COVID-19 e giornalismo: Spagna

9 Aprile 2020 • Brevi, Giornalismi • by

Il Coronavirus SARS-Cov-2 / Pixabay / public domain

Questo articolo è parte di una serie dell’EJO dedicata alla copertura giornalistica del Coronavirus COVID-19 nel mondo. La lista completa degli articoli è disponibile qui e in inglese.

Il focus dei media spagnoli sul Coronavirus è cambiato seguendo la crescita dei contagi e l’introduzione di misure sempre più drastiche da parte del governo. A inizio gennaio vi era solo un interesse piuttosto limitato nei confronti di quanto stava succedendo in Cina, ma l’attenzione si è accesa quando la situazione in Italia si è fatta sempre più seria. Quando i primi casi sono stati poi individuati in Spagna, questi sono stati certamente visti come un motivo di preoccupazione ma sulla base dell’assunto, incoraggiato anche dalle autorità sanitarie, che non ci fossero ragioni per temere l’esplosione un’emergenza sanitaria nazionale.

La copertura giornalistica è però cambiata quando il governo, il 15 marzo, ha decretato lo “stato di emergenza” che ha vietato alle persone di lasciare le loro case e ha istituito un’autorità nazionale centrale responsabile per le questioni sanitarie. Al momento, l’enfasi giornalistica maggiore è incentrata sul rispetto della campagna #nosalgasdecasa, il non uscire di casa.

La maggior parte delle testate cartacee porta ogni giorni aggiornamenti sulla conta dei morti e la pressione sulla terapia intensiva, con un’attenzione particolare alla situazione a Madrid. C’è seria preoccupazione nei confronti delle necessità del servizio sanitario spagnolo, dato che i numeri del personale di vario livello sono limitati, come quelli dei letti e degli strumenti protettivi. Allo stesso tempo, si tratta molto anche delle norme straordinarie che sono state prese, come l’assunzione di nuovi medici o la trasformazione di alcuni hotel in ospedali.

Storie personali
Ogni giorno i lettori leggono storie personali dall’emergenza: cittadini che hanno subito lutti, pazienti che sono guariti o il contagio di personaggi pubblici: ministri, il Presidente della Comunidad de Madrid e la moglie del Primo Ministro Pedro Sánchez.

La chiusura delle scuole, dei negozi e dei bar rischia di dare inizio a una crisi economica che il governo attuale (una coalizione tra il partito socialista PSOE e quello di sinistra Podemos) sta cercando di affrontare con una serie di misure straordinarie per sostenere chi perde il lavoro e le frange più economicamente vulnerabili del paese. I media hanno trattato le misure macroeconomiche della UE e delle istituzioni internazionali, ma il focus principale si è concentrato sulle difficoltà di implementazione di queste misure, come la sospensione degli affitti o le aperture straordinarie delle mense scolastiche per le famiglie con esigenze particolari.

I media hanno trattato anche le preoccupazioni della società spagnola per i suoi anziani, specialmente quelli che vivono in case di riposo o per i disabili: alcune di queste strutture hanno visto esplodere alcuni focolai di contagio che hanno portato a un numero molto alto di decessi, spesso in pochi giorni. Dato che la maggioranza dei 46 milioni di spagnoli è chiusa in casa, i media hanno anche fornito consigli e risorse per fronteggiare l’isolamento. Inoltre, gli organi di stampa hanno anche dato spazio alle tante iniziative che hanno offerto ai cittadini soluzioni domestiche di ginnastica, attività per bambini, e-book e visite virtuali ai musei.

Sostengo per gli operatori sanitari e i malati
Anche le difficoltà dello smartworking e le problematiche connesse al fare lezioni online hanno generato molta copertura mediatica. I media hanno dato spazio a iniziative di solidarietà lanciate dal pubblico, come gli applausi per il personale medico, o quelle di chi ha cercato di radunare lettere da inviare ai ricoverati in ospedale.

In generale, le discordie tra partiti politici sono state messe da parte e sostituite con un consenso attorno alla necessità del lockdown. C’è stato sostegno unanime da parte dei media e della politica per le autorità sanitarie, rappresentate dall’epidemiologo Dott. Fernando Simón dell’Health Alerts and Emergencies Coordination Centre, responsabile anche delle conferenze stampa quotidiane.

In ogni caso, di recente, i giornali hanno iniziato a dare voce anche ai professionisti della sanità che hanno criticato la risposta del servizio sanitario al Coronavirus. Ora che gli spagnoli sono confinati in casa da qualche tempo e non ci sono realistiche prospettive per la fine della quarantena, la domanda è se ci sarà un cambiamento sensibile nella copertura mediatica sulla sia dell’evoluzione della gestione politica della pandemia e degli umori della società.

Le opinioni espresse in questo articolo sono quelle degli autori e degli intervistati e non rispecchiano necessariamente quelle di tutto l’EJO

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