Come il crowdfunding sostiene il giornalismo indipendente

27 Novembre 2019 • Economia dei media, Più recenti • by

Lo slogan del progetto di Alarm’s “The future is now” sul mutamento climatico

“Budoucnost je ted!” (“il futuro è adesso!”, ndr) era lo slogan scelto dalla testata indipendente ceca Alarm per il suo ultimo progetto finanziato tramite una campagna crowdfunding. Negli ultimi anni, questo metodo di raccolta fondi è diventato molto popolare in Repubblica Ceca, dove viene spesso utilizzato per lanciare nuove testate indipendenti o per raccogliere soldi al fine di  sostenere progetti specifici o personali.

Le storie importanti hanno bisogno di somme importanti
Per il suo ultimo progetto, Alarm – una testata online di sinistra che presta molta attenzione alle questioni sociali – ha ottenuto 266mila corone ceche (circa 10mila euro, ndr) per finanziare una sere di articoli dedicati all’impatto del cambiamento climatico in Repubblica Ceca e nel mondo. L’editor di Alarm Ondřej Bělíček ha raccontato all’Ejo come le giornaliste Karolína Poláčková e Barbora Bakošová abbiano potuto spendere diversi mesi viaggiando nel Paese raccontando in cui il climate change stia già toccando le vite delle persone.

Le giornaliste, insieme al contributo di altri collaboratori di Alarm, hanno pubblicato diversi articoli sulla sempre più crescente aridità della campagna ceca – le cui foreste sono state devastate da un’invasione di insetti -, sulla riduzione del bestiame a causa della mancanza di cibo e sulle vite delle persone toccate dalle conseguenze ambientali dell’industria estrattiva del carbone. La maggior parte di questi contenuti è arricchita da infografiche o video.

The focus of “The future is now” era il deterioramento delle condizioni ambientali in Repubblica Ceca

Molti contributi sono stati pubblicati prima che l’obiettivo finanziario fosse stato raggiunto. È importante offrire ai lettori qualcosa in anticipo per spingerli a contribuire”, spiega Bělíček. Il primo articolo di questa serie ambientale, “Un sguardo nell’abisso”, a cura di Vojtěch Pecka, è stato particolarmente influente in questo senso. “L’articolo riassume l’impatto della crisi climatica”, spiega ancora Bělíček, “ed è ancora molto popolare tra i nostri lettori”.

Questa non è la prima volta che Alarm sperimenta con il crowdfunding. Il primo tentativo risale infatti al 2017 con il progetto “Heroes of capitalist labour”, che ha raccolto 286mila corone (circa 11mila euro, ndr). Per quella serie, la giornalista Saša Uhlová ha lavorato sotto copertura per indagare alcuni tra i lavori peggio pagarti in Repubblica Ceca, come quelli in un mattatoio di pollame o nella lavanderia di un ospedale. Gli articoli di Uhlová, che descrivevano le condizioni di lavoro terribili in queste area dell’economia, hanno avuto una forte eco nell’opinione pubblica, attirando anche l’attenzione dei media mainstream, e non solo in Repubblica Ceca.

“Abbiamo raccolto altre 270mila corone (10mila euro, ndr) per il progetto ‘Seizure of assets: the bad conscience of Czechia’, spiega ancora Bělíček, “con questo lavoro abbiamo documentato la situazione di migliaia di cechi soffocati dai debiti. Abbiamo già qualche nuova idea in mente”.

Progetti ambiziosi
Alarm non è l’unica testata ceca ad aver raccolto finanziamenti in questo modo al fine di finanziare progetti specifici, e il crowdfunding è stato utilizzato per lanciare anche nuove testate o svilupparne altre già operative. Un esempio è offerto dall’emittente DVTV che si specializza in interviste con politici e figure pubbliche ed è riuscita a ottenere 2.1 milioni di corone (circa81mila euro) per iniziare a pubblicare nel 2015.

Un altro progetto che è partito grazie al crowdfunding è stata la piattaforma di moda Elegantní Česko, che ha ottenuto 200mila corone (circa 8mila euro, ndr) grazie all’influenza di Pavlína Kvapilov, in passato già a capo di Czech Television. I fondtori del progetto sono molto ambiziosi: vogliono lanciare il loro canale tv e hanno fin qui ottenuto 900mila corone (circa 35mila euro, ndr) in donazioni.

Nel 2018, invece, il quotidiano online Deník N ha raccolto oltre 7 milioni di corone (270mila euro, ndr) dai suoi futuri lettori. Ai fondatori della testata servivano almeno 3mila abbonati per potere iniziare le pubblicazioni. L’idea dietro la campagna di crowdfunding era semplice: “abbiamo cercato questi abbonati senza investire un soldo. I nostri autori hanno pubblicato i loro articoli sui social network e questo ha portato all’attenzione di possibili donatori grazie ai suggerimenti personali e le piattaforme social”, spiega Ján Simkanič, Direttore di Deník N.

La copertina della biografia del Primo ministro Andrej Babiš pubblicata, grazie al crowdfunding, da Hlídací Pes

Trasformare i donatori in abbonati
Gli abbonati rimangono una fonte cruciale di finanziamento per Deník N. La testata ha bisogno di almeno 25mila abbonati per raggiungere il suo break even. “Stiamo cercando di raggiungere questo obiettivo in quattro o cinque anni, il che significa aggiungere 5mila nuovi abbonati ogni anno”, spiega ancora Simkanič.

Le campagne di crowdfunding che chiedono soldi per un obiettivo specifico possono essere un modo per raggiungere questi obiettivi di sostenibilità. Per raggiungere nuovi abbonati, ad esempio, Deník N ha lanciato una campagna per pubblicare due libri scritti da due suoi giornalisti: American Diary e An ABC of Science. Chi acquistava i libri otteneva anche la possibilità di abbonarsi a un prezzo scontato. Il sito Hlídací pes (Watchdog, ndr), gestito dalla no profit Institute of Independent Journalism pubblica a sua volta libri scritti da sue firme, al fine di attirare l’attenzione di potenziali donatori. “Pubblichiamo libri per mostrare che non stiamo semplicemente elemosinando soldi, ma per far vedere che offriamo qualcosa di extra”, spiega Ondřej Neumann, direttore dell’Institute.

L’Institute of Independent Journalism ha già condotto due campagne crowdfunding, che hanno raggiunto oltre un milione di corone (39mila euro, ndr) in totale. Uno dei libri pubblicati, Babiš. A leader for the 21st century, racconta la storia del Primo ministro ceco, una figura molto controversa.

Ondřej Bělíček di Alarm è d’accordo nel ritenere il crowdfunding per una storia o progetto specifico una buona strategia per incoraggiare le persone a diventare abbonati regolari. La maggior parte dei donatori per “The future is now”, ad esempio, non era abbonata alla testata, ma avevano un interesse specifico per l’argomento. “Il crowdfunding fatto in questo modo è un buon modo per aprirsi oltre il circuito dei lettori già fidelizzati e per attirare nuovi abbonati”, conclude Bělíček.

Articolo tradotto dall’originale inglese

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