L’avanzata della propaganda del governo ungherese

3 giugno 2019 • Media e Politica, Più recenti • by

Credits: Magyarország Kormánya / Facebook

I leader più dispotici fanno tutto il possibile per mantenere sotto stretto controllo le fonti d’informazione nei loro Paesi, ma negli ultimi anni sono stati in pochi a farlo così sistematicamente ed efficacemente come l’ungherese Viktor Orbán. Le cifre ci raccontano la storia in modo chiaro: nel maggio del 2019 l’organizzazione indipendente di monitoraggio dei media Mérték ha rivelato come uno sconcertante 77,8% dei mezzi d’informazione ungheresi sia attualmente controllato direttamente o indirettamente dal partito al governo Fidesz.

Questa opprimente concentrazione della proprietà dei media nelle mani del governo e dei suoi diretti alleati ha ricevuto una spinta significativa nel novembre del 2018, quando una dozzina circa di proprietari di alcune delle 500 testate a favore del governo ha ceduto le proprie attività ad una nuova fondazione. Questo ente, conosciuto come Central European Press and Media Foundation (Kesma, dalla denominazione ungherese: Közép-Európai Sajtó és Média Alapítvány), è stato trasformato da un giorno all’altro in un massiccio colosso mediatico al servizio di Fidesz e del governo.

“Valori nazionali e cristiani”
Lo scopo di questa mossa, stando allo statuto stesso della Kesma, è promuovere “valori nazionali e cristiani” e “rafforzare la coscienza nazionale ungherese”. È stato detto che i mezzi di comunicazione riuniti sotto la nuova associazione siano stati “donati simultaneamente” dai loro proprietari, tutti vicini a Fidesz e che per anni hanno dimostrato la loro cieca fedeltà ad Orbán facendo in modo che le loro testate non criticassero mai le politiche del suo governo. Anche se l’iniziativa non ha avuto alcun impatto sulle alleanze politiche – in quanto tutti gli outlet trasferiti erano già fedeli sostenitori di Orbán e Fidesz – essa ha comunque rinforzato un messaggio chiaro: ora il governo esercita un controllo quasi totale sui mezzi d’informazione nazionali.

“Importanza strategica nazionale”
Inoltre, qualsiasi eventuale contestazione alla posizione monopolistica della Kesma è stata immediatamente resa vana quando la Fondazione è stata esentata dal controllo normativo ,in quanto le è stata riconosciuta una “importanza strategica nazionale”. Secondo Zselyke Csaky, Direttore di ricerca per l’Europa e l’Eurasia presso Freedom House, il livello di controllo e accorpamento nei media ungheresi “comincia ad assomigliare ai media di stato sotto il regime comunista”, come ha dichiarato al New York Times. Ma controllare praticamente tutte le fonti d’informazione del Paese sembra non essere bastato ad Orbán. Con le elezioni europee, la sospensione a marzo di Fidesz dal blocco conservatore del Partito popolare europeo e le crescenti indiscrezioni sulla formazione di una nuova alleanza di destra dopo le elezioni, Orbán sembra aver sentito la necessità di promuovere il proprio messaggio presso un pubblico più vasto.

Una prospettiva di destra
Nell’aprile del 2019, una nuova agenzia di notizie internazionali chiamata V4NA è stata fondata a Londra da alcuni alleati di Orbán. Lo scopo di questo nuovo progetto, secondo quanto dichiarato sul suo sito, è quello di fornire “una prospettiva conservatrice, di destra, delle notizie politiche, economiche, culturali e di altro tipo più importanti per l’Europa e il mondo”. I report della V4NA sono stati fin qui pubblicati sia in ungherese che in inglese, e ad essi si è presto aggiunta anche la versione francese. L’agenzia ha dichiarato di voler aggiungere anche altre lingue “in un secondo momento”.

Dopo l’incontro di Viktor Orbán con il presidente Trump nel maggio del 2019, ad esempio, V4NA ha messo in evidenza le opinioni comuni dei due leader in materia di immigrazione. Il testo completo di questi report può essere letto solo dagli abbonati paganti, ma i titoli e le brevi introduzioni sulla prima pagina danno un’idea precisa della posizione euroscettica, anti-migrazione e anti-Soros della V4NA – tutti elementi chiave della propaganda governativa ungherese.

Un articolo della nuova agenzia, che mette in luce i punti di contatto tra Trump e Orban

“Un laboratorio di post-verità”
Il lancio dell’agenzia è stato accolto con un certo scetticismo da parte dei media internazionali. Bloomberg ha affermato che l’intenzione era quella di estendere la portata della “macchina propagandistica” di Orbán, mentre il Guardian ha fatto notare che uno degli scopi principali della V4NA sembra quello di “amplificare il messaggio di Orbán al di fuori dell’Ungheria”. Le Monde ha invece descritto l’Ungheria come un “laboratorio di post-verità” e ha salutato “la novità” della V4NA nell’essere “il primo sito da visitare per le ‘fake news’”.

Anche se il sito web dell’agenzia ribadisce di essere indipendente, non è passato molto tempo prima che alcune delle testate ungheresi realmente indipendenti rimaste in attività scovassero le prove del coinvolgimento degli alleati del governo nella V4NA. Válasz ha pubblicato i dettagli della registrazione della V4NA alla Companies House del Regno Unito, che mostrano come l’azionista di maggioranza (57%) sia il New Wave Media Group, una società editrice pro-Fidesz attualmente parte della Kesma.

Seconda della lista, con il 40% delle azioni, è invece la Danube Business Consulting. Questa azienda di consulenza politica appartiene ad Árpád Habony, capo stratega non ufficiale di Orbán per diversi anni. Parallelamente al suo ruolo di consigliere di Orbán, Habony ha anche costruito il suo personale impero mediatico. Secondo Válasz, la cessione delle proprie attività mediatiche a Kesma lo scorso novembre ha dato vita all’ipotesi che Habony fosse caduto in disgrazia. Tuttavia, visto il ruolo chiave giocato da Habony nella V4NA, se così fosse, è facile pensare che sia stato ampiamente compensato per la sua perdita d’influenza in patria.

Il rimanente 3% delle azioni è infine nelle mani di Kristof Szalay-Bobrovniczky, nientemeno che l’ambasciatore ungherese nel Regno Unito. Non ci possono essere dubbi sulla sfera d’influenza a cui appartiene la V4NA. Ma resta da vedere se gli ingenti investimenti che devono essere stati necessari per creare un’agenzia di notizie con sede a Londra – che conta 50 giornalisti e attualmente pubblica in tre lingue – ripagheranno in termini di nuove adesioni alla mentalità del governo ungherese.

Articolo pubblicato originariamente in inglese. Traduzione a cura di Claudia Aletti.

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