Deepr, dove i lettori commissionano i giornalisti

19 novembre 2014 • Digitale • by

Nella storia digitale “As the Children Wait”, i giornalisti seguono dei ragazzi senzatetto sulle strade di St. Louis, in Senegal. Un video, parte di una presentazione multimediale in-depth, riprende i ragazzi mentre chiedono l’elemosina durante il giorno e mentre dormono su un cartone durante la notte. Glossari, fotografie e video integrati nel testo forniscono background, analisi e contesto. Ciò che rende questo reportage diverso è che soggetto e contenuto sono stati scelti dai lettori. Quando la storia è apparsa per la prima volta su godeepr.comsolo i lettori che avevano pagato in anticipo potevano vederla.

Deepr è una startup con sede a Berlino che chiede ai lettori di votare e pagare per dei multimedia package prima che questi vengano commissionati. I votanti possono poi anche contribuire alla creazione del contenuto stesso, proponendone le scelte di design. I progetti realizzati, descritti da Deepr come “una meravigliosa esperienza di lettura digitale”, includono video e clip audio di buona qualità, fotografie, scritti e cronologie.

I deep possono essere comprati per 1 euro
Quando un deep, come li definisce Deepr, è pronto, gli utenti ricevono un link personalizzato che possono condividere con tre persone al massimo. Dopo la pubblicazione, i deep possono essere comprati da altri lettori per 1 euro. Al momento ci sono 114 lettori paganti e una newsletter con oltre 200 abbonati. Deepr è stata lanciata lo scorso gennaio da quattro giovani tedeschi tra i 20 e i 30 anni di età con background di programmazione, business, design e giurisprudenza, tutti affamati di contenuti ben scritti e adatti al Web, contenuti che non sentivano di ricevere in modo sufficiente e adeguato da parte dei media tradizionali. “Non essere giornalisti è un punto di forza per noi, perché ci permette di riflettere sulle cose dal punto di vista del lettore”, dice Armin Eichhorn (28 anni), cofondatore di Deepr, lettore accanito di National Geographic e il cui sogno è sempre stato riuscire a portare in digitale la medesima qualità di testo e immagini del suo magazine preferito.

Deepr vuole reinventare la relazione tra giornalisti e lettori
La multimedialità e l’approccio editoriale di Deepr non saranno propriamente nuovi, ma il sito si propone di reinventare la relazione tra giornalisti e lettori: “l’ufficio editoriale è dato dai lettori”, ci spiega Eichhorn. In ottobre il cofondatore ha presentato la startup a un evento organizzato da Axel Springer Ideas, un nuovo incubatore per startup del gruppo mediatico tedesco che pubblica testate importanti come Die Welt e il tabloid Bild.
Deepr accetta candidature da parte di potenziali autori, i quali vengono selezionati da Eichhorn in persona, che conduce colloqui individuali con loro, basati su quanto hanno pubblicato in precedenza. Il gruppo di autori corrente è costituito soprattutto da giornalisti tedeschi che vivono all’estero, ma l’interesse da parte di giornalisti internazionali da paesi come il Brazile, l’Italia e gli Stati Uniti è crescente, ci racconta Eichhorn.

I tedeschi scrivono nella loro lingua madre, prima che i loro lavori vengano tradotti in inglese. In sostanza, i giornalisti propongono una storia e i lettori votano l’idea, donando un minimo di 1 euro. Una volta che un articolo raggiunge 300 euro donati in un certo lasso di tempo, riceve via libera per la sua realizzazione. L’ultimo deep finanziato con successo tratta il tema del commercio di cocaina in Perù: l’autore, secondo le linee guide di Deepr, avrà “alcune settimane” per lavorarci e prestare attenzione alla qualità della storia, racconta Eichhorn.

Il business model è simile al crowdfunder Kickstarter
Per un altro deep, dedicato alla storia di un uomo che vive da 20 anni con la syndrome di Tourette, mancano pochi giorni per chiudere il finanziamento. Se la cifrà non venisse raggiunta, la storia non verrà pubblicata e i soldi verranno rimborsati ai donatori. Il business model è analogo a quello di Kickstarter, il sito americano di crowdfunding in cui un progetto deve essere finanziato interamente prima di essere realizzato. Eichhorn spera in fidelizzare molti lettori, contrariamente a quanto avviene su Kickstarter dove, come ci spiega, gli uteni votano per uno o due progetti e poi tornano solo sporadicamente.

Frank Eckert dirige l’ufficio editoriale di un giornale regionale tedesco ma nel tempo libero esamina ogni deep a titolo volontario, spiega. Per lui la filosofia della startup può essere riassunta in questo modo: “pensiamo ai media in un modo superato, pensando di sapere cosa il pubblico debba leggere, sapere e ricevere. Questo è molto vago, troppo vago. A Deepr il pubblico prende decisioni e fa offerte per delle cose che sembrano interessanti. Il contenuto è nelle mani di chi paga”.

Deepr è uno dei siti reader-driven in Germania: chiunque, ad esempio, può essere membro di Krautreporter, un sito d’informazione e cultura lanciato otto mesi fa che offre abbonamenti a partire da 5 euro al mese. Gli iscritti diventano poi come membri di un comitato amministrativo digitale, con il potere di votare i contenuti e commentare le storie. I membri “premium” del nuovo sito investigativo CORRECT!V (ne abbiamo parlato qui, ndr) ricevono informazioni di approfondimento, libri gratuiti e sono invitati a eventi speciali. Tuttavia, diversamente da queste startup, Deepr vuole sfuggire al modello non profit tradizionale: i fondatori hanno deciso di non cercare finanziamenti da fondazioni esterne, anche se confermano di essere preoccupati di non riuscire a sviluppare un modello sostenibile prima che i fondi terminino.

Deepr è una piccola startup ma ci si aspetta che l’interesse cresca
Il team, composto da volontari, ha dato vita al sito basandosi sul concetto di “lean startup”, secondo il quale meno fondi ci sono, più si deve pensare attentamente al modello editoriale e imprenditoriale, mi spiega Eichhorn mentre prendiamo un caffé dopo la sua giornata di lavoro. “Ci aspettiamo che il finanziamento medio per ogni deep aumenti nel tempo e che i nostri costi di transazione  – al momento paghiamo il 20% a PayPal – diminuiscano con l’aumentare del nostro volume di transazioni”, ci spiega.

Deepr nasce in un’era in cui i lettori possono facilmente personalizzare le loro scelte di news, basandosi sui loro interessi e sulle loro abitudini. Mentre gli inserzionisti possono sfruttare questa situazione, Deepr cerca di mantenere tutto privo di contenuti pubblicitari. “Semplicemente, non vediamo come un giornalismo indipendente e di qualità possa abbinarsi con denaro che non provenga direttamente dai lettori” – recita il mission statement della startup. Il modello è autofinanziabile? Eckert fa una pausa prima di rispondere: “Nulla è sicuro e tutto cambia in continuazione, come prima cosa le abitudini dei lettori e poi quelle dei riceventi”.

Articolo tradotto dall’originale inglese da Georgia Ertz

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