Newsweek Daily Beast, dove la stampa incontra il web

17 Novembre 2010 • Editoria • by

L’operazione di fusione mediatica tra il Daily Beast e Newsweek sancisce l’inizio di un nuovo capitolo per l’editoria americana, fondato sulla relazione e reciproca influenza tra vecchio e nuovo giornalismo, tra la storica tradizione di uno tra i più popolari magazine e la cultura web del sito di Tina Brown. La notizia della joint venture che porterà alla creazione del Newsweek Daily Beast è emblematica della straordinaria e imprevedibile evoluzione che sta interessando il sistema editoriale globale. Chi mai avrebbe potuto pensare che Newsweek sarebbe stata messa sul mercato a costo zero? Chi mai avrebbe potuto pensare che un imprenditore, tale Sidney Harmann, si sarebbe pouto permettere di acquistare il popolare foglio americano per la cifra simbolica di un dollaro? Chi mai avrebbe potuto pensare che il futuro del magazine americano e la sua possibile salvezza sia oggi riposta in un innesto ibrido tra le due componenti più estreme del giornalismo attuale, il provocatorio stile web del Daily Beast e il serioso e rigoroso approccio giornalistico di Newsweek?

L’operazione che ha sollevato così tanta attenzione negli Stati Uniti è la conferma di come la trasformazione dell’ecosistema delle news possa passare attraverso alchimie del tutto imprevedibili. Il successo della nuova compagine editoriale non è ovviamente scontato: il Daily Beast è ancora un’iniziativa che deve essere consolidata dal punto di vista economico. Obiettivo dichiarato era raggiungere il break even al diciottesimo mese di attività. Per Newsweek, che vanta perdite annue per oltre 20 milioni di dollari, significa creare le premesse per mettere in moto meccanismo che possa sostenere una nuova crescita e attrarre nuovi investimenti, operazione non semplice per un settore, quello dei settimanali, che negli ultimi anni ha risentito di tutti gli effetti negativi della crisi della carta stampata.

Riuscirà il media ibrido Newsweek Daily Beast a raggiungere la piena sostenibilità economica? E quale giornalismo sarà in grado di esprimere? Nelle prime dichiarazioni di Tina Brown si legge la volontà di rivedere sostanzialmente il contenitore cartaceo con una particolare attenzione al layout, valorizzando in particolare l’approccio e lo stile multimediale alla notizia, che su carta vuol dire soprattutto immagini. Vedremo, ma ciò che appare evidente dalla fusione delle due testate è che la carta ha bisogno del web così come quest’ultimo ha necessità di attingere alle risorse giornalistiche che tuttora risiedono nella stampa tradizionale. Daily Beast segue, per certi versi, la stessa evoluzione che sta caratterizzando l’altro popolare web site americano, l’Huffington Post, che sta reclutando progressivamente sempre più giornalisti della carta stampata. Ed entrambi stanno accelerando e ampliando la produzione di contenuti originali.

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