Cosa succede quando sono le donne a scegliere le news?

12 novembre 2018 • Cultura Professionale, In evidenza • by

Quando il progetto Newsmavens è stato lanciato nel settembre del 2017, furono in molti a dire che l’impostazione era sessista. Una raccolta di notizie curate e consigliate esclusivamente da donne? Perché, perché le donne sono migliori? No, semplicemente perché non era mai avvenuto prima: studi recenti, infatti, mostrano come nel mondo solo il 27% dei direttori di redazione sia costituito da donne. Non essendo mai realmente esistita una redazione dalla significativa portata geografica (con lettori in più di un Paese) che presentasse unicamente il parere delle donne sulle questioni d’attualità, non sappiamo veramente in che cosa consista questo punto di vista, ancor meno quale valore esso abbia.

“A parte pochissime eccezioni, i media tradizionali sono sempre stati in mano agli uomini”

Altri hanno affermato che il concept del progetto fosse inutile perché le notizie sarebbero qualcosa di oggettivo e quindi non influenzato dal genere di chi le scrive: sono discorsi difficili, soprattutto a causa dell’aspetto “inconscio” di alcuni pregiudizi. Sebbene si trattasse di una critica inconcludente,  questa ha aiutato a spostare il dibattito verso i recenti studi sull’impossibilità cognitiva della mente umana di percepire la realtà oggettiva. Ciò ha portato anche a discutere dei limiti dell’inclusione di punti di vista opposti in un articolo che tratta argomenti controversi.  Da qui, il mostrare che anche “lui ha detto/lei ha detto” è un modo di opporre punti di vista contrastanti si è risolto in qualche riflessione promettente. Una di queste ha persino portato alla stipulazione di una partnership mediatica.

“Invece di scegliere notizie legate alla politica o all’economia, che sono le più pubblicate dai media portoghesi, io cerco di dedicarmi a tematiche quali la salute mentale, il razzismo o le ineguaglianze di genere.” – Cátie Bruno, Newsmavens, Portugal

Quando Newsmavens è stato lanciato nel settembre 2017, c’erano 12 redazioni impegnate nell’esperimento, mentre oggi ci sono 27 giornaliste provenienti da ogni parte del continente che curano quelle che loro ritengono essere le notizie più rilevanti per una rassegna quotidiana in lingua inglese. Noi la intendiamo come una prima pagina alternativa per l’Europa. In quanto editor di questa iniziativa, posso ora indicare due evidenti tendenze nel genere di notizie scelte dalle donne. Seppur non sconvolgenti, vale la pena di sottolinearle e chiarire il loro significato:

“Le donne prestano attenzione alle donne e ad altri gruppi emarginati, e si preoccupano dell’impatto che grandi politiche e grossi business hanno sulle vite delle persone comuni”

Queste sono le storie che si nascondono di norma in fondo ai soliti giornali, ma che finiscono in copertina quando se ne occupano le donne. E se le donne giornaliste ed editor pensano che queste storie siano rilevanti, allora sì, le lettrici saranno anch’esse propense a ritenerle importanti. Lasciate che vi fornisca qualche esempio. Molte delle storie curate da Newsmavens sono struggenti resoconti di culture e sistemi che penalizzano le donne. Come il caso delle 15000 donne che sin dagli anni ’70 sono costrette a lavorare non pagate per l’ordine cattolico delle sorelle del Good Shepherd. Oppure il caso dell’ex parlamentare austriaca citata in giudizio dopo aver denunciato le molestie sessuali di cui era vittima. Le nostre redattrici scovano anche dei casi molto significativi, come l’ormai famigerata sentenza “Wolf Pack” in Spagna, che ha condannato per abusi sessuali, ma non per stupro, 5 uomini che hanno violentato una donna durante la corsa dei tori a Pamplona. Quando la pubblica indignazione ha spinto migliaia di persone nelle strade a protestare, la scappatoia legale che aveva reso possibile un simile verdetto, e che lo legittima in altri 23 Paesi europei, è stata sottoposta al dovuto scrutinio.

“Le giornaliste di Newsmavens tengono d’occhio anche quella retorica strumentalizzata che cerca di influenzare l’opinione pubblica sui diritti delle donne – storie che spesso sfuggono all’attenzione dei redattori uomini”

È accaduto, ad esempio, la scorsa Pasqua quando i preti croati hanno “predicato” alle congregazioni che credere in Dio avrebbe meglio protetto le donne rispetto alla Convenzione di Istanbul contro la violenza, il che continua ad essere un luogo comune in Ungheria, dove il presidente in carica Viktor Orban parla apertamente del fatto che le donne non debbano avere spazio negli affari pubblici, mentre il partito di governo afferma che gli studi di genere non sono un campo di studi “economicamente razionale”. Infine, le giornaliste impegnate per Newsmavens hanno dato rilievo a storie di persone che non hanno nulla. Mentre i media tradizionali spesso esibiscono i grandi protagonisti e gli artefici del cambiamento globale, le donne mostrano maggior interesse per coloro che non hanno influenza su importanti politiche o grandi affari, ma le cui vite sono inevitabilmente condizionate da entrambe queste cose.

È questo il caso dei genitori di bambini disabili accampati nei corridoi del parlamento polacco, i cui fondi di sostegno erano appena stati tagliati da quello stesso governo che ha pagato una gran quantità di indennità familiari per vincere le scorse elezioni. O come le migranti dell’Est Europa forzate a lasciare le loro famiglie per guadagnarsi da vivere all’estero, che soffrono di una particolare forma di depressione debilitante chiamata “la sindrome italiana”. O le comunità Rom europee quando vengono violentemente attaccate o ostracizzate. Credo che questo sia il valore più importante che le donne aggiungono al resoconto delle notizie.

“Mentre la macchina del mercato delle notizie si concentra su cosa stanno facendo i personaggi chiave del mondo in cima alla piramide del potere, le donne hanno mostrato una curiosità costante per ciò che avviene più in basso”

I recenti avvenimenti negli Stati Uniti, in Polonia, Ungheria e Turchia, replicano una ben conosciuta realtà femminista: quando la politica si allontana dalla democrazia liberale, i diritti delle donne sono spesso i primi ad essere gettati sotto il treno. Forse è questa una delle motivazioni per cui noi possediamo una certa sensibilità agli effetti delle decisioni politiche sulla società. A prescindere dalla motivazione, resta il fatto che la causa, senza l’effetto, è solo parte della notizia. Per comprendere i tempi in cui viviamo e mantenere i nostri lettori informati a livello generale, dobbiamo dare uguale attenzione ad entrambe le parti. Quindi, finché l’industria non attingerà i sui vertici da un gruppo eterogeneo di leader e le donne non cominceranno ad avere pari influenza sulla redazione delle informazioni, Newsmavens continuerà a controbilanciare le notizie in Europa.

Per approfondire: Dove sono le donne nelle testate europee?

Articolo tradotto dall’originale inglese da Claudia Aletti. L’articolo è apparso originariamente su Newsmavens e viene ri-pubblicato per gentile concessione

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