dei Media

“Essendo svizzero francese leggo prima il mio quotidiano locale, il Nouvelliste del Vallese, Le Temps per l’approfondimento e Le Matin anche se è più popolare ma va bene per l’informazione generale”.

Giuseppe B., Master in Marketing

“Capita di leggere anche giornali in Inglese come il WSJ o il Financial Times, sia cartacei che online. Il Corriere della Sera in internet perchè qui in Svizzera non riesco a trovarlo cartaceo. Poi i giornali che girano qui in università: il Corriere del Ticino o altre”.

Niccolò C., Master in Gestione dei Media

Corriere della Sera, Repubblica e Corriere del Ticino. Ma non penso che sostituirò una di queste testate con una free press. Al massimo potrò approfondire qualcosa di letto su una free press con un altro quotidiano come il CdT che ha una buona parte di commento ed è più completo”.

Pensi che l’introduzione delle free press possa spostare l’attenzione dei lettori ticinesi o le loro abitudini?

Gabriele S., Master in Corporate Communication

“I lettori del Ticino rispetto alla quantità di persone che ci sono hanno già fin troppe testate. Mi sembra che ci sia un affollamento esagerato. Si potrebbe puntare più sulla professionalità più che sull’avere così tante persone che parlano, anche perchè si rischia di confondere i lettori”.

Interviste free_press

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